Il borgo italiano dove le campane suonano sott’acqua: la torre emerge da un lago alpino

Fabio Belmonte, 02 Set 2026
Il borgo italiano dove le campane suonano sott’acqua: la torre emerge da un lago alpino

In Alto Adige, dove l’Alta Val Venosta si apre verso il Passo Resia e il confine con Austria e Svizzera, il paesaggio alpino nasconde una storia che va oltre la cartolina. Dal blu intenso del Lago di Resia emerge un campanile medievale solitario, icona perfetta per i social ma anche traccia concreta di un paese cancellato nel 1950.

Qui, a Curon Venosta, la costruzione di un grande invaso idroelettrico ha cambiato per sempre la geografia della valle, sommergendo case, campi e strade. Oggi il campanile della chiesa di Santa Caterina racconta, con la sua sola presenza, la trasformazione di una comunità obbligata a risalire di quota.

Attorno a lui vivono una leggenda affascinante – quella delle campane che suonerebbero ancora sott’acqua – e una memoria storica precisa, che rende questo angolo di Alto Adige uno dei luoghi più suggestivi e complessi da visitare sulle Alpi italiane.

Curon Venosta e il Lago di Resia: un paesaggio alpino dall’anima sommersa

Il borgo italiano dove le campane suonano sott’acqua: la torre emerge da un lago alpino 

Arrivare a Curon Venosta significa entrare in un paesaggio alpino che, a uno sguardo distratto, sembra perfettamente naturale. Il Lago di Resia si allunga per chilometri a circa 1.500 metri di quota, incorniciato dalle montagne dell’Alta Val Venosta e vicino al confine con Austria e Svizzera. Al centro della scena, però, c’è un dettaglio che tradisce l’intervento dell’uomo: un campanile del XIV secolo che emerge dall’acqua, isolato, come se avesse perso il suo paese.

Quella torre apparteneva alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria e oggi è il simbolo inequivocabile di Curon Venosta. La sua immagine richiama viaggiatori da tutta Europa, affascinati dall’idea di un paese sommerso e dalla celebre leggenda delle campane che suonerebbero ancora sotto la superficie. Ma dietro il fascino romantico del luogo c’è una vicenda concreta fatta di scelte energetiche, spostamenti forzati e un paesaggio ridisegnato nel pieno Novecento.

Cosa vedere tra lago, campanile e paesaggi dell’Alta Val Venosta

Il borgo italiano dove le campane suonano sott’acqua: la torre emerge da un lago alpino 

Il motivo che porta quasi tutti fino a Curon Venosta è il celebre campanile che emerge dal Lago di Resia. Dal lungolago parte una comoda passeggiata che permette di osservare la torre da diverse angolazioni, con viste che cambiano a seconda delle stagioni: acqua blu e prati verdi in estate, neve e ghiaccio in inverno, con la sagoma della torre che si staglia nel bianco dell’alta valle.

Tutto intorno, il Lago di Resia offre una corona di sentieri e piste ciclabili che seguono le rive e collegano Curon agli altri centri della zona. Il vento che attraversa la valle rende il bacino interessante per gli sport acquatici, mentre in inverno il paesaggio si trasforma in un grande scenario bianco, con le montagne che chiudono l’orizzonte.

A pochi chilometri, il Passo Resia introduce verso l’Austria e racconta il ruolo di questo corridoio alpino nei secoli. Completano l’esperienza i piccoli centri della Val Venosta, le chiese di montagna, i masi tradizionali e i panorami sulle cime che sorvegliano l’intero lago artificiale.

Il paese sommerso, la leggenda delle campane e la memoria di Curon

Il borgo italiano dove le campane suonano sott’acqua: la torre emerge da un lago alpino 

Fino alla metà del Novecento, al posto dell’attuale Lago di Resia esistevano due bacini più piccoli – Resia e Curon – separati da terreni agricoli e dal vecchio abitato di Curon. I progetti idroelettrici, sviluppati tra anni Trenta e dopoguerra, portarono alla creazione di un grande invaso unico, con un innalzamento del livello dell’acqua ben superiore alle ipotesi iniziali. Nel 1950 il riempimento del bacino comportò la demolizione di oltre un centinaio di edifici e la sommersione di centinaia di ettari coltivati.

Le famiglie furono costrette a lasciare case e campi, mentre il nuovo Curon Venosta venne ricostruito più in alto, al riparo dalle acque. Solo il campanile romanico della chiesa di Santa Caterina fu risparmiato e rimase a segnare il luogo del paese perduto. Attorno a quella torre nacque la leggenda delle campane che, nelle notti d’inverno, suonerebbero ancora dal fondo del lago.

In realtà, le campane furono rimosse prima dell’allagamento: non ci sono strumenti che suonano sott’acqua, ma il racconto continua a circolare perché traduce in forma poetica una ferita reale. Curon non è un paese fantasma inventato: è una comunità viva, che porta nel paesaggio e nella memoria collettiva il segno di quella trasformazione.

Come visitare Curon Venosta e organizzare un viaggio sul Lago di Resia

Il borgo italiano dove le campane suonano sott’acqua: la torre emerge da un lago alpino 

Per visitare Curon Venosta e il Lago di Resia il punto di riferimento è la strada che risale l’Alta Val Venosta verso il Passo Resia, collegando la valle con Austria e Svizzera. L’area è facilmente raggiungibile in auto, mentre con i mezzi pubblici ci si affida alla rete ferroviaria fino a Malles e poi agli autobus di valle. Una volta arrivati, il campanile è ben indicato e si raggiunge a piedi in pochi minuti dal parcheggio.

La zona si presta a un soggiorno in tutte le stagioni: in estate dominano trekking, ciclismo e sport sul lago; in inverno entrano in scena neve, piste nelle località vicine e un paesaggio che cambia radicalmente volto. È importante però ricordare che il Lago di Resia è un invaso artificiale: anche quando la superficie appare ghiacciata, il ghiaccio non è automaticamente sicuro e vanno rispettati scrupolosamente i divieti e le indicazioni locali.

Per approfondire la storia del paese sommerso, vale la pena fermarsi nel nuovo Curon Venosta, parlare con chi qui vive da generazioni e magari assaggiare la cucina tipica altoatesina nei masi e nelle locande. È il modo migliore per andare oltre la fotografia iconica e comprendere davvero il legame, ancora vivo, tra comunità, lago e montagne.


Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di viaggi, storia e territori da scoprire. Amo raccontare borghi, città, paesaggi naturali e luoghi meno conosciuti, condividendo curiosità e consigli utili per trasformare ogni partenza in un’esperienza autentica.



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