Ciclovia del Danubio da Vienna a Budapest

In bicicletta 300 km attraversando Austria, Slovacchia ed Ungheria inseguendo il Danubio tra boschi, colline, spiagge e città- Entrare con le proprie gambe nelle tre capitali Vienna, Bratislava e Budapest ha un sapore diverso...eccezionale.

Diario letto 42507 volte

  • di Sarah Battiato
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro

IL PERCORSO

Il tratto che da Vienna conduce a Budapest è un percorso che in circa 340 km attraversa gli stati di Austria, Slovacchia ed Ungheria. E’ un tragitto piùttosto “selvaggio”, che richiede al ciclista di essere “protagonista” del proprio viaggio, nel senso che ci sono diversi modi di percorrere i km che portano a Budapest ed il ciclista, a seconda delle proprie preferenze, può scegliere quale è il percorso che fa al caso suo, costruendo il proprio personale viaggio. In primo luogo bisogna dire che due sono i percorsi standard ed “obbligatori”, che non prevedono alternative: il tragitto Vienna Budapest (il primo) e Szentendre –Visegrad (l’ultimo). Nei km intermedi il ciclista può scegliere se seguire il Danubio sul versante Slovacco o su quello Ungherese, con le relative differenze che lo caratterizzano: può comunque anche decidere, grazie ai numerosi ponti disseminati lungo il tragitto, di cambiare versante quando qualcosa lo attrae dall’altra parte. In linea generale si può dire che il versante slovacco procede molto vicino al Danubio, consentendo al ciclista di osservarlo nei sui cambiamenti estetici, nelle curve che compie e negli ambienti che crea. A chi ha compiuto il tratto percedente ed ha percorso i 300km da Passau a Vienna sempre a stretto contatto con il maestoso fiume, il versante slovacco può sembrare la diretta prosecuzione del proprio viaggio. Nello stesso tempo però il questo versante non tocca città di rilievo storico e culturale, se non Komarno, che non si può dire essere una bella città. L’attrattiva di questo versante è sicuramente la natura ed il fatto di essere vicino al Danubio. Il versante ungherese invece tocca alcune città belle, vivaci e storicamente interessanti come Gyor, Tata, Eszergom e Visegrad che per essere raggiunte però costringono il ciclista ad allontanarsi dal fiume e ad entrare verso l’interno, con alcuni “sali e scendi”. Al ciclista la scelta! Sempre in linea generale possiamo dire che la “Ciclovia del Danubio” è abbastanza segnalata (Donauradweg, E6, Dunajska Cyklomagistrala), anche se sicuramente meno e peggio rispetto alla meravigliosa Passau Vienna: non è tutta pista ciclabile, ma ci sono parti di sterrato e parti che devono essere percorsi su strada, sia a scorrimento veloce (camion) che strade di campagna con poche auto. Ci sono molti ponti che permettono di passare da un versante all’altro in maniera veloce (ma non molto tranquilla perché spesso sono ponti dove passano camion) e questo è molto affascinante: nel giro di 30 minuti si può cambiare lingua, cultura e moneta! Si attraversano riserve naturali (regione del Lobau all’uscita di Vienna) con una natura incredibilmente bella, isolette (Szentendrei Sziget dopo Visegrad), insenature naturali (dopo Eszergom) e campagne molto rurali. Una delle cose per me più affascinanti è stato entrare in poco tempo in 3 capitali (Vienna, Bratislava, Budapest) con la bicicletta.L’ingresso in città grandi con la bici è un’esperienza emozionante: mi è sembrato di sentirmi meno piccola e dispersa arrivando in una di queste città entrando seguendone “il senso” dettato dal fiume. Riuscivo a capire dov’era e qual’era il verso della città. Il tragitto è sì abbastanza segnalato, ma sicuramente non molto servito rispetto, nel senso che ci sono poche strutture ricettive come bar e ostelli per le bici ed in alcuni tratti se non ci si organizza si rischia di non trovare per 50 km un bar dove prendere dell’acqua, che ad agosto è necessaria! Si incontrano molti meno ciclisti, in alcune tappe si contano sulle dita di una mano, ma forse questo rende anche più piacevoli gli incontri: inoltre più ci si avvicina al mar nero, più s’incontrano persone veramente “impallate”, che hanno sulle spalle tantissimi chilometri ed hanno gli obiettivi più disparati (io ho incontrato un ragazzo simpaticissimo che è partito da solo da casa sua in Inghilterra e che voleva raggiungere Istanbul)

  • 42507 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social