In Germania c’è un borgo delle fiabe dove le case sono fatte di legno: è un piccolo angolo di meraviglia

Nel vero e proprio cuore della Germania, adagiato sulle sponde di un tranquillo fiume di nome Mosella, c’è un piccolo borgo che sembra uscire direttamente da una fiaba. Tra case a graticcio dalle belle facciate, torri medievali che si innalzano al cielo e uno stupendo castello che domina la valle, ogni angolo invita a stare in un’atmosfera d’altri tempi. Panorami da urlo in diversi punti, colline terrazzate e vigneti secolari vanno a dipingere il paesaggio con belle sfumature di verde, mentre il suo antico castello con le torri imponenti e una storia antica, domina su un panorama dove natura, case e palazzi non si sovrastano mai uno con l’altro. Non è solo ciottoli e storia, però, perché in questo angoletto della Renania-Palatinato c’è molto da vedere, e da bere.
Indice dei contenuti
Il borgo di legno dove la Germania si fa intima
![]()
Le case colorate a graticcio di Cochem
Cochem ha una storia antica, che coincide coi primi insediamenti di celti e romani. La posizione sul fiume Mosella l’ha resa automaticamente importante per commercio e trasporto sin da subito, ma la prima menzione ufficiale della città è dell’866, quando veniva chiamata Villa cuchema. Nel Medioevo diventa un importante centro commerciale, e nel 1294 è proprietà imperiale, ma solo poco più di trent’anni dopo ottiene i diritti di città. In questo periodo comincia a fortificarsi, creando l’Enderttor e il Martinstor, porte medievali che ne difendono gli accessi principali. Al centro svetta il Reichsburg Cochem, risalente all’anno Mille e vero e proprio baluardo sulla Mosella. Più di recente, precisamente al 1932, risale la fusione con i due villaggi vicini di Cond e Sehl: le due piccole comunità di pescatori sulle sponde della Mosella si unificarono con la costruzione di un ponte. Poco dopo, nel corso della Seconda guerra mondiale, Cochem ospitò lo staff operativo di un sottocampo del campo di concentramento di Natzweiler, tra i villaggi di Bruttig e Treis, i cui prigionieri erano costretti a lavorare per la Bosch, che al tempo produceva componenti essenziali per l’esercito tedesco.
Reichsburg Cochem, il castello delle meraviglie
![]()
Reichsburg Cochem, castello di Cochem
Si domina la città intera da sopra una collina ed è l’icona indiscussa di Cochem. Il Reichsburg Cochem tra torri imponenti e mura stupende richiamano vecchie battaglie e un sacco di foto da fare. Nasce più o meno attorno all’anno 1000, ma le testimonianze scritte ci sono solo più avanti; il castello, come tutti, faceva da fortezza difensiva con la posizione strategicamente utile sulla riva del Mosella per monitorare il traffico fluviale. Tuttavia conobbe periodi bui, come quasi tutti i castelli: nel 1689 nella Guerra dei Nove Anni è stato distrutto dalle truppe di Luigi XIV re di Francia, bruciando il castello praticamente per intero. Le rovine sono rimaste abbandonate a lungo. Nella Guerra dei Trent’anni, invece, è stata assediata ma non conquistata; Cochem ha avuto una lunga ricostruzione ed è caduta sotto la Francia dal 1794 al 1815, assegnata poi al Regno di Prussia dal Congresso di Vienna.
La svolta per il castello avviene solo nel 1868 quando un commerciante di Berlino (Louis Fréderic Jacques Ravené) compra le rimanenze del castello. In linea col romanticismo dell’epoca, Ravené ha fatto ricostruire il castello in stile neogotico mettendo tutti quegli elementi da fiaba che lo fanno essere, in tutta tranquillità, tra gli edifici più belli di tutta la regione, considerando quanto bene sta coi paesaggi circostanti. E difatti, oltre all’architettura, il castello passa una vista stupenda sulla valle della Mosella e sui vigneti terrazzati. Ci sono tour guidati che portano tra le sale arredate ricreando l’atmosfera di quei tempi, e dalle torri lo sguardo si va semplicemente a perdere tra i meandri del fiume e le colline lì intorno. E se il castello è il cuore storico della città, i paesaggi sono a tutti gli effetti la cornice naturale, una tela di colline verdi.
