Giardini perfetti, case da tè e templi: la città giapponese che molti saltano per andare a Kyoto

Fabio Belmonte, 09 Ott 2026
Giardini perfetti, case da tè e templi: la città giapponese che molti saltano per andare a Kyoto

Kanazawa è una di quelle città giapponesi che rischiano di restare ai margini del primo viaggio, schiacciate tra i grandi nomi di Tokyo e Kyoto. Eppure, appena si scende dal treno, ci si accorge di quanto questo antico centro del clan Maeda offra una sintesi sorprendente di Giappone feudale, artigianato raffinato e vita quotidiana.

Nel raggio di pochi chilometri si concentrano giardini storici, quartieri di samurai, distretti di case da tè e templi dalla storia complessa, il tutto a misura di passeggiata. La posizione sulla costa del Mar del Giappone, nella prefettura di Ishikawa, regala inverni nevosi, estati verdi e una cucina profondamente legata al pesce.

Kanazawa non è una “Kyoto in miniatura”, ma una capitale locale che ha saputo conservare buona parte del proprio passato. Proprio per questo, chi decide di inserirla in itinerario spesso la ricorda come una delle tappe più autentiche del viaggio.

Perché inserire Kanazawa in un itinerario di viaggio in Giappone

Giardini perfetti, case da tè e templi: la città giapponese che molti saltano per andare a Kyoto 

Kanazawa è la principale città della prefettura di Ishikawa, affacciata sul Mar del Giappone, e per secoli è stata il cuore del dominio di Kaga, guidato dal potente clan Maeda. In uno spazio relativamente compatto concentra molti degli elementi che i viaggiatori associano al Giappone tradizionale: un grande giardino storico, il castello, quartieri dei samurai, distretti di case da tè e un artigianato ancora vivo.

Chi organizza il primo viaggio tende a costruire l’itinerario su assi più classici – Tokyo, Kyoto, Osaka, Nara, Hiroshima – e Kanazawa finisce spesso sacrificata. È un peccato, perché la città funziona come una porta d’accesso a un Giappone meno affollato, dove è più facile rallentare e cogliere i dettagli quotidiani. Qui la storia non è solo un fondale: la si ritrova nelle strade, nei muri di terra di Nagamachi, nelle facciate in legno di Higashi Chaya e nei laboratori che lavorano la foglia d’oro.

La struttura urbana aiuta il visitatore: dal castello si entra quasi direttamente nel giardino Kenroku-en, mentre verso il fiume Asano si raggiunge il quartiere delle case da tè. In poche fermate di bus o, spesso, a piedi, si possono collegare i luoghi principali senza l’affanno delle metropoli giapponesi, facendo di Kanazawa una tappa ideale in un itinerario nel Giappone centrale.

Kenroku-en, il castello e i quartieri storici tra samurai e case da tè

Giardini perfetti, case da tè e templi: la città giapponese che molti saltano per andare a Kyoto 

Il nome più famoso di Kanazawa è Kenroku-en, tradizionalmente considerato uno dei tre grandi giardini paesaggistici del Giappone. Creato e trasformato nei secoli dalla famiglia Maeda, è il classico luogo che cambia volto con ogni stagione: ciliegi e prugni in primavera, verde intenso in estate, aceri in fiamme d’autunno, neve e strutture di yukitsuri a proteggere i rami d’inverno.

Il suo nome, “giardino delle sei sublimità”, richiama sei qualità difficili da riunire in uno stesso spazio: ampiezza, isolamento, artificio, antichità, presenza d’acqua e panorami. Passeggiando lungo stagni, ruscelli, ponti di pietra e lanterne, si ha la sensazione di un paesaggio naturale, ma ogni scorcio è in realtà frutto di una progettazione minuziosa. La lanterna Kotoji-tōrō, affacciata sullo stagno Kasumigaike, è diventata uno dei simboli più fotografati della città.

Accanto a Kenroku-en si allunga il parco del Castello di Kanazawa, ricostruito in più fasi dopo incendi e distruzioni. Bastioni bianchi, portali e magazzini in legno e intonaco suggeriscono il potere che il clan Maeda esercitava sulla regione. Scendendo verso i quartieri storici, la città cambia scala: a est il distretto di Higashi Chaya mostra le eleganti case da tè del periodo Edo, con facciate a graticcio e interni che raccontano il mondo delle geisha locali, le geigi; a ovest, Nagamachi conserva muri di terra, canali e residenze samurai come la casa Nomura, dove stanze tatami e piccolo giardino permettono di intuire la vita quotidiana della classe guerriera.

