La romantica storia dei giardini più colorati al mondo: qui ogni angolo è un arcobaleno

La villa blu rappresenta il simbolo di questo luogo, così magico da sembrare un dipinto su tela. Una meta tutta da scoprire, in un angolo di paradiso che raccoglie insieme flora e fauna in una combinazione da lasciare senza fiato. Contorni così surreali in grado di incantare Yves Saint Laurent e Pierre Bergé: la rinascita di questo giardino, dopo un lungo periodo di abbandono, parte proprio da loro. Sarà mai possibile innamorarsi di un posto come questo? A quanto pare, sì.
Indice dei contenuti
Giardini Majorelle a Marrakech
Avete mai sentito parlare dei Giardini Majorelle, nel cuore di Marrakech? Se questo nome vi sembra nuovo, in realtà, sicuramente avrete già visto sui social o in qualche gallery le foto di questo posto magnifico. Con una star ad attirare su di sé tutti i riflettori: la villa blu, simbolo di un vero e proprio angolo di paradiso. I Giardini Majorelle nascono precisamente a Marrakech, città situata nella al centro-sud del Marocco, a circa 150 chilometri dall’Oceano Atlantico. Si tratta di uno dei centri più importanti del Paese, fondato nel 1062 da Abu Bakr ibn Omar ma abitata già dal neolitico, da contadini berberi. A caratterizzare il luogo è soprattutto il colore rosso-ocra che connota i muri della città, realizzati con la pietra arenaria: anche per questo motivo Marrakech è conosciuta come la città rossa.
La storia dei giardini
I Giardini Majorelle furono progettati da un artista francese che, agli inizi del Novecento, decise di lasciare tutto e trasferirsi a Marrakech perché innamorato del suo centro storico. L’artista ea Jacques Majorelle, pittore figlio di Louis, celebre designer di mobili in stile Liberty. A partire dal suo trasferimento presso la città vecchia di Marrakech, avvenuto nel 1919, Jacques Majorelle decise di realizzare un giardino immenso ispirato allo stile tradizionale marocchino. E così, da appassionato di botanica, creò il Jardin Majorelle.
Un nuovo inizio con Yves Saint Laurent
Fontane, laghetti, piante esotiche, fiori e animali molto particolari: ai Giardini Majorelle c’è tutto e anche di più. Simbolo di Marrakech, il giardino ha rappresentato per anni una vera e propria opera d’arte per il Marocco. Soprattutto durante l’epoca più felice di Jacques Majorelle che fino agli anni Sessanta curò il giardino nei minimi dettagli. Poi però un grave incidente d’auto lo costrinse a rientrare in Francia, rinunciando così al suo piccolo angolo di paradiso. Dopo qualche anno in stato di abbandono, i Giardini Majorelle incrociarono un nuovo periodo di splendore grazie a Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, incantati dalla creazione del pittore francese che aveva stupito tutti nei decenni precedenti. Da questo colpo di fulmine arriva la decisione, nel 1966, di investire nel giardino per restituire respiro e vita a quel capolavoro creato dall’artista transalpino.
Come visitare i Giardini Majorelle
I Giardini Majorelle sono aperti ai visitatori tutti i giorni dalle 8 alle 18:30, secondo gli orari diffusi dal sito ufficiale. Per l’accesso è previsto l’acquisto di un biglietto dal costo di 15 euro, con riduzioni dedicate ai cittadini del Marocco e agli studenti internazionali e con ingresso gratuito per bambini al di sotto dei 10 anni, gruppi scolastici, guide turistiche e persone con disabilità.
La visita ai Giardini Majorelle può essere inserita all’interno di un itinerario di viaggio più ampio che comprende anche tutti gli altri segreti di questa meravigliosa città. Civitatis, ad esempio, include l’esperienza ai giardini all’interno di un’escursione privata che da Casablanca coinvolge tutta la città di Marrakech. Un tour alla scoperta della medina, tra la Piazza Jamaa el Fna, le Tombe Saadiane e il Palazzo El Bahia, fino ad arrivare all’esperienza più bella: i Giardini Majorelle.