Israele, Palestina e Giordania low cost

Diario di una vacanza economica zaino in spalla

  • di Federico Giotti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

18 settembre

Partenza alle ore 7.45 dalla pineta di Loano, con taxi driver Ilaria. Colazione all'autogrill di Bordighera a base di cappuccini e brioche.

Arriviamo in aeroporto, check-in, baci e abbracci e alle 12 decolliamo. Pranzo e caffe con turbolenza (il mio caffe lo sputo su Diego e sul sedile davanti, il caffe di Diego dritto sui suoi pantaloni). Scalo ad Istanbul e coincidenza per Tel Aviv. Ci sediamo nei posti prenotati e davanti a me trovo un energumeno stravaccato: spazio vitale poco. Ceniamo in aereo e arriviamo al Ben Gurion Airport: formalità (visto il timbro siriano, ci danno direttamente un foglio da tenere nel passaporto e non ci piazzano il timbro israeliano), bagagli, ricerca di un mezzo di trasporto. Purtroppo è il giorno del sukot, o “festa delle capanne”, una delle feste ebraiche più importanti che dura otto giorni e che celebra il pellegrinaggio del popolo di Israele nel deserto. Tutto chiuso, nessuno lavora, tranne i tassisti che furbescamente, approfittando della totale mancanza di mezzi pubblici, si accordano su un prezzo abbastanza alto e senza possibilità di contrattare al ribasso: prontamente mando a “fuck” e cerchiamo una soluzione alternativa. Conosciamo due sbarbatelle tedesche (amburghesi) e troviamo l’alternativa: dividere il taxi in quattro (noi contribuiamo alla loro parte e stiamo aspettando ancora due birre), le seguiamo all’ostello e troviamo un bel giaciglio sul tetto. Usciamo subito alla ricerca della famosa night life telaviviana, ma troviamo solo poca gente che fa barbecue sulle aiuole e poca vita notturna, eccetto una via centrale piena di locali, stranamente aperti. Mangiamo un’ottima focaccina col rosmarino e origano e un fagottino con feta in un forno sulla passeggiata. Dopo una mezza maratona a piedi, torniamo all'ostello, dove ci buttiamo in branda, anzi in suolo e con sottofondo di musica disco e vociare...sono le 3 passate!

La gente va scalza nei cessi.

19 settembre

Ci svegliano le mosche e gli uccelli, alle 6.30 del mattino, le occhiaie sono enormi. Usciamo e ci incamminiamo verso la stazione degli autobus: in giro sempre poca gente. Amara sorpresa alla stazione: è ancora sukot (ma quando finisce sta festa?) dobbiamo prendere uno shared taxi per 70 nis per Gerusalemme.

Arriviamo alle nove in Jaffa Street. Troviamo subito un ostello, ma non c'è nessuno alla reception. Un cartello avvisa che aprirà alle 11, per cui decidiamo di fare un giretto per Gerusalemme Ovest. Neanche un cane in giro: solo gatti. Visitiamo un suq chiuso e torniamo all'ostello. Dopo trenta minuti di attesa decidiamo di andare a cercare un’altra soluzione. Entriamo nella vecchia Gerusalemme e dopo aver camminato per altri 5 chilometri troviamo l'ostello. Il Citadel Hostel e' pieno e ci mettono nuovamente sul tetto, ma un tetto preferenziale low crowd (poca gente)... bellissima la vista sulla città vecchia. Giriamo per tutti i quartieri di Gerusalemme, visita al muro del pianto e al Santo Sepolcro.

Torniamo all'ostello per cambiarci e cerchiamo un materasso non pisciato dai gatti ne contaminato dagli umani. Lo troviamo, ma un americano, non ce lo lascia prendere. Ringraziamo, mandandolo a quel paese e ne cerchiamo un altro, purtroppo molto sudicio.

Poi ci rechiamo a Gerusalemme Ovest in cerca di un bancomat: poche banche e solo un bancomat fuori da un supermercato. Compro il “Piccolo principe” in ebraico, per un amico che li colleziona: ne guadagno un altro perché in offerta paghi uno e prendi due. Quando decidiamo di sederci per una birra fresca, comincia a piovere e vista la nostra sistemazione sopra il tetto, torniamo mesti e rapidi all'ostello e troviamo cinque tizi che conversano sul nostro “letto”. Ci infiliamo nella conversazione e dopo mezz’ora facciamo capire che è l’ora di andare a nanna: per una buona ora vanno avanti a sussurrare e poi finalmente ci lasciano dormire. Ma, sarebbe troppo bello, se non fosse per il tedesco

Jeremia e i suoi amici che si lanciano i materassi da un tetto all'altro! Finalmente dopo una ventina di minuti tutto tace! Tutto questo a 100 metri dal Santo Sepolcro!

20 settembre

Sveglia alle 7, lasciamo i bagagli in ostello e ci incamminiamo verso nord a cercare un'auto

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