Cosa vedere in Albania in 7 giorni: un viaggio tra mare, montagne e città che sorprendono

L’Albania è uno di quei Paesi che non ti aspetti. Piccola sulla mappa, enorme nelle sensazioni. In una settimana riesce a mescolare Adriatico e Ionio, città ottomane e palazzi brutalisti, montagne selvagge e capitali giovani che non dormono mai. Questo itinerario di 7 giorni in Albania è pensato per chi vuole vedere tanto, ma senza correre: un viaggio che cambia ritmo ogni giorno, proprio come il Paese.
Indice dei contenuti
Giorno 1 – Tirana, la capitale più giovane (e sorprendente) dei Balcani
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Tirana non è una città che si svela subito. All’inizio ti spiazza, poi ti conquista.
Si parte da Piazza Skanderbeg, cuore pulsante della capitale, circondata da edifici che raccontano epoche diverse: dal Museo Storico Nazionale alla moschea Et’hem Bey.
Per capire davvero Tirana bisogna scendere sottoterra, nei bunker di Bunk’Art, oppure salire in alto con la funivia del Monte Dajti, da cui la città sembra improvvisamente ordinata e silenziosa.
La sera, direzione Blloku: ex quartiere riservato all’élite comunista, oggi è il posto giusto per mangiare bene, bere qualcosa e capire quanto Tirana sia cambiata.
💡 Muoversi è semplice: per chi vuole esplorare il paese in libertà, il noleggio auto a Tirana, Albania, è spesso la soluzione più comoda fin dal primo giorno.
Giorno 2 – Kruja e la storia che guarda dall’alto
A meno di un’ora da Tirana, Kruja sembra uscita da un’altra epoca. Il suo castello domina la valle e racconta la storia di Skanderbeg, eroe nazionale albanese.
Imperdibile il bazar ottomano, un susseguirsi di botteghe in legno, tappeti, oggetti in rame e souvenir autentici. È uno di quei posti dove il tempo rallenta senza chiedere permesso.
Nel pomeriggio si rientra a Tirana o si prosegue verso nord, preparando il cambio di scenario.
Giorno 3 – Scutari e il lago più grande dei Balcani
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Scutari è elegante, luminosa, rilassata.
La fortezza di Rozafa, arroccata su una collina, offre uno dei panorami più belli del Paese: fiumi che si intrecciano e il lago che si perde all’orizzonte.
Il centro è perfetto da esplorare a piedi o in bicicletta, tra caffè storici e viali tranquilli. Qui l’Albania mostra il suo lato più delicato.
Giorno 4 – Berat, la città dalle mille finestre
Berat è una cartolina che prende vita.
Case bianche che si arrampicano sulla collina, finestre ovunque, e un castello ancora abitato.
Passeggiare nei quartieri di Mangalem e Gorica, separati dal fiume Osum, è come attraversare secoli di storia in pochi metri. Al tramonto, la luce trasforma tutto in oro.
Giorno 5 – Gjirokastër, pietra, silenzio e memoria
Patrimonio UNESCO, Gjirokastër è una città che si ascolta prima ancora di guardarla. Strade in pietra, case-fortezza, tetti d’ardesia e un castello immenso che domina la valle.
È una delle tappe più autentiche del viaggio, dove il passato non è mai decorativo, ma vissuto.
Giorno 6 – La Riviera Albanese: mare che non ti aspetti
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Da Gjirokastër si scende verso sud, e improvvisamente l’Albania diventa mare. Ksamil, Dhërmi, Himarë: acque trasparenti, spiagge chiare, meno folla di quanto ci si aspetterebbe.
Qui il tempo si misura in tuffi, pranzi lenti e tramonti sullo Ionio.
Giorno 7 – Ritorno verso Tirana, con una sosta a sorpresa
Risalendo verso Tirana, vale la pena fermarsi ad Apollonia, antico sito archeologico immerso nella campagna, oppure rilassarsi qualche ora a Durazzo, tra mare e rovine romane.
Il rientro in capitale è il momento giusto per rendersi conto di quanto l’Albania sia riuscita, in soli sette giorni, a cambiare continuamente volto senza mai perdere identità.
Perché l’Albania resta addosso
L’Albania non è un viaggio “comodo”, ed è proprio questo il suo bello.
È un Paese che non recita per i turisti, che mescola Italia e Balcani, passato e futuro, caos e silenzio.
E quando riparti, ti accorgi che non hai solo visto un posto nuovo: hai capito qualcosa in più su come può essere l’Europa quando smette di assomigliarsi.