Dimenticata per decenni, la “Piccola Caserta” del Sud Italia è l’incredibile reggia tornata al suo antico splendore

Quando si pensa alla reggia della Campania, la prima immagine che viene in mente – in molti casi anche l’unica – è quella di Caserta, un autentico capolavoro che può essere paragonata, o che per alcuni supera in bellezza, quella francese di Versailles. Ma, in realtà, c’è una bellezza che per decenni è stata dimenticata ma che rappresenta un’autentica certezza per il patrimonio storico-artistico della regione. Si tratta del Real Sito, anche detta Reggia, di Carditello.
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La Reggia di Carditello
La Reggia di Carditello è un autentico tesoro della Campania. Nasce intorno al 1787 precisamente a San Tammaro, un piccolo comune da poco meno di 6 mila abitanti in provincia di Caserta. Ci troviamo nei pressi del fiume Volturno, in una vasta zona della piana dei Mazzoni: un luogo unico dal punto di vista paesaggistico ma anche strategico, circondato dal monte Tifata, dai canali dei Regi Lagni e dal mare, il Tirreno in particolare.
La reggia deve il suo nome, Carditello, a una derivazione latina della parola carduetum: il significato è relativo alla distesa di cardi presenti nel territorio che ha ospitato, poi, il Real Sito. A circondare i terreni della reggia c’era una vasta zona di boschi, pascoli e terreni che si estendeva su oltre 2 mila ettari. Nacque come luogo destinato alla caccia e all’allevamento per i Borboni per poi essere trasformato in una fattoria di pregio: realizzata in stile neoclassico, la reggia di Carditello oggi rappresenta un tesoro nascosto della Campania.
I particolari del Real Sito
La parte antistante della Reggia di Carditello era destinata, inizialmente, alle corse dei cavalli e aveva una capienza che raggiungeva i 30 mila spettatori. Due fontane monumentali caratterizzavano il Galoppatoio oltre al piccolo tempio circolare e a una pista in terra battuta. All’interno della reggia, ad aprire le porte verso il piano nobile troviamo due scaloni monumentali in marmo con bassorilievi rappresentanti trofei di caccia e motivi floreali ad adornare le pareti dello scalone.
Assolutamente da scoprire, poi, le sale della reggia: la sala di Diana, una delle stanze private della famiglia reale, così come la sala dei dipinti agresti per i suoi affreschi a tema rurale passando per la biblioteca, il salone centrale, la sala della tavola matematica e la sala delle quattro stagioni. Da non perdere anche la Cappella dell’Ascensione, dedicata alle funzioni religiose. E le meridiane di Carditello, piccoli tesori della reggia: quattro orologi solari ancora oggi visibili in tutto il loro splendore.
Come visitare la Reggia di Carditello
Per poter visitare la Reggia di Carditello è necessario l’acquisto di un biglietto. È possibile visitare l’area museale che comprende il parco storico, le sale interne al piano terra e al piano nobile oltre alle scuderie borboniche e alla sala immersiva attraverso l’acquisto di un biglietto dal costo di 8 euro, con riduzioni a 6 euro per gli over 60 e a 4 euro per i ragazzi dai 6 ai 18 anni. Ingresso gratuito per gli under 6 e i diversamente abili, per i gruppi è previsto un contributo di 7 euro a persona.
Sarà possibile però accedere anche esclusivamente all’area picnic acquistando un biglietto dal costo di 3 euro o pagando 20 euro per i gruppi, considerando un tavolo da massimo 8 persone. Ingresso gratuito per chi è già in possesso del biglietto intero per l’area museale. La Reggia di Carditello si trova a San Tammaro, in provincia di Caserta: il Real Sito è localizzato nei pressi di Capua e non lontano da Napoli, l’ideale per una tappa intermedia dei nostri viaggi in questa splendida zona della Campania.

