Le “autostrade dell’acqua” dell’Alto Adige: i sentieri secolari dove camminare in autunno tra castagne e vino nuovo

La cultura della gastronomia e della tradizione popolare rivive nei waalwege, secolari itinerari che toccano la natura più bella delle vallate altoatesine
Stefano Maria Meconi, 04 Ott 2026
Brandiswaalweg

L’associazione che ci riesce più semplice e immediata, forse per una certa pigrizia accumulata, è quella coi mercatini di Natale. Certo, le luci dicembrine a Bolzano, Merano, Bressanone e compagnia festante sono davvero iconiche, ma ci sono tanti buoni motivi per vivere l’Alto Adige in autunno, quando le giornate si accorciano e anche i nostri ritmi sembrano rallentare, proprio come la natura circostante. I colori del foliage, i sapori di una cucina che si fa più calda e cozy, i silenzi di un ecosistema che riscopre il piacere della calma. Per farlo, ci sono sentieri che la storia ha tracciato e gli uomini hanno saputo mantenere inalterati nella loro bellezza, e questa è la stagione giusta per immergersi alla scoperta dei waalwege.

Cosa sono i waalwege, i sentieri delle rogge

Le “autostrade dell’acqua” dell’Alto Adige: i sentieri secolari dove camminare in autunno tra castagne e vino nuovo 

Espressione di una comunità rurale salda nei suoi valori e nell’adesione al territorio, i waalwege sono i cammini storici dell’Alto Adige, sorti a partire dal XIII secolo e ricavati utilizzando come riferimento gli antichi canali d’irrigazione artificiale, appunto i waale. L’originale aridità dei campi della vallata venne così ribaltata, portando l’acqua fondamentale alle tante coltivazioni del territorio, tra cui oggi c’è anche il vino, che ritroviamo in referenze come il ben noto Gewürztraminer, o Traminer aromatico. In origine, però, questi canali portavano l’acqua ai frutteti e vigneti della Val Venosta e del Meranese, ed erano stati progettati con una attenzione davvero particolare: flusso dell’acqua a velocità costante, pendenza azzerata e la presenza immancabile delle Waalschellen, antiche campanelle collegate a piccole ruote ad acqua che suonavano per avvisare i contadini che il flusso idrico procedeva senza intoppi.

I sentieri più belli dell’Alto Adige

Tra i principali sentieri delle rogge da percorrere in Alto Adige, soprattutto in autunno, c’è il Waalweg Brandis, che collega Lana di Sopra a Lana di Sotto, passando sopra la chiesetta di Santa Margherita e proseguendo tra frutteti, vigneti e boschi di castagni, con una bella vista sulla conca di Merano; il percorso conduce anche verso una romantica cascata. Imperdibili anche la roggia di Marlengo (Marlinger ), quella di Lagundo (Algunder), di Senales (Schnalswaal) e di Ciardes (Tscharser). Lunghi anche alcune decini di chilometri, questi percorsi si snodano tra vigneti, boschi di castagno e spazi scavati nella roccia a picco, accompagnando il visitatore alla scoperta della regione di Lana, della Val Venosta e del Gruppo di Tessa.

In autunno questo genere di passeggiate aiuta a mettere in risalto tutta la bellezza del paesaggio: non serve inseguire una meta spettacolare, perché è il percorso stesso a diventare esperienza, con le foglie sotto i piedi, la luce che filtra tra gli alberi, i colori dei vigneti e dei frutteti e l’aria fresca che accompagna il cammino. Una emozione che si ripete anche in primavera, quando lo scioglimento delle nevi alimenta i fiumiciattoli e tra aprile e maggio, con la fioritura dei meleti, il contesto diventa ancor più scenografico.

Waalwege e Törggelen: le parole d’ordine dell’autunno altoatesino

Le “autostrade dell’acqua” dell’Alto Adige: i sentieri secolari dove camminare in autunno tra castagne e vino nuovo 

Se i waalwege ci invitano a goderci una passeggiata en plein air, l’autunno dell’Alto Adige parla anche di vendemmia e di cultura del buon mangiare, rigorosamente insieme. Un senso di comunità e di adesione alla natura che ritroviamo nella tradizione del Törggelen. Nato come appuntamento collaterale alla raccolta e lavorazione delle uve, tra ottobre e novembre trasforma i masi vinicoli (Buschenschank) in spazi di raccolta e condivisione, dove gustare specialità della cucina contadina altoatesina come canederli, crauti, mezzelune ripiene, piatti di carne e salumi, mentre il vino nuovo accompagna il pasto. 

Il tutto, accompagnato da castagne e krapfen, frutti dell’autunno e dolci della tradizione, che raccontano meglio d’altri una regione che non ha bisogno di effetti speciali: qui tutto è autentico, limpido, puro e radicalmente legato al territorio. Ed è il segreto dell’Alto Adige, terra di waalwege e di un autunno da vivere.

copyright foto apertura: Maike Wittreck/lanaregion.it. Tutti i diritti riservati


Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia. Mi piace raccontare il mondo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere



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