12 abitanti e una distilleria: in Norvegia c’è un’isola che è tornata a vivere grazie al whisky

Nel profondo nord dell'Europa, un luogo dimenticato ha riscoperto il futuro partendo da un bicchiere
Matteo Meliconi, 10 Nov 2025
myken

Nel cuore dell’Artico norvegese, tra acque gelide e orizzonti infiniti, c’è un’isola che sembra uscita da un racconto di resistenza e rinascita. Un pugno di case, il vento che soffia forte, e una manciata di abitanti che hanno scelto di restare quando tutto sembrava destinato al silenzio. Nessun supermercato, nessuna scuola, nessun medico. Solo mare, cielo e una distilleria che ha cambiato il destino del luogo. Qui, dove l’inverno dura mesi e la luce d’estate non tramonta mai, il whisky è diventato molto più di una bevanda, trasformandosi in un simbolo di speranza, un motore di comunità, un ponte tra tradizione e futuro.

Tra vento, mare e botti: il passato che ha preparato il futuro

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Siamo a Myken, un minuscolo arcipelago al largo della costa norvegese, nel distretto di Helgeland. Un tempo abitato da pescatori e famiglie legate al mare, Myken ha vissuto decenni di spopolamento, fino a contare appena una dozzina di residenti. Le barche si sono fermate, la scuola ha chiuso, e il silenzio ha preso il posto delle voci. Ma proprio quando sembrava destinata all’oblio, l’isola ha trovato una nuova ragione per esistere: il whisky. Nel 2014, infatti, un gruppo di visionari ha deciso di fondare qui una micro-distilleria artigianale, sfidando le condizioni estreme e la logistica complicata. L’idea era semplice quanto audace, produrre un distillato di qualità, maturato lentamente nel clima artico, e farlo diventare il cuore pulsante di una rinascita. Da allora, Myken ha cominciato a cambiare. Non solo per il profumo delle botti, ma per l’energia che ha riportato vita, lavoro e curiosità in questo angolo remoto del mondo.

Passeggiate, degustazioni e panorami: il volto autentico dell’isola

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Visitare Myken significa abbracciare un ritmo lento, scandito dal rumore del mare e dal profumo salmastro che avvolge ogni cosa. Non ci sono strade asfaltate né attrazioni turistiche nel senso classico del termine, ma ogni angolo dell’isola racconta qualcosa: un vecchio molo, una casa colorata, un sentiero che si perde tra rocce e licheni. Le passeggiate sono il modo migliore per esplorare questo piccolo mondo sospeso tra cielo e oceano, dove il silenzio è parte del paesaggio. Il cuore pulsante dell’isola è la Myken Distillery, la prima distilleria artica al mondo, che offre visite guidate e degustazioni in un contesto davvero unico. Qui si può scoprire come il whisky venga prodotto e invecchiato in condizioni estreme, tra umidità marina e temperature rigide, che ne influenzano profondamente il carattere. Assaggiare un bicchierino di whisky affacciati sull’oceano, con il sole di mezzanotte o le luci dell’aurora boreale, è un’esperienza che resta impressa nel cuore e nella mente. Per chi ama la fotografia o semplicemente la bellezza dei luoghi remoti, i panorami di Myken sono davvero unici. L’orizzonte si apre su decine di isolotti, il cielo cambia colore di continuo, e la luce artica regala atmosfere surreali. Qui, anche solo sedersi su una roccia e osservare il mare può diventare un momento di incredibile intensità capace di lasciare ricordi indelebili.

Come arrivare a Myken: ecco qualche consiglio che può tornare utile

Raggiungere Myken, che come anticipato è un piccolo arcipelago al largo della costa di Helgeland, nel nord della Norvegia, è già di per sé parte dell’avventura. L’isola si trova a circa 32 chilometri dalla terraferma, immersa nell’oceano artico, e non è collegata da ponti o strade. Per arrivarci, bisogna combinare volo, tragitto su strada e traversata in barca. Il primo passo è volare verso Bodø o Mo i Rana, due città norvegesi ben collegate con Oslo e altre città europee. Da lì, si prosegue in auto o autobus fino a Tonnes, un piccolo porto sulla costa di Helgeland. Tonnes è il punto di partenza per la traversata marittima verso Myken. La tratta in barca da Tonnes a Myken dura circa 1 ora, e può essere effettuata con traghetti locali o barche private, a seconda della stagione e delle condizioni meteo. È importante verificare gli orari in anticipo, poiché le corse non sono frequenti e possono variare in base al periodo dell’anno. In autunno e inverno, il mare può essere agitato, quindi è consigliabile pianificare con flessibilità. Una volta arrivati, non ci sono auto né mezzi pubblici e ci si muove a piedi, immersi nella quiete e nella bellezza dell’isola. Proprio questa distanza dal mondo rende Myken un luogo speciale, dove ogni viaggio diventa un’esperienza autentica e fuori dal tempo.


Matteo Meliconi
Matteo Meliconi


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