Abruzzo, la cascata naturale più alta dell’Appennino è un salto nel vuoto di 100 metri (e che scoppia)

Immergiamoci nella Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, sentendo tutti gli odori della natura ed esplorando il magnifico borgo che lo custodisce
Alessandro Cipolla, 14 Lug 2026
Zompo lo Schioppo

Avete mai sentito parlare della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo? Se la risposta è negativa allora dovete cercare di rimediare al più presto. Stiamo parlando di una magnifica oasi di verde di 1.025 ettari nella Valle Roveto, nel cuore dell’Abruzzo – qui tutte le info sui tour turistici in regione – e più precisamente a Morino in provincia dell’Aquila. Ma cos’ha di così speciale Zompo lo Schipppo? Come in parte si evince dal nome, stiamo parlando della cascata più alta dell’Appennino con un salto di 130 metri.
Ma non solo, tutta la riserva è un vero paradiso per tutti gli amanti della natura e dei luoghi ancora incontaminati e lontani dalle logiche del turismo di massa. Infine nella zona si mangia benissimo, particolare questo mai secondario specie in Italia. Allora cerchiamo di scoprire tutti i segreti di Zompo lo Schioppo, uno dei tanti tesori dell’Abruzzo.

I quasi 100 metri di Zompo lo Schioppo

zompo lo schioppo

Un borgo dove si respira l’aria medievale, suggestivo e caratteristico, Morino presenta un luogo d’importanza notevole, un vero e proprio polmone verde, nonché il fattore principale di attrazione di questo piccolo borgo e un inestimabile patrimonio naturale. La Riserva Naturale Zompo lo Schioppo ospita un habitat molto differente, andando a rappresentare l’enorme varietà paesaggistica della Valle Roveto. Un prezioso tesoro, con colori che in autunno regalano panorami degni di una vera opera artistica; protagonista indiscussa di questo posto è la sua cascata, che partendo da una sorgente carsica, situata sulla sommità dei rilievi, cade a strapiombo per 80 metri, facendo così il salto naturale più alto dell’Appennino. 
Questa Riserva sviluppa una vasta rete di sentieri, perfetti per le giornate estive per rinfrescarvi, e magici d’autunno; questi sentieri vi permetteranno di visitare agevolmente le aree più interessanti del parco. Tra i più interessanti troviamo, quelli che, costeggiando l’affascinante cascata, conducono alla scoperta dell’antico Eremo del Cauto di Morino Vecchia, nella frazione di Rendinara. Un piccolo ecomuseo, anche inteso come centro multimediale ed esperienziale. E ancora, la meravigliosa visita alle chiese di Santa Maria Nuova e della Madonna del Cauto, completamente immerse nella faggeta dello Schioppo. Un’opera ingegneristica mozzafiato, scavata nella roccia a circa 1000 metri di altitudine, edificata nel XII secolo.

Il borgo di Maiorino

Il borgo di Morino nasce alle porte della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, una magnifica oasi di verde dalla grandezza di 1.025 ettari nella Valle Roveto, per quasi 30 chilometri nel cuore dell’Appennino laziale-abruzzese. Morino è contornato da faggi plurisecolari e castagneti, e il complesso del territorio comunale comprende anche le frazioni di La Grancia e Rendinara, e le falde del monte Pizzo Deta. Il borgo è parte della Comunità Montana Valle Roveto; ha origini medievali e, secondo alcuni referti storici, nel 1089 e nel 1504 venne preso sotto il possedimento dei Colonna. Questo borgo presenta altresì una cicatrice: un forte sisma colpì duramente il luogo e distrusse una quantità immensa di abitazioni, così la comunità decise di ricostruire Morino nella parte bassa della vallata, in una zona pressoché pianeggiante.

Tradizioni culinarie che vi stregheranno

tradizione-cucina-abruzzo

Oltre alla bellezza di Zompo lo Schioppo, il borgo di Marino si contraddistingue per il suo carattere dinamico, sempre attivo. Un appuntamento fisso che dovreste non mancare è proprio quello dell’ultima domenica di maggio, la visita all’Eremo del Cauto, che, dopo secoli, ancora oggi rappresenta un famoso luogo di culto. Ma anche la meravigliosa festa che si svolge in autunno, nella frazione di Grancia, la sagra della castagna. Ma un evento che gli abitanti di Morino attendono è proprio quello del festival “AmbientArti” – si svolge tra luglio ed agosto – dove ci sono spettacoli in ambiente naturale con artisti nazionali.
Feste sì, ma anche tanto cibo, la cucina tipica di Morino rispecchia l’espressione più autentica della tradizione. Assaporerete con gusto le sagne “pelose” al sugo e gli speciali tagliarini, una pasta senza uova, che viene servita in brodo di fagioli e cotiche di maiale; e la pizza morinese, caratteristica e particolare, la pizza “roscia” con farina di granturco.  Un luogo che incanta, affascina, strega e che vi lascerà con il fiato sospeso. Immaginate le vostre giornate fra i colori rossi e arancio di cui si tinge questa Riserva e la storia che viene custodita al suo interno, ne sarete perdutamente innamorati. 


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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