A Cuba... con un bimbo di 5 anni!

In giro per la parte occidentale di Cuba con puntatina finale al sole di Varadero

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  • di GianlucaDeLeo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Era da un po’ che mi frullava per la testa l’idea di andare con moglie e figlioletto a Cuba, per cui, proprio al termine delle vacanze estive, anche forse per alleviare il peso del ritorno alla vita di tutti i giorni, ho iniziato a lavorarci sopra con lo scopo di costruire un mini tour che coniugasse scoperta di questa nazione e qualche giorno di relax al mare. Alla fine ne è venuto fuori un itinerario che ha messo insieme la scoperta delle principali località della parte occidentale dell’isola e un po’ di vita da spiaggia in quel di Varadero.

Io ho pensato a prenotare i voli diretti Alitalia e le case particular all’Havana e a Trinidad (su Airbnb), il resto del viaggio me lo sono fatto organizzare da Cuba Travelnet, un’agenzia di viaggi di proprietà italiana che opera direttamente a Cuba. Dato che, per la scarsa segnaletica, è sconsigliato girare Cuba con mezzi propri, tramite questa agenzia, ho prenotato soprattutto i transfer tra le varie città (quasi sempre con taxi ad uso esclusivo). Il periodo prescelto è quello di fine gennaio-inizio febbraio che, pur corrispondendo al loro inverno, rappresenta un finestra temporale ideale per andarsene a zonzo per l’isola in quanto le giornate sono calde ma non afose attestandosi le massime attorno ai 30 gradi.

In via preliminare faccio qualche considerazione su Cuba come destinazione baby friendly. Diciamo che pur essendo un paese facile da girare (ovviamente sta a voi scegliere tappe non eccessivamente lunghe) e pur essendo i cubani particolarmente accoglienti e affettuosi con i bambini, bisogna pur sempre considerare che si tratta di un paese povero ed, in più, ad economia socialista. Questo significa che chiaramente al bambino occorre chiedere qualche sacrificio in termini di assortimento di cibi oppure di disponibilità di certi prodotti. Quello che consiglio, ad esempio, è di portare dietro una piccola scorta di prodotti a cui vostro figlio è abituato in Italia (siano questi cereali, fette biscottate, merendine e così via) perché di certo a Cuba sarà impossibile reperirli neanche nelle varianti locali (di supermercati durante questa vacanza non è che ne abbia visti tanti e quei pochi comunque sono spesso ad uso esclusivo dei cubani che pagano con il loro peso). Altra cosa che abbiamo potuto fare poco con nostro figlio è gratificare i suoi sforzi da viaggiatore in erba concedendogli momenti tutti suoi di svago come andare in aree attrezzate, parchi giochi e così via. All’Havana qualcosa c’è; nei centri minori cercate voi di tenere alto l’interesse dei bambini mettendo in calendario delle visite a posti che per loro potrebbero essere interessanti (abbiamo fatto qualcosa di simile con il Giardino Botanico di Cienfuegos). Insomma Cuba coi bimbi è sicuramente fattibile perché non ci sono rischi di nessun tipo dal punto di vista della sicurezza e dell’igiene (a parte le solite norme igieniche che valgono per qualsiasi altro posto) ma richiede comunque un’organizzazione a monte un po’ più accurata del solito.

25/01

Dunque si parte di sabato, alle 14:30, con un volo diretto che nel giro di 12 ore ci porta nella capitale cubana. Lì ci attende un transfer privato verso la casa particular che si trova nel quartiere Centro Habana. L’alloggio si trova proprio al confine tra la zona più turistica (quella a ridosso del Parque Central) e la parte più popolare (e povera) del quartiere. Sono solo le 22, ma noi, tra fuso orario e lungo volo, siamo stanchi morti per cui, dopo aver appreso le istruzioni di casa dalla nostra host, ci buttiamo a letto

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