L’eremo segreto nascosto nei boschi della Toscana: il rifugio di pace fondato 800 anni fa da San Francesco

Fabio Belmonte, 02 Ott 2026
L’eremo segreto nascosto nei boschi della Toscana: il rifugio di pace fondato 800 anni fa da San Francesco

Pochi chilometri appena separano il centro storico di Cortona dal silenzio raccolto dell’Eremo Le Celle, ma la sensazione, arrivando qui, è quella di aver varcato un confine. La strada si stringe, il bosco avvolge il viaggiatore e il rumore della città svanisce lasciando spazio all’acqua del torrente e al fruscio delle foglie.

È in questa gola ombrosa che, agli inizi del XIII secolo, la memoria di San Francesco ha trovato un luogo concreto fatto di pietra, roccia e piccoli ponti. Oggi l’eremo è ancora abitato da una comunità francescana e chiede al visitatore di adeguare passo e sguardo: non si entra in un museo, ma in uno spazio di preghiera vivo.

Per chi ama viaggi lenti e luoghi che raccontano secoli di spiritualità, Le Celle di Cortona rappresentano una tappa capace di unire esperienza paesaggistica, storia religiosa e profondo senso di raccoglimento.

Un eremo nel bosco a due passi da Cortona

L’eremo segreto nascosto nei boschi della Toscana: il rifugio di pace fondato 800 anni fa da San Francesco 

Arrivare all’Eremo Le Celle significa sperimentare in pochi minuti un cambio di paesaggio netto. Dal centro storico di Cortona, fatto di pietra chiara e scorci sulla Val di Chiana, si passa a una valle stretta e ombrosa, dove il bosco si richiude progressivamente sulla strada.

Qui, circa cinque chilometri fuori città, compare il complesso francescano, perfettamente inserito nella gola che lo ospita. Più che un edificio isolato, Le Celle appaiono come un piccolo villaggio religioso costruito seguendo passo dopo passo la morfologia del terreno. Muri, tetti e camminamenti dialogano con la roccia e con il corso d’acqua, restituendo un’immagine molto diversa rispetto ai monasteri su altura a cui siamo abituati.

Per il viaggiatore, l’impatto è quello di un luogo raccolto, pensato per la vita interiore prima ancora che per essere fotografato. L’atmosfera invita subito a parlare più piano e a rallentare.

Architettura, bosco e torrente: come leggere il paesaggio delle Celle

L’eremo segreto nascosto nei boschi della Toscana: il rifugio di pace fondato 800 anni fa da San Francesco 

La prima cosa che colpisce alle Celle di Cortona è il modo in cui gli edifici si incastrano nella gola. Non c’è una grande piazza centrale, ma una sequenza di gradini, piccoli ponti e corridoi all’aperto che seguono l’andamento del versante. La pietra delle facciate riprende il colore della roccia circostante, attenuando il confine tra costruito e naturale.

Il torrente, che scorre proprio nel cuore del complesso, non è un semplice elemento scenografico. Storicamente garantiva acqua a una comunità scelta di frati, lontana dall’abitato di Cortona, e ancora oggi definisce i suoni di fondo del luogo, soprattutto dopo la pioggia. Camminando tra le celle, il rumore dell’acqua sostituisce quello del traffico, contribuendo a creare una percezione di isolamento che va oltre i chilometri reali.

Il bosco chiude l’orizzonte, regalando un paesaggio più verticale che panoramico. Non si viene qui per ampie vedute sulla Val di Chiana, ma per un’esperienza immersiva fatta di ombra, umidità, muschi e pietre consumate dal tempo.

San Francesco, la nascita dell’eremo e la continuità francescana

L’eremo segreto nascosto nei boschi della Toscana: il rifugio di pace fondato 800 anni fa da San Francesco 

La tradizione francescana colloca la nascita delle Celle all’inizio del XIII secolo, intorno al 1211, quando San Francesco d’Assisi raggiunse le colline di Cortona durante i suoi spostamenti nell’Italia centrale. Il luogo fu scelto per il suo isolamento: bosco fitto, roccia affiorante, un corso d’acqua e la distanza dall’abitato offrivano le condizioni ideali per la preghiera e una vita essenziale.

Il nome stesso del complesso rimanda alle piccole celle utilizzate dai frati. Non bisogna però immaginare sin da subito l’insieme di edifici che vediamo oggi. L’eremo si è formato per stratificazioni, ampliamenti, restauri, mantenendo come nucleo la memoria del passaggio di Francesco. Tra gli ambienti più significativi, la tradizione indica la cella del santo, associata ai suoi soggiorni e ai ritorni negli ultimi anni di vita.

Alla storia del luogo è legata anche la figura di frate Elia da Cortona, tra i primi compagni di Francesco e protagonista delle prime fasi dell’Ordine. Distinguere ciò che è documentato da ciò che appartiene alla devozione è parte dell’esperienza di visita: significa leggere l’eremo come un racconto lungo otto secoli di francescanesimo toscano, non come un’istantanea immobile del Duecento.

Come visitare Le Celle di Cortona: tempi, rispetto e consigli utili

L’eremo segreto nascosto nei boschi della Toscana: il rifugio di pace fondato 800 anni fa da San Francesco 

Oggi Le Celle sono affidate a una comunità di frati cappuccini e non funzionano come un semplice sito monumentale. Questo dettaglio cambia concretamente il modo di organizzare la visita. È importante arrivare con l’idea di entrare in un luogo di preghiera vivo: silenzio, abbigliamento adeguato, uso discreto del telefono e delle fotografie sono aspetti da considerare fin dalla partenza.

Dal centro di Cortona si raggiunge l’eremo in pochi chilometri, in auto o inserendolo in un itinerario più ampio dedicato alla città e alla Val di Chiana. I parcheggi sono limitati, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso, quindi conviene rispettare scrupolosamente la segnaletica e prepararsi a brevi tratti a piedi. Prima di partire è bene verificare orari di apertura, eventuali celebrazioni e indicazioni aggiornate della comunità religiosa.

Il consiglio, da viaggiatore, è di dedicare alle Celle un tempo lento: camminare tra ponti, scalinate e bosco, fermarsi ad ascoltare il torrente, osservare gli ambienti sobri dell’eremo. È in questa immersione graduale che il luogo rivela davvero il suo carattere, più che in una sosta veloce per una sola fotografia.


Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di viaggi, storia e territori da scoprire. Amo raccontare borghi, città, paesaggi naturali e luoghi meno conosciuti, condividendo curiosità e consigli utili per trasformare ogni partenza in un’esperienza autentica.



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