Fino al punto più ad ovest d’Europa

Lisbona: la città dei tram, dei mitador e dei pasteis.

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    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Era da 2 anni che ogni mese controllavo il prezzo dei voli per il Portogallo, ma erano sempre troppo elevati per le mie tasche. Si parlava di 200€ a tratta. Per una meta così vicina, una compagnia aerea low cost ed uno stipendio non troppo alto, dovevo sempre rinunciare. Mio malgrado. Fino a quando, per puro caso, senza che in realtà stessi programmando il mio viaggio, mi ritrovo a curiosare i prezzi aerei per Lisbona. All’improvviso i miei occhi si illuminano ed urlo “mamma corri, vieni a vedere l’offerta!”. Tempo di realizzare il tutto, che già mi ritrovo a digitare i dati della mia prepagata pronta per acquistare il tanto atteso biglietto aereo. Con largo anticipo era già tutto prenotato: aereo, hotel ed ingressi vari. Non vedevo l’ora di salire su quel volo e partire alla scoperta di un territorio che avevo sognato da un tempo diventato ormai infinito.

GIORNO 1

Sono le 6 del mattino quando passiamo il metal detector: finalmente ci siamo. Una veloce colazione con vista pista di decollo e siamo pronte per imbarcarci. Dopo circa 3 ore di volo può avere inizio la nostra avventura. Prendiamo la metropolitana, a pochi passi dall’aeroporto, e dopo una trentina di minuti circa siamo già in centro città. “Mamma voglio scendere alla fermata prima rispetto a quella che viene consigliata, secondo me arriviamo prima in hotel”. Attivo il navigatore e come sempre non so seguirlo “mi sa che dovevamo andare dalla parte opposta”. Il mio mood perenne. Prima o poi capirò come si legge! Quindi tra una fermata di metro sbagliata e un avvio inutile di navigatore, arriviamo presso il nostro B&B. Il solito check-in veloce, il tempo di sistemare le valigie in camera e siamo già pronte per incamminarci. Attraversiamo una piena, ma non troppo affollata, Rua Augusta e in un attimo siamo in Plaza do Comerçio. Proprio da lì parte il tram per il quartiere di Belem: 10 minuti di tragitto e siamo già giunte a destinazione. Sarà praticamente impossibile non capire quando sarete arrivati: un’infinita ed ordinata fila indiana lungo il marciapiede nei pressi della famosa pasticceria vi darà il benvenuto. Se cercherete consigli su cosa vedere e fare nel quartiere, sicuramente tra i primi posti troverete per l’appunto questa pasticceria. Io ho scelto di evitarla, sia perché non tollero molto le file, sia perché comunque ho trovato degli ottimi pasteis anche in altri locali: consigliatissimi i bar lungo la Rua Augusta (economici, nonostante la posizione, ed ottimi prodotti da forno). La nostra prima destinazione è stata la famosa torre di Belem. Una sorta di nave che ha deciso di approdare a riva del fiume Tago. Piccolo spoiler: è molto più piccola di quello che si possa pensare! La Gioconda dei monumenti insomma. È possibile accedervi ed arrivare fino alla parte più alta per osservare la città. Ci siamo dirette poi verso il Padrão dos Descobrimentos: una maestosa scultura di un bianco candido. Attraversando la strada vi troverete al Monastero dos Jeronimos. A mio parere se avete poco tempo a disposizione o più semplicemente non volete sostare troppo a lungo in questo quartiere, questo è il luogo da visitare assolutamente. Gli archi meticolosamente decorati, quasi a raffigurare le palme, e la bellezza della chiesa adiacente, regaleranno ai vostri occhi uno spettacolo unico. Una volta all’interno di quest’ultima non vi dimenticate di andare alla ricerca della tomba di Cristoforo Colombo. Riprendiamo il tram e diamo la buona notte a questa nuova città.

GIORNO 2

Quando ci svegliamo, il sole fatica ancora a sorgere. Sono le 8 del mattino ed il buio la fa ancora da padrone. Aspettiamo ancora un po’ prima di incamminarci. Non l’ho sentita come una città pericolosa (seppur bisogna ammettere che sia piena di spacciatori pronti a vendere la loro dose al primo soggetto che incontrano), ma siamo pur sempre due donne ed è meglio evitare di andare incontro a spiacevoli situazioni. Il sole si è finalmente alzato e dalla finestra della nostra stanza vediamo la città iniziare a riempirsi: una brioche al volo presa alla pasticceria accanto all’hotel e si parte. Destinazione Alfama. Avete due opzioni: o il famoso tram 28 o l’ascensore

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