Vittoriale di D'Annunzio e Sirmione

Gita alla scoperta del Vittoriale, residenza di Gabriele D'Annunzio, e della cittadina

  • di ielenia77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 29
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Gita al Vittoriale di D’Annunzio e a Sirmione

Per la gita di fine anno “lavorativo”, il Coro San Francesco ha deciso di visitare il Vittoriale degli italiani a Gardone e Sirmione (www.sirmione.it).

Partiamo in pullman alle 6 da Viareggio. Poco prima delle 10 siamo a Gardone.

Il Vittoriale (www.vittoriale.it) fu edificato, modificando un’antica villa settecentesca, nel periodo fascista per volontà di Gabriele D’Annunzio come memoriale della sua vita di poeta e di soldato della Prima Guerra Mondiale.

Per prima visitiamo la Prioria, cioè la casa-museo del poeta. Tutte le stanze tendono a ricreare una rappresentazione teatrale usando oggetti sacri come turiboli, reliquiari, etc. L’atmosfera di tutta l’abitazione è molto cupa perché D’Annunzio soffriva di fotofobia (aveva perso un occhio durante la Prima Guerra Mondiale e iniziava ad avere problemi all’altro occhio). Appena entrati si sale una breve scalinata che termina con due porte, una a destra e una sinistra, che conducono alle due ali della residenza. La porta di destra era riservata agli ospiti indesiderati (da questa porta passò anche Mussolini che, una volta entrato nell’anticamera, dovette attendere due ore per essere ricevuto da D’Annunzio), mentre quella di sinistra era riservata agli amici.

Ogni stanza è decorata secondo il gusto eclittico dell’epoca, cioè ricca di oggetti di varia provenienza, e in stille Art Decò.

Nonostante la ricchezza nella quale viveva il poeta, la residenza era una prigione dorata poiché, proprio qui, D’Annunzio fu esiliato da Mussolini. Il poeta era un personaggio scomodo per il regime fascista così il duce, per non inimicarselo ulteriormente, lo ricoprì di ricchezze tanto da affermare che i nemici si uccidono o si ricoprono d’oro.

Terminata la visita guidata della casa, passiamo al Museo D’Annunzio Eroe allestito nell’ala nuova della residenza denominata Schifamondo. Il museo ripercorre le tappe vissute dal poeta come soldato e del popolo italiano durante la Prima Guerra Mondiale.

Adesso è la volta del parco con il Laghetto delle Danze, la Nave Puglia, il Mausoleo ed il motoscafo MAS.

Il Laghetto della Danze, a forma di violino, fu creato per degli spettacoli; il paesaggio intorno è molto suggestivo con alberi, un ruscello e delle piccole cascate.

La Nave Puglia, una nave militare donata al poeta nel 1923, è interrata sulla collina del giardino. La prua è rivolta verso il lago.

Il Mausoleo si trova sulla cima della collina; è un monumento funebre in cui spicca, al centro e in posizione elevata, la tomba di D’Annunzio. Tutto il complesso rievoca le tombe di epoca etrusco – romana.

Ai piedi del Mausoleo si trova un padiglione dove è custodito il motoscafo MAS, usato dal poeta stesso.

Ultima tappa, il Museo D’Annunzio Segreto che si trova in prossimità dell’ingresso principale. Raccoglie oggetti di uso quotidiano di D’Annunzio e delle sue donne.

Terminata la visita di tutto il complesso del Vittoriale degli italiani, ci spostiamo a Sirmione. Il centro storico (tipicamente medioevale), nel quale si accede dall’antico castello, si trova su una penisola che si protende sul Lago di Garda.

Percorrendo la strada principale si arriva alle cosiddette “Grotte di Catullo” (ingresso € 4), un complesso di epoca romana che comprendeva la villa e delle piccole terme. Il termine grotta fu usato, in epoca passate, per indicare strutture crollate e sotterrate.

La tradizione identifica questi resti come la villa appartenente al poeta Catullo, anche se non ci sono documenti attestanti la veridicità di questa tradizione.

Che appartenesse o meno al poeta Catullo, i resti archeologici sono molto belli e suggestivi, circondati da ulivi che si affacciano sul Lago di Garda

Fa parte del complesso anche un piccolo museo nel quale si possono ammirare manufatti vari, pitture, mosaici, ritrovati durante gli scavi.

Purtroppo la nostra gita sta giungendo al termine. Il viaggio di ritorno ci aspetta.

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