Lazio, il paese di appena 400 abitanti dove le vecchie cantine sono diventate pub, ristoranti e hotel

Labro fino a qualche tempo fa aveva un grosso problema: lo spopolamento. Questo borgo a metà strada tra Rieti e Spoleto per secoli è stato strategico per il controllo del territorio visto che si trova su una propaggine dei Monti Reatini a oltre 600 metri di altitudine. Nel secolo scorso però la popolazione si è dimezzata e Labro correva il rischio di diventare una sorta di paese fantasma come ce ne sono diversi sparsi in tutto il Belpaese. Cosa fare allora? Con una mossa lungimirante, negli anni ’60 la famiglia Nobili – una sorta di signoria del luogo – ha dato il via a un importante lavoro di recupero e restauro non solo dei palazzi nobiliari, ma anche di mura e case.
Il risultato è una sorta di gioiellino medioevale perfettamente conservato. La seconda mossa decisiva – più recente – è stata quella di sposare la via dell’ospitalità diffusa. Così delle residenze storiche sono diventate delle strutture ricettive e delle cantine dei pub. Tutto questo ha permesso la rinascita di questo paese che conta meno di 400 abitanti, con Labro che al giorno d’oggi rappresenta una meta perfetta per tutti gli amanti del turismo lento e sostenibile.
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Un borgo dalla storia e dalla tradizione antica: andiamo alla scoperta delle sue origini
Ci troviamo nelle affascinanti terre della Sabina e più precisamente nell’alto Lazio, nelle immediate vicinanze del confine con l’Umbria. Qui, nella bellissima provincia di Rieti, sorge un meraviglioso quanto affascinante borgo con poche centinaia di abitanti. Dalla sua posizione, a cavallo del confine tra le terre di Rieti e di Spoleto, domina il sottostante lago di Piediluco e l’adiacente valle dove scorre il Rio Fuscello, anche conosciuto come Fosso di Leonessa. Per questo in epoca medievale è stato ambito dalle grandi potenze del tempo che volevano assicurarsi un vantaggio strategico sul nemico.
Nel corso dei secoli c’è stato un protagonista in particolare che ha esercitato una particolare influenza su tutta la zona, stiamo parlando dello Stato Pontificio. Nel secondo dopoguerra il borgo si trova invece ad affrontare un forte flusso di spopolamento che ha fortemente rischiato di comprometterne la sopravvivenza. Tuttavia, grazie all’operato dei discendenti della famiglia Nobili, il borgo è stato integralmente restaurato a partire dal 1968, sotto l’attento controllo dell’architetto fiammingo Ivan Van Mossevelde, altamente specializzato nel recupero di edifici storici. L’intervento, iniziato nel 1968 con l’obiettivo di conferire una maggiore uniformità architettonica, prosegue ancora oggi.
Cosa fare e cosa vedere
Labro è un borgo dalla forte vocazione turistica. Recentemente, è stato insignito anche della Bandiera Arancione, un riconoscimento di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano. Da vedere c’è il meraviglioso Castello Nobili Vitelleschi, costruito proprio dall’omonima famiglia intorno al 500 per espressa volontà di Giordano de’ Nobili. Il castello è caratterizzato da meravigliose scalinate, loggette, merlature e, soprattutto, balconi e giardini pensili. Ancora oggi, al suo interno, è conservato l’arredamento d’epoca, nonché, le armi utilizzate in battaglia e i ritratti originali appartenenti agli antenati della nobile famiglia. Il palazzo, tra l’altro, continua ad essere abitato dai discendenti della famiglia Nobili che, visti i tempi, hanno deciso di adeguare le attività che è possibile svolgere tra le sue stesse mura.
Nelle sue cantine, per esempio, è stato adibito un pub, mentre nei piani alti della struttura invece è stato aperto un bed & breakfast. Poi c’è il piano nobile che ospita occasionalmente cerimonie matrimoniali e conferenze. Il tessuto urbano del borgo invece è composto quasi interamente di pietra locale che ben evidenzia, nonostante gli anni, le affascinanti mura merlate e le rispettive porte di entrata del paese, tre per l’esattezza: Porta Cavour, Porta Reatina e Porta di Piazzale Genzi. Da visitare, anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Cappella del Rosario compresa al suo interno.
Da non perdere poi anche l’ex convento dei Francescani Osservanti. Infine occorre sottolineare la particolare fattura di alcuni prodotti elaborati nelle storiche botteghe di Labro come l’arazzo, una forma d’arte tessile per cui il borgo è rinomatamente apprezzato.
Come arrivare a Labro
Infine vediamo come arrivare a Labro. In treno: la ferrovia Terni-Rieti-L’Aquila ha una piccola fermata presso la stazione Labro-Moggio. Tuttavia la distanza dal paese rimane elevata. Infatti ci sono da coprire 9 chilometri per il borgo e i treni che giornalmente vi si fermano sono davvero pochi. Il miglior modo per raggiungere Labro rimane quindi la macchina. Il paese sorge a poca distanza da due importanti arterie di collegamento: la strada regionale 79 Ternana che lo collega a Rieti e a Terni e la strada regionale 521 di Morro che lo collega a Morro Reatino e Leonessa.