E infatti, a parlar di colline e di vigneti, i vigneti terrazzati che si arrampicano fanno da culla a uno dei vini bianchi più pregiati al mondo, che probabilmente conoscete: il Riesling. Qua l’uva matura a condizione letteralmente perfetta, e una passeggiatina tra i vigneti è nella bucket list di cose da fare. Fuori dal vino c’è il suo motore, il fiume Mosella, che tra l’acqua calma e le anse tranquille è stupendo e ci si possono fare piccole crociere per scoprire i borghi che ne toccano le rive. Certo, certe cose si possono anche vivere, perché Cochem ha diversi sentieri escursionistici che portano tra le colline: il più famoso è il Cochemer Krampen, tratto di 24 km che segue il fiume, ma c’è pure l’area naturale protetta di Brauselay dove la vegetazione mediterranea si unisce a quella locale a fare un habitat a dir poco diverso. Lì vicino c’è un’oasi naturale di nome Dortebachtal che ha cascate, boschi e paesaggi da cartolina per una bella giornatina di trekking.
Cosa vedere a Cochem?
Oltre al Reichsburg, l’antico castello che domina dall’alto la cittadina, Cochem è ricca di luoghi da vedere, sia nel suo centro e sia nei dintorni. A iniziare dall’Altstadt, la città vecchia. Passeggiare per la città vecchia di Cochem è l’equivalente di un’atmosfera medievale quasi da fiaba: le stradine ciottolose e le tante case a graticcio colorate, con tanto di piazza del mercato, sono meravigliose. Più recente è la storia raccontata dal Moselland Museum, poco fuori dalla città. Il museo mostra la vita rurale degli anni ’50 e ’60 nella Mosella. Trattori d’epoca perfettamente restaurati, strumenti agricoli e ricostruzioni di una scuola, una taverna e anche una fucina, rappresentanti della cultura locale e della tradizione vinicola.
Sempre rimanendo nella cultura enogastronomica del territorio, l’Historische Senfmühle è il mulino della senape di Cochem, attivo dal 1810, visitabile attraverso tour guidati e degustazioni. Imperdibile la possibilità di acquistare la senape aromatizzata al miele e al Riesling, vero e proprio souvenir da portare a casa. Esattamente come i vini della storica Weingut Kloster Ebernach, azienda vinicola del monastero di Ebernach che produce soprattutto Riesling e dove partecipare a degustazioni, esplorare i vigneti e conoscere la lunga tradizione vinicola della Mosella.
Da scoprire anche:
- Pinnerkreuz, punto panoramico che si raggiunge con la seggiovia Cochemer Sesselbahn e da cui godere di una splendida vista sulla città, sul castello, sul fiume Mosella e sui vigneti.
- Bundesbank-Bunker Cochem, il bunker segreto della Guerra Fredda che custodiva miliardi di marchi tedeschi ed era attrezzato per ospitare fino a 100 persone in caso di attacco nucleare, con riserve di cibo, acqua e sistemi di ventilazione.
- Porta Enderttor, risalente al XIV secolo e una delle antiche porte della città, parte delle fortificazioni medievali; segna l’ingresso settentrionale alla città vecchia, ed è uno dei punti più fotografati di Cochem.
Come arrivare a Cochem
Per arrivare a Cochem ci sono varie opzioni di trasporto facilmente accessibili. In auto basta seguire l’autostrada A48 che collega Coblenza e Treviri. Per chi arriva da est è utile l’uscita Kaisersesch (No. 4), da dove proseguire per 12 km fino a Cochem. Da ovest invece c’è l’uscita Ulmen (No. 2), dove poi continuare per altri 23 km. Cochem è ben collegata anche col treno, coi collegamenti sulla linea ferroviaria tra Coblenza e Treviri. Il treno regionale RE1 impiega 40 minuti da Coblenza e 50 minuti da Treviri per arrivare alla stazione di Cochem. L’aeroporto più vicino è Francoforte-Hahn, a circa 43 km da Cochem. Gli altri aeroporti internazionali più vicini sono quelli di Colonia-Bonn (110 km), Lussemburgo (130 km), Francoforte (144 km) e Düsseldorf (159 km), con collegamenti in treno o macchina.

