In Veneto c’è il “borgo dell’artista” in mezzo alle Dolomiti: qui ogni angolo è un capolavoro

Pieve di Cadore si trova nella valle del fiume Piave a 878 metri d’altezza e di pura bellezza. Si tratta di uno dei borghi più famosi della zona e tra le mete turistiche più frequentate del Veneto (qui tutte le info sui tour turistici in regione). Per chi non conoscesse la zona, siamo in provincia di Belluno e intorno è un trionfo di montagne e di verde. A differenza di altre località della zona, Pieve di Cadore però è nota soprattutto come luogo d’arte.
La sua infatti è una storia secolare, segnata da diverse dominazioni e da abitanti illustri come Tiziano Vecellio, uno dei pittori più importanti e celebri del nostro paese. Insomma, una località di montagna che però, oltre a sentieri e buon cibo, offre anche tanti edifici e monumenti da ammirare, per una visita veramente completa. Andiamo allora alla scoperta di Pieve di Cadore, una delle località più affascinanti delle Dolomiti bellunesi.
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Cosa vedere a Pieve di Cadore, il borgo dalla vena “artistica” dell’Alto Veneto
Pieve di Cadore è un luogo che presenta elementi storici importanti. Un borgo incantevole dove la natura protegge la cultura architettonica del posto, un patrimonio storico-artistico ricco di preziose testimonianze. Ecco allora la chiesa di Santa Maria Nascente, arcidiaconale, che sorge sul luogo di una precedente chiesa gotica e conserva, nel coro, affreschi di Tiziano. Poi ancora la chiesa di San Dioniso in Monte del 1484 e quella dedicata a San Tomaso, che invece risale al 1206, ma è stata rifatta nel 1584. Camminando fra le vie poi s’incontra il Palazzo della Magnifica Comunità che fu edificato nel 1447 ed è stato rimaneggiato nel 1525: all’interno è custodito l’Archivio Storico e, inoltre, ospita la sede del Museo del Cadore e la Biblioteca tizianesca.
Nel 1491 fu terminata la torre merlata con l’inserimento della prima campana nello stesso anno. Entrando, si osserva il luogo principale del palazzo, la Sala del Pretore, impreziosita da un soffitto di legno intagliato. Un ambiente arricchito da ben 40 nicchie disposte intorno alla sala, dove sono collocati i busti di personaggi illustri del Cadore, tutti opera dello scultore Valentino Besarel.
La casa di Tiziano
Il cuore “pulsante” di Pieve di Cadore è la piazza principale, che presenta un altro luogo storico, la Casa di Tiziano che oggi è sede di una fondazione di ricerca storico-artistica e di un museo, con affreschi del 1590 circa, e il Palazzo Jacobi-Solero del Seicento. Scendendo dalla piazza, si trova, la Piazzetta Arsenale con una piccola fontana settecentesca sormontata dalla statua di San Giovanni Nepomuceno. Vicino alla piazza Tiziano si erge la chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente (XVIII-XIX secolo), con varie tele di Cesare Vecellio e (terzo altare laterale sinistro) la Madonna, un vescovo santo, Sant’Andrea e Tiziano del grande Tiziano Vecellio.
L’antico castello
Il castello di Pieve è il primo luogo militarmente fortificato del Cadore di cui si ha notizia certa. Sorgeva sull’altura del monte Ricco, a sud-est dell’abitato, in una posizione elevata e di notevole controllo del territorio circostante, alla confluenza del Boite nel Piave. Sembra che il sito fosse frequentato già nell’antichità, come sede di un culto precristiano. Osservando lo stemma, notiamo che i due castelli rappresentano l’uno quello di Pieve, l’altro quello di Botestagno, in Ampezzo, che dopo la battaglia di Cadore divenne parte del Tirolo e vi rimase, comunità fedele e amata, fino alla conquista italiana al termine della Grande Guerra.
Secondo le vecchie raffigurazioni il castello si articolava su due piani, le mura erano di perimetro quadrangolare e per tre lati davano su un precipizio, mentre sul lato nord-ovest si trovava l’ingresso. Al piano terra, nell’ala nord, stavano le prigioni e le cantine; dalla parte opposta vi erano magazzini e armerie. Gli era annessa una cappella, i cui arredi (una statua attribuita a Mino da Pisa e due pale) sono oggi conservati nella parrocchiale di Pieve di Cadore. Un luogo magico da esplorare con la famiglia.