Storia, cultura e artigianato: la Kanazawa dei Maeda e della foglia d’oro

Giardini perfetti, case da tè e templi: la città giapponese che molti saltano per andare a Kyoto 

La storia di Kanazawa è legata in modo indissolubile al clan Maeda, che durante il lungo periodo Edo governò il ricco dominio di Kaga. La relativa stabilità politica sotto lo shogunato Tokugawa permise alla città di investire in arti, artigianato e cultura, dando forma a una vera capitale regionale. A differenza di altri centri giapponesi, Kanazawa fu risparmiata dai bombardamenti più distruttivi della Seconda guerra mondiale, e questo ha favorito la conservazione di interi brani urbani storici.

Questo non significa camminare in una città rimasta immobile. La Kanazawa contemporanea ha grandi assi stradali, palazzi moderni e quartieri residenziali, ma basta deviare di pochi isolati per ritrovarsi tra mura basse, corsi d’acqua e case tradizionali. È questa convivenza, più che un’idea di museo a cielo aperto, a definire il fascino della città.

Tra le eredità più visibili del passato c’è la lavorazione della foglia d’oro. Kanazawa è storicamente uno dei principali centri giapponesi per questa produzione, usata nella decorazione, nel restauro e in oggetti d’artigianato dal gusto contemporaneo. Nei quartieri di Higashi Chaya e non solo, piccoli atelier e negozi permettono di osservare da vicino un lavoro che richiede precisione estrema: sottilissime lamine vengono sollevate, tagliate e applicate con gesti ripetuti all’infinito. Oggi la foglia d’oro compare anche in prodotti più curiosi, pensati per i visitatori, ma dietro l’effetto scenografico rimane un sapere tramandato per generazioni.

Come organizzare la visita: quando andare, come arrivare e cosa non perdere

Giardini perfetti, case da tè e templi: la città giapponese che molti saltano per andare a Kyoto 

Da un punto di vista pratico, Kanazawa è facilmente raggiungibile grazie alla linea ad alta velocità Hokuriku Shinkansen, che la collega a Tokyo in poche ore, con possibili estensioni verso il Giappone centrale. Questo la rende una tappa naturale in un itinerario che unisce la regione di Hokuriku, Kyoto, i monti di Takayama o addirittura l’area delle Alpi giapponesi. Orari e collegamenti vanno comunque verificati in base al periodo del viaggio.

Quanto al clima, la città vive quattro stagioni ben marcate. Gli inverni, sul versante del Mar del Giappone, possono essere freddi e nevosi: un’ottima occasione per vedere Kenroku-en sotto la neve e le strutture di yukitsuri in azione. In primavera arrivano le fioriture, in estate il verde intenso domina giardini e colline, mentre l’autunno accende di rosso aceri e latifoglie.

Per l’alloggio, le zone intorno alla stazione e al parco del castello sono comode per muoversi a piedi o con i bus cittadini. Un itinerario classico in uno o due giorni include Kenroku-en, il castello, Higashi Chaya, Nagamachi, il tempio Myōryū-ji – noto come “Ninja-dera” per la sua architettura difensiva – e il mercato Ōmichō, cuore della cucina locale. Qui la posizione sul Mar del Giappone si traduce in banchi di pesce, granchi e frutti di mare, con piatti che cambiano secondo la stagione.

Il consiglio, però, è di non vivere Kanazawa come una piccola Kyoto da spuntare in fretta. Vale la pena prendersi tempo per camminare senza rotta rigida, osservare i dettagli delle case da tè, entrare in qualche laboratorio di foglia d’oro e lasciarsi sorprendere da una città che racconta, con voce propria, la storia di una ricca capitale feudale.


Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Sono un appassionato di viaggi, storia e territori da scoprire. Amo raccontare borghi, città, paesaggi naturali e luoghi meno conosciuti, condividendo curiosità e consigli utili per trasformare ogni partenza in un’esperienza autentica.



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