L’autunno è la stagione giusta per scoprire il borgo della birra e dei tartufi nelle Marche

Dove il profumo del bosco si mescola al sapore della buona tavola
Matteo Meliconi, 30 Set 2025
apecchio

C’è un luogo nascosto tra le pieghe verdi dell’Appennino marchigiano, dove il tempo rallenta e ogni passo profuma di bosco. I sentieri si snodano tra faggi e ruscelli, le pietre raccontano storie antiche e l’aria è intrisa di aromi che parlano di terra e tradizione. In questo piccolo angolo di paradiso, autentico e suggestivo, la birra non è soltanto una bevanda ma espressione di cultura, artigianato e identità. Il tartufo, che nasce silenzioso sotto le foglie dei boschi profumati, è celebrato come un tesoro da condividere. Chi arriva qui non trova solo panorami incredibili ma scopre un ritmo diverso, un gusto autentico e un’accoglienza che fa sentire a casa.

Un tuffo nel passato tra le colline delle Marche, la storia di un borgo davvero sorprendente

Un piccolo gioiello incastonato tra le colline dell’Appennino umbro-marchigiano. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando il territorio era conteso tra signorie locali e poteri ecclesiastici. Già citato in documenti del XII secolo, Apecchio si sviluppò attorno a un castello fortificato, diventando nel tempo un centro strategico lungo le vie di comunicazione tra Umbria e Marche. Nel Cinquecento, sotto la famiglia Ubaldini, il borgo visse un periodo di grande fermento culturale e architettonico. A loro si deve la costruzione del Palazzo Ubaldini, oggi sede del museo dei fossili e del teatro più piccolo delle Marche. Passeggiando tra le sue vie lastricate si respira ancora l’atmosfera di un tempo, fatta di pietra, silenzio e storie tramandate da secoli.

Cosa fare e vedere nel borgo dove storia e tradizione si incontrano

Passeggiare per le vie di Apecchio, in provincia di Pesaro-Urbino, è un’esperienza incredibile che rasserena l’animo. Il cuore del borgo è il suggestivo centro storico, con il ponte medievale a schiena d’asino che collega le due anime del paese. Poco distante si erge il maestoso Palazzo Ubaldini, splendido esempio di architettura rinascimentale, che ospita il Museo dei Fossili e dei Minerali e il Teatro G. Perugini, considerato il più piccolo delle Marche. Tra le tappe imperdibili ci sono le antiche chiese, come quella di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al X secolo, e la Chiesa di Santa Lucia, che conserva affreschi di scuola giottesca. Un angolo particolarmente affascinante è il quartiere ebraico, con la sua sinagoga, il forno per il pane azzimo e il cortile del sukkot, testimonianza di una convivenza storica e multiculturale. Per chi ama la natura, Apecchio offre sentieri che si inoltrano tra boschi e colline, ideali per escursioni a piedi o in mountain bike. Ma questo borgo è anche una rinomata terra di sapori. Il tartufo, che cresce generoso nei boschi circostanti, è protagonista di piatti locali e di eventi che ne celebrano l’eccellenza. In ogni stagione è possibile degustarlo nei ristoranti del borgo o partecipare a escursioni guidate alla sua ricerca.

La birra, protagonista indiscussa di questo borgo

E per gli appassionati di birra, Apecchio è una vera sorpresa. Grazie all’acqua purissima del Monte Nerone e all’orzo coltivato in zona, nascono qui alcune delle migliori birre artigianali italiane, frutto della passione dei mastri birrai locali che portano avanti una tradizione antica e profondamente radicata. Ogni anno, nel primo weekend di ottobre, il borgo celebra queste eccellenze con l’evento “Apecchio Tartufo & Birra”, una festa che anima le vie del centro con degustazioni, musica, laboratori e incontri tra produttori e visitatori. Insomma, è il momento perfetto per scoprire il lato più conviviale e gustoso di Apecchio, dove la cultura del buon vivere si mescola al profumo del bosco e al sapore della birra, creando un’atmosfera davvero unica e meravigliosa.

Consigli di viaggio

Raggiungere Apecchio è semplice, anche se il borgo conserva quell’atmosfera appartata che lo rende così speciale. Per chi arriva in auto, il percorso più suggestivo è quello che attraversa le colline dell’entroterra marchigiano, passando per Cagli o Piobbico lungo la SP257. Se si parte da Roma o Bologna, il viaggio dura circa tre ore, con possibilità di uscita dalla E45 a Umbertide o da Fano lungo l’A14, per poi proseguire verso l’interno. Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Fossato di Vico – Gubbio o a quella di Cagli, e da lì proseguire in autobus o con un servizio navetta. Anche gli aeroporti di Perugia e Ancona offrono collegamenti comodi per chi arriva da più lontano. Qualunque sia il mezzo scelto, il viaggio verso Apecchio resta parte dell’esperienza, in un lento avvicinarsi a un luogo dove la bellezza non si mostra in fretta, ma si svela passo dopo passo.


Matteo Meliconi
Matteo Meliconi


Leggi ancheLeggi gli altri diari di viaggio
In evidenza