Isole Faroe: trekking e birdwatching nell’arcipelago “delle pecore”

Diciotto isole incontaminate modellate da vulcani e ghiacciai, incappucciate dalle nuvole basse e dalle nebbie. Una manciata di piccole e affascinanti meraviglie naturali che spuntano tra onde scure dell’oceano che spumeggiano candide infrangendosi fragorose sulle coste alte e rocciose dell’arcipelago, cattedrali di basalto che sfidano gli elementi. Le Isole Faroe spuntano a metà strada tra le Isole Orcadi e l’Islanda, e appartengono amministrativamente alla Danimarca godendo di completa autonomia dal 1948.
Tutto qui descrive una forte identità e gli abitanti orgogliosi parlano una lingua locale che ha poco a che spartire con il danese e si avvicina più all’islandese. Anche i paesaggi puntellati da laghetti e solcati da ruscelli e magnifiche cascate in un verde brillante senza alberi ricordano l’Islanda, lì dove pascolano la bellezza di circa 80.000 pecore, un numero che supera nettamente la popolazione che conta circa 50.000 abitanti. Non è un caso che l’origine del toponimo delle isole sia dovuta proprio alla cospicua presenza degli ovini: “Fær Øer” in antico norreno significa proprio “Isole delle pecore”. Questi quadrupedi gonfi di lana, simili a nuvole che vagano in terre come cieli verdissimi, donano una delle materie prime più pregiate dell’arcipelago, utilizzata per la filatura: sciarpe, maglioni e accessori caldissimi sono molto utili per ripararsi dal loro clima sfidante anche in estate.
Un viaggio alle Isole Faroe è un’occasione per concedersi un’esperienza rigenerante, in stretta connessione con la natura in un vero e proprio paradiso naturalistico tutto da scoprire, praticando trekking ma anche birdwatching, essendo meta lungo le rotte migratorie e di nidificazione per innumerevoli specie di uccelli, tra cui spiccano i simpatici pulcinella di mare che qui nidificano a migliaia (le Faroe sono seconde solo alle Isole Vestmannaeyjar, il piccolo arcipelago a sud dell’Islanda). La visuale sulla scogliera di Mykines con la sua colonia di Puffin è un appuntamento da non perdere a fine estate, una bella opportunità per programmare un viaggio tra le ultime settimane di agosto e le prime di settembre: questa settimana la rubrica Altro Viaggiare vi porta a scoprire tutta la magia di questo arcipelago, un angolo di Danimarca fuori dai radar.
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Come arrivare alla isole Faroe
Le Isole Faroe sono raggiungibili con uno scalo aereo partendo dall’Italia: in Danimarca, con transito su Copenaghen o Billund, oppure dagli aeroporti di Oslo in Norvegia oppure di Reykjavik in Islanda. La destinazione è l’aeroporto di Vágar, sull’omonima isola occidentale di Vágar. L’alternativa che promette un’avventura più lenta ma decisamente affascinante, è quella di arrivare via mare a bordo di un traghetto che solca le fredde acque del Mare del Nord per poi navigare quelle dell’Atlantico.
Una valida proposta è quella della linea Norröna, che salpa dalla cittadina danese Hirtshals, situata sulla punta occidentale nella regione dello Jutland Settentrionale, e raggiunge la capitale delle Faroe Tórshavn. Più di un semplice transito, un vero e proprio viaggio esperienziale di circa 36 ore. Una volta atterrati all’aeroporto o sbarcati al porto ci si può muovere facilmente grazie all’ottima rete stradale e al puntuale trasporto pubblico di autobus e traghetti (salvo maltempo) che collegano città, villaggi e isolette nei dintorni. Ecco alcune tappe da non perdere.
Isola di Streymoy
Tórshavn, la capitale più piccola d’Europa
Il nome di Tórshavn evoca la fantasia vichinga e significa “porto di Thor“. Questa città di 20.000 abitanti, è situata sull’Isola di Streymoy, la più grande dell’arcipelago, ed è perfetta per concedersi un po’ di vita cittadina faroese, prima di immergersi nella natura selvaggia e scoprire i minuscoli villaggi che costellano l’arcipelago. Si parte dalla pittoresca città vecchia Tinganes, che include la storica area residenziale Reyni, composta da tante casette colorate addossate l’una all’altra o divise da strette e silenziose stradine. La peculiarità più curiosa del quartiere sono i caratteristici tetti d’erba di alcuni edifici, una particolare tecnica edile utilizzata in passato per coibentare gli interni.
Per immergersi nella storia di Torshavn, merita una visita la fortezza di Skansin del 1580, che venne costruita a difesa degli attacchi dal mare. Per completare questo viaggio nel passato, molto interessante anche il Museo di storia e folclore, perfetto per approfondire le vicende di questo arcipelago che resero unica la sua identità.
Un fiore all’occhiello della cittadina sono i piccoli negozi dove trovare bellissimi oggetti di design nordico e souvenir, tra cui scovare anche le riproduzioni in piccola scala della Kópakonan, ovvero la “donna foca”, la famosa statua in bronzo e acciaio alta quasi tre metri dello scultore Hans Pauli Olsen, una vera e propria icona delle Faroe situata a Mikladalur, sull’isola di Kalsoy.
A Tórshavn non mancano i ristoranti di ottima cucina locale che puntano su piatti preparati con ingredienti freschissimi, principalmente a base di pesce appena pescato (ma anche l’intramontabile pesce fermentato), e carne di agnello, impreziositi da erbe spontanee, alghe, fiori e antiche tecniche di cottura danno vita a una cucina fuori dall’ordinario capace di mixare tradizione e innovazione e creare anche delle proposte gourmet degne di nota. Il tutto sempre accompagnato dall’immancabile pane di segale. Sono inoltre numerose le attività che si impegnano ad utilizzare prodotti a chilometro zero e a incentivare l’agricoltura e la pesca sostenibili.
