Avellino, il paesaggio “lunare” ai piedi di un antico borgo tanto spaventoso quanto unico al mondo

Alessandro Cipolla, 22 Ott 2026
Rocca San Felice avellino

All’apparenza Rocca San Felice sembra un borgo come tanti. Invece questo paese che al giorno d’oggi conta poco meno di 800 anime sembra essere uscito da un racconto mitologico. Siamo nel cuore dell’Irpinia, in provincia di Avellino e più precisamente in quella parte quasi al confine con la Basilicata e la Puglia. Ma cosa rende così particolare allora questo piccolo comune dell’entroterra campano? Qui si trova una pozza ribollente di gas e vapori sulfurei che da millenni spaventa e affascina chiunque le si avvicini. La Mefite di Rocca San Felice è un fenomeno naturale così potente da essere stato identificato come il sito non vulcanico con la maggiore emissione di anidride carbonica al mondo.
Per capire la particolarità e l’unicità di questo luogo, basti pensare che ne parla anche Virgilio nella sua celebre opera L’Eneide. Virgilio così descrive questo luogo come una delle porte degli inferi, in grado di condurre al sonno eterno chiunque vi si avvicini troppo. Del resto solo una specie arborea – la Genista anxantica – riesce a sopravvivere in questo luogo dall’aspetto lunare e molto pericoloso anche per l’uomo. Rocca San Felice però non è solo la Mefite. Si tratta infatti di un affascinante borgo medioevale, in passato fondamentale bastione difensivo vista la sua posizione privilegiata, mentre oggi è celebre anche per le sue eccellenze enogastronomiche. Un luogo dove storia, mitologia e buon cibo si intrecciano, per un’esperienza autentica nell’ombelico dell’Irpinia.

Il borgo di Rocca San Felice e di come la natura forgia la storia

Avellino, il paesaggio “lunare” ai piedi di un antico borgo tanto spaventoso quanto unico al mondoRocca San Felice

Il borgo medievale di Rocca San Felice è senz’altro uno di quelli che sembrano conservare assolutamente intatta la sua anima antica. A 750 metri sul livello del mare, il borgo si sviluppa attorno ai resti della sua antica fortezza longobarda, un tempo utilissima per difendere e sorvegliare il confine tra il Ducato di Benevento e quello di Salerno. Il Donjon, una torre cilindrica, ancora oggi è simbolo indiscusso di Rocca San Felice e la sua sommità regala, come possiamo immaginare, una vista incredibile e ineguagliabile sulle colline irpine. Del resto l’Irpinia è famosa per offrire alcuni dei balconi panoramici più belli al mondo, non solo a Rocca San Felice. Al centro del borgo troviamo la piazza principale dominata dallo spettacolare “tiglio della libertà”, un tiglio ormai secolare piantato niente di meno che nel 1799 durante la Rivoluzione Napoletana. 
Su questa suggestiva piazza si affaccia anche il Palazzo De Antonellis-Villani, con uno stupendo loggiato in pietra e la sua fontana monumentale, da sempre punto di riferimento e d’incontro per gli abitanti di Rocca San Felice. Per quanto riguarda l’architettura, meritano assolutamente una visita la Chiesa di Santa Maria Maggiore, ricostruita negli anni ‘90 in seguito al terremoto del 1980, e il Santuario di Santa Felicita, situato oggi in un luogo dove anticamente veniva venerata la dea Mefite. Ed è proprio alla sua Mefite, che Rocca San Felice deve gran parte della sua notorietà, un posto incredibile che sembra trasportarci direttamente in un altro mondo.

La Mefite e il respiro antico della terra

Avellino, il paesaggio “lunare” ai piedi di un antico borgo tanto spaventoso quanto unico al mondoMefite di Rocca San Felice

A pochi minuti dal borgo, entrando nella Valle d’Ansanto, si percepisce improvvisamente un odore acre e pungente, che anticipa di molto lo spettacolo a cui si sta per assistere. La Mefite di Rocca San Felice si presenta visivamente come un piccolissimo lago di origine sulfurea, con acque che ribollono ininterrottamente grazie alle potenti esalazioni di gas che provengono dal sottosuolo. Il paesaggio circostante si discosta totalmente dal paesaggio irpino a cui siamo abituati e si presenta spoglio, con un’atmosfera quasi lunare. 
In questo luogo la vegetazione non sopravvive e gli animali ne stanno ben lontani, a causa di questa manifestazione geologica davvero unica nel suo genere. Davanti alla Mefite siamo di fronte ad un fenomeno naturale straordinario, con alcuni punti dove l’aria diventa irrespirabile, a causa del ribollire dell’acqua e delle emissioni di anidride carbonica. Per secoli e secoli questo luogo è venerato e temuto, tanto da diventare un punto centrale e fondamentale dei culti delle popolazioni italiche: proprio qui sorgeva infatti un santuario dedicato alla dea Mefite, protettrice delle acque e della fertilità.

Gastronomia e tradizioni di Rocca San Felice

Avellino, il paesaggio “lunare” ai piedi di un antico borgo tanto spaventoso quanto unico al mondo 

Come spesso accade, la storia di questi borghi segna così profondamente la vita e le abitudini dei loro abitanti, intrecciandosi strettamente con una tradizione gastronomica che riflette appieno, nei suoi sapori, la forza e la resilienza della loro comunità. Simbolo di Rocca San Felice è sicuramente il pecorino di Carmasciano, un formaggio dal sapore davvero unico, dovuto ai pascoli ricchi di zolfo che caratterizzano la zona e conferiscono una nota aromatica particolare al latte delle pecore. Impossibile poi non assaggiare i Cravaiuoli, ravioli ripieni di ricotta di Carmasciano, l’agnello alla brace e la particolarissima pizza di ricotta con scaglie di cioccolato. 
Rocca San Felice è anche rinomato per essere un borgo pieno di vita e di iniziative culturali: ogni strada si trasforma per esempio in un teatro vivente, durante il festival “Medioevo e la Rocca”, suggestiva rievocazione storica in cui praticamente tutto il paese indossa vestiti d’epoca. Tra danze medievali, spettacoli di falconeria e cibi cucinati rigorosamente seguendo antiche ricette, sembra veramente di fare un balzo indietro nel tempo. 
È proprio questo armonico connubio di natura, storia e leggenda a rendere Rocca San Felice e la sua Mefite dei luoghi a dir poco straordinari. A contatto con i più grandi fenomeni della natura, lontano dalle rotte turistiche più battute, questo angolo quasi nascosto dell’Irpinia saprà sorprendervi con il suo fascino e il suo mistero.


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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