In provincia di Ferrara c’è la casa più radicale d’Italia: è un mix tra il Guggenheim e uno showroom

Giuseppe Coppola, 19 Ago 2026
Casa Museo Remo Brindisi

È sempre più raro trovare luoghi come questi in Italia. Una realtà che sembra legata molto più all’ambiente americano o a quello europeo, con sguardi rivolti soprattutto verso nord. E che tende a lasciare dietro il contesto del Belpaese, ancorato a uno stile di arte molto più classico. Tutto ciò in provincia di Ferrara, con la Casa Museo Remo Brindisi, diventa realtà: una creatura unica, tra il Guggenheim e un elegantissimo showroom.

La Casa Museo Remo Brindisi

La Casa Museo Remo Brindisi nasce a Lido di Spina. Siamo a Comacchio, in provincia di Ferrara, in una località che deve il suo nome a un’antica città portuale etrusca, Spina. E che, oggi, lega invece le sue radici a quella che è una creatura che ha riscritto il rapporto tra l’Italia e l’arte, nata proprio nella piccola località dell’Emilia-Romagna.

“Un edificio bianco, un grande cilindro centrale che compenetra i piani e gli spazi espositivi, una preziosa scala elicoidale e grandi pareti a specchio”. Si può definire così, prendendo in prestito le parole del suo sito ufficiale, la Casa Museo Remo Brindisi. Anche chiamato come museo alternativo, questa idea che segna un punto di rottura con l’arte italiana rappresenta un luogo, immaginato da Brindisi, adatto a contenere la propria collezione ma adibito anche a spazio multiuso dove poter vivere, lavorare ed esporre.

La Casa Museo Remo Brindisi vide la luce per la prima volta nel 1973, disegnata e realizzata da Nanda Vigo, architetto e amica di Remo Brindisi. Alla base dell’idea che ha spinto l’artista a gettare le basi per questa creazione c’è la volontà di far combaciare gli elementi di arredo e l’architettura della casa in un’osmosi in grado di restituire una veduta d’insieme del panorama artistico contemporaneo.

I particolari sul museo

La Casa Museo Remo Brindisi ospita 1100 opere scelte dall’artista “per capire il proprio tempo”. Una collezione ricca ed eterogenea organizzata in sezioni, tra angoli della memoria e astrattismo geometrico, tra calligrafia e materia e tra Surrealismo e Art Brut.

Tra i capolavori inclusi nel museo spiccano i focus su Giorgio De Chirico, Christo Javasev o anche Arturo Martini. Ma anche opere di Pablo Picasso, Andy Warhol, Lucio Fontana, Francis Bacon e tanti altri. “Corse di cavalli” di Fernando Gutierrez De Velasco e “Cattedrale nello spazio” di Gualtiero Nativi sono, inoltre, alcuni dei tesori che rappresentano a pieno lo stile e l’idea della Casa Museo, in linea con il progetto dell’artista.

Remo Brindisi è considerato uno dei maestri della pittura italiana del secondo Novecento. Nato a Roma nel 1918 da una famiglia abruzzese, è stato da sempre accostato al movimento espressionista europeo e alla Nuova Figurazione internazionale. Nella sua pittura si individuano influenze del post cubismo picassiano e dell’espressionismo astratto del gruppo CoBRA.

Come visitare la Casa Museo Remo Brindisi

Per poter visitare la Casa Museo Remo Brindisi è necessario acquistare un biglietto dal costo di 6 euro con riduzioni previste per bambini da 11 a 18 anni, over 65 e gruppi, al costo di 3 euro. Ingresso gratuito invece per i bambini fino ai 10 anni, diversamente abili, guide turistiche, militari e giornalisti. 

La Casa Museo Remo Brindisi è aperta, in estate, dal martedì alla domenica dalle 19 alle 23. Da marzo a maggio e nei mesi di settembre e ottobre è aperta dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18:30. La visita dura circa un’ora ed è possibile prenotare i biglietti attraverso la piattaforma ufficiale. 

 


Giuseppe Coppola
Giuseppe Coppola

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un viaggio zaino in spalla è sempre una buona idea.



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