Abruzzo, il borgo del tombolo e della filigrana: a 1400 metri dove il caldo è solo un lontano ricordo

Un gioiello d’Abruzzo, l’incantevole borgo di origini medievale racconta una storia unica e il suo magnifico patrimonio artistico e naturalistico
Alessandro Cipolla, 18 Lug 2026
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Pescocostanzo è una rinomata stazione sciistica dell’Abruzzoqui tutte le info sui tour turistici in regione -, ma oggi vogliamo parlare di un’altra peculiarità di questo borgo di circa mille anime che si trova in provincia dell’Aquila. Ci troviamo a quasi 1400 metri di altitudine, qui c’è fresco anche duranti le estati più torride e, soprattutto, c’è un grande patrimonio monumentale e culturale da scoprire. Pescocostanzo infatti non solo ha palazzi e chiese che definire meravigliosi è riduttivo, ma è famoso come borgo del merletto e della filigrana. Il motivo è presto detto.
Dopo il terremoto del 1456 qui arrivarono maestranze lombarde che portarono queste tradizioni artigianali. Da allora le donne del paese tramandano l’arte del merletto a tombolo, mentre gli orafi lavorano la filigrana d’oro celebre soprattutto per la Presentosa, gioiello simbolo dell’Abruzzo. Oggi entrambe le tradizioni sono custodite nel Museo del Merletto a Tombolo ospitato nel seicentesco Palazzo Fanzago, ma in questo borgo sono molte altre le cose da fare e da vedere.

Una storia che viene da lontano

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Pescocostanzo è situata al centro dell’Appennino, a oltre 1400 metri di altitudine. Questo luogo incanta e meraviglia con il suo immenso patrimonio architettonico e culturale. Il nome, storicamente, è il toponimo Pescus Costantili e compare per la prima volta nella seconda metà dell’XI secolo. Un nome che prende origine dal basamento roccioso sul quale si è fondato il borgo e il centro abitato originario. I ritrovamenti di alcune tombe che lasciano supporre un insediamento in età romana. X-XI secolo, sorge il primissimo nucleo abitato, grazie alla rinascita delle attività agricole voluta dai monaci benedettini, verso il Mille.
L’esistenza di un borgo fortificato è testimoniata da un’iscrizione del 1066 riportata su una delle formelle della porta bronzea della Basilica di Montecassino. Il borgo si espande fino al 1456, ma venne poi semi distrutto da un terremoto; la ricostruzione fu rapida e venne edificata la “Via degli Abruzzi” che unisce Napoli a Firenze evitando le insidie delle Paludi Pontine. 

Le meraviglie di Pescocostanzo

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Pescocostanzo è stato fondato nel periodo medievale e preserva ancora il suo antico fascino. Le sue strette vie lastricate, le case in pietra e le chiese storiche ci raccontano così una storia di secoli. Il centro storico ne rappresenta il tutto, come la Chiesa di Gesù e Maria realizzata nel 1611 con un altare maggiore plasmato su progetto dell’architetto nativo di Clusone Cosimo Fanzago. 
L’edificio più celebre del borgo però probabilmente è la Basilica di Santa Maria del Colle che, seppure di origini tardomedievali, presenta un aspetto frutto degli interventi effettuati tra il XVI e il XVII secolo. La pianta così si presenta a cinque navate sormontate da archi a tutto sesto e soffitti in legno. La scalinata all’esterno della basilica inoltre è stata protagonista di una scena del film del 1968 “Straziami ma di baci saziami”, regia di Dino Risi e nel cast, tra gli altri, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi. Da vedere anche la Chiesa della Madonna delle Grazie (risalente al Cinquecento) e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio dei Morti, questa con alcuni dettagli artistici davvero particolari.
Un’architettura magnifica quella di Pescocostanzo, con numerosi palazzi signorili che testimoniano l’antica ricchezza del borgo. Un esempio? Il Palazzo Fanzago, capolavoro del barocco abruzzese con le sue facciate ornate e i dettagli architettonici elaborati. Infine il borgo è noto anche per la sua rilevanza artigianale. Il merletto a tombolo, una tecnica di ricamo delicato e complesso, infatti è il prodotto che rappresenta al meglio gli abitanti di questo posto, un antichissimo mestiere che si tramanda i generazione in generazione. 

Godersi arte e natura, un borgo che vi completa

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Oltre al patrimonio culturale e storico, Pescocostanzo offre numerose opportunità per gli amanti della natura e delle attività all’aperto. Stiamo parlando infatti di un territorio compreso all’interno del Parco Nazionale della Maiella, che si estende tra le province di Chieti, l’Aquila e Pescara, per una sorta di gioiello incastonato nella natura vera e propria. Qui sono moltissime le escursioni e i trekking da fare, un vero paradiso per gli amanti del genere nel cuore degli Appennini.


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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