Il borgo della musica più bello d’Europa è italiano: è rimasto legato al suo romantico passato

C’è un borgo della pianura emiliana che sembra dipinto a mano, con case dai colori pieni, portici che si rincorrono come quinte teatrali e botteghe dove il profumo del legno lavorato si mescola a quello della vernice fresca. Le strade hanno la vivacità dei luoghi che non hanno mai smesso di creare, tra laboratori d’arte, strumenti musicali che prendono forma e piccoli musei che custodiscono storie di confine. È un paese che vive di dettagli, di gesti antichi e di una creatività che si respira ovunque, dalle piazze luminose ai cortili nascosti. Chi arriva qui scopre un centro storico che sorprende per armonia e carattere, un intreccio di tradizioni emiliane che continua a reinventarsi senza perdere la propria anima.
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Storie di confine, di botteghe e di antiche comunità che hanno plasmato un borgo speciale
Per capire davvero l’anima di questo borgo bisogna partire dal suo passato, fatto di incontri, scambi e identità che si intrecciano. Per secoli questo piccolo centro è stato un punto di passaggio tra territori diversi, un luogo sospeso tra due province che qui si toccano e si influenzano. È in questo contesto che nasce e cresce Pieve di Cento, un paese che ha saputo trasformare la sua posizione di confine in una ricchezza culturale, sviluppando una tradizione artigiana e artistica che ancora oggi definisce il suo carattere. Le prime comunità medievali si raccolsero attorno alla pieve, nucleo religioso e civile da cui il borgo prese forma. Nel tempo, botteghe, corporazioni e attività artigiane divennero il cuore pulsante della vita quotidiana, lasciando un’eredità che si percepisce ancora nelle strade del centro storico. Qui la creatività non è mai stata un dettaglio, ma un modo di vivere. Dalle antiche lavorazioni del legno alla tradizione musicale, fino alle scuole d’arte che hanno contribuito a rendere Pieve di Cento un punto di riferimento culturale nella pianura emiliana. Oggi, passeggiando tra portici, piazze e laboratori, si ritrova quella stessa energia che per secoli ha animato il borgo. Una storia fatta di mani, di mestieri e di comunità che hanno saputo custodire il proprio passato senza smettere di guardare avanti.
Cosa fare e cosa vedere nel delizioso borgo di Pieve di Cento
Passeggiare per Pieve di Cento significa entrare in un centro storico che sorprende per armonia e vivacità. Il borgo si sviluppa come un piccolo scrigno di portici, piazze luminose e botteghe che ancora oggi custodiscono l’anima artigiana del paese. Il punto di partenza ideale è la piazza Andrea Costa, cuore geometrico e colorato del borgo, da cui si diramano strade che invitano a esplorare senza fretta. Uno dei luoghi più rappresentativi è il Museo MAGI ’900, un’istituzione culturale che ha trasformato un’ex struttura industriale in uno spazio dedicato all’arte contemporanea, con collezioni e mostre che dialogano con la storia del territorio. A pochi passi, il Museo delle Storie di Pieve racconta invece il volto più intimo del borgo, tradizioni, mestieri, memorie e oggetti che restituiscono la vita quotidiana di un tempo. Pieve di Cento è anche terra di musica. La Scuola di Liuteria, attiva da decenni, è un simbolo della creatività locale. Qui nascono strumenti ad arco costruiti secondo tecniche antiche, e non è raro incontrare artigiani al lavoro nelle botteghe del centro. Per chi ama l’arte sacra, la collegiata di Santa Maria Maggiore custodisce opere di pregio e testimonianze della lunga storia religiosa del borgo. Il piacere della visita sta anche nei dettagli. I portici che si susseguono come quinte teatrali, le facciate colorate che cambiano tonalità con la luce del giorno, i piccoli negozi che conservano un’atmosfera d’altri tempi. E poi ci sono i percorsi lungo il Reno, che offrono una prospettiva diversa sul borgo e sulla sua relazione con il paesaggio della pianura. Insomma, che altro dire, Pieve di Cento è un borgo che si lascia scoprire passo dopo passo, tra arte, tradizioni e quella creatività emiliana che qui sembra avere trovato una casa ideale.
Come arrivare: ecco qualche piccolo consiglio che potrebbe tornare utile
Raggiungere Pieve di Cento è semplice e permette di attraversare alcuni dei paesaggi più caratteristici della bassa emiliana. Chi viaggia in auto può fare riferimento alla SP42 o alla SP66, che collegano il borgo alle principali direttrici tra Bologna e Ferrara. L’autostrada più vicina è la A13, con uscite comode come Altedo o Ferrara Sud, da cui si prosegue lungo strade provinciali immerse nella campagna. Per chi preferisce il treno, le stazioni più pratiche sono San Pietro in Casale, entrambe ben collegate con Bologna e Ferrara. Da qui si può proseguire con autobus locali che raggiungono direttamente il borgo. Anche gli aeroporti di Bologna e Ferrara rappresentano ottimi punti di arrivo per chi proviene da più lontano, grazie ai collegamenti rapidi con la rete ferroviaria e stradale della zona. Qualunque sia il mezzo scelto, l’ingresso nel territorio di Pieve di Cento regala subito l’atmosfera tipica della pianura, con campi ordinati, filari di alberi e quel paesaggio orizzontale che accompagna il viaggiatore fino alle prime case colorate del borgo.