Kirkjubøur, una piccola perla di cultura, Saksun, il villaggio dai tetti d’erba, e Tjørnuvik, il più a nord dell’isola
Oltre a Tórshavn, sull’isola di Streymoy, spuntano alcuni villaggi che meritano di essere visitati, dove le abitazioni sono sempre vivacemente colorate per contrastare l’uniformità di colori del paesaggio, nonostante i giochi di luce della luminosa estate nordica che vira in tonalità sempre diverse. Suggestivo è il centro di Kirkjubøur, a sud di Tórshavn, un tempo l’originario centro culturale dell’isola. Qui si trovano la bella chiesa di Sant’Olaf, originaria del XII secolo, nonostante sia stata rimaneggiata, e quella di San Magnus, la chiesa gotica più grande dell’arcipelago. Curiosa è la capanna in legno di Roykstovan di circa 900 anni fa che rievoca l’antica vita rurale.
Altra piccola gemma che si trova nella parte nord- occidentale di Streymoy è il villaggio di Saksun. Quello che colpisce di questa manciata di case isolate è la simbiosi con il territorio grazie ai caratteristici tetti in erba dai toni smeraldini che sembrano far parte della vallata fiabesca. Spicca alla vista anche la chiesetta bianca, che sembra vegliare dall’alto l’idillio “urbano” e la baia, le cui acque sono considerate le migliori delle Faroe per la pesca. Da non perdere il Museo culturale di Dúvugarður ospitato negli spazi di un’antica fattoria, il luogo perfetto per scoprire lo stile di vita di un tempo, sostenuto dalla pesca e dall’allevamento ovino.
All’estremo nord dell’isola si trova Tjørnuvik, piccolo villaggio nelle cui vicinanze si svelano impressionanti cascate lungo la scogliera. Da qui si gode anche la vista dell’isola di Eysturoy, unita da un ponte a quella di Streymoy, e troneggiata da Slættaratindur, la vetta più alta dell’arcipelago (882 metri sul livello del mare).
Isola di Vágar
Leitisvatn: il “lago sopra l’oceano”
L’isola di Vágar, oltre ad essere nota per il suo aeroporto, offre due destinazioni da appuntare. La prima è una meraviglia naturale che lascia letteralmente senza fiato: un lago che sembra sospeso tra terra, mare e cielo. Si tratta del lago Leitisvatn, conosciuto anche col nome di Sørvágsvatn, o semplicemente il “lago sopra l’oceano“.
Il bacino occupa una posizione davvero singolare su una vallata pianeggiante a 30 metri dal livello del mare. Questa particolare struttura geologica crea una strabiliante illusione ottica: un continuum di elementi che descrivono tutta la bellezza della natura faroese. Il punto più bello per ammirare questo spettacolo e osservare le tante specie di uccelli che lo prediligono come habitat, è la scogliera conosciuta come “Trælanípa”, raggiungibile dal sentiero che parte dall’abitato di Miðvágur.
Gásadalur, il villaggio che sorprende
Un’altra bellissima destinazione è incastonata tra le valli scoscese e selvagge dell’isola di Vágar, incorniciata dai picchi imponenti Árnafjall e Eysturtindur: si tratta del villaggio di Gásadalur. Questo minuscolo centro ha una storia incredibile. Per anni, chi desiderava raggiungerlo, doveva scalare la montagna, ma dal 2006 è stato aperto un tunnel per collegarlo facilmente alla rete stradale dell’isola. Questo lo ha reso più accessibile ma senza snaturare la sua magia.
A poca distanza dal villaggio scorre il ruscello che si trasforma nella fragorosa cascata di Múlafossur, getto d’acqua che si tuffa direttamente nell’Oceano Atlantico scivolando sulle ripide rocce vulcaniche della scogliera. Ammirare questo spettacolo dal vicino tratto di costa che offre la migliore prospettiva sul villaggio e sulla cascata, non ha prezzo, e rende questa remota destinazione, oggi più facilmente accessibile, una delle più suggestive dell’arcipelago.
Escursioni e trekking da appuntare
Isola di Mykines
L’Isola di Mykines, la più occidentale delle Faroe, e tra le più piccole dell’arcipelago, “vanta” un clima piuttosto sfidante: la pioggia è consuetudine da queste parti, e il vento la sferza con ferocia in alcune giornate, ma questo non deve demotivare nel raggiungerla e praticare una delle più belle escursioni delle Isole Faroe, un percorso di trekking che promette emozioni, per la grandiosità della natura che vi circonda e per la moltitudine di pulcinelle di mare. L’aspetto positivo è che dopo una salita iniziale, il percorso è pianeggiante e consente di ammirare belvedere straordinari della terra vulcanica che incontra la vastità dell’oceano.
Falesie di Vestmanna
Un’altra esperienza memorabile è un’escursione via mare di circa due ore che parte dal porto di Vestmanna, situato lungo la costa nord-occidentale dell’isola di Streymoy, e raggiunge le Falesie di Vestmanna (Vestmanna Bjørgini), quello che di più primordiale possiate immaginare visto dalle onde: altari di roccia vulcanica alti sino 600 metri, spesso incappucciati dalle nebbie che delineano la costa. Una visione surreale e che svela anche aguzzi faraglioni e spettrali grotte marine, lì dove si annida la vita: il consiglio è quello di portare binocolo e macchina fotografica con voi per osservare e immortalare le colonie di uccelli marini che scelgono questi luoghi impervi per nidificare e prosperare.
