Partenza il 3/8/2017 · Ritorno il 24/8/2017
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Cuba, la perla dei Caraibi

di superlove - pubblicato il

Erano già un paio di anni che io e mio marito volevamo andare a Cuba ma i voli costavano sempre troppo. Quest’anno decisa più che mai ad andarci guardo i voli a gennaio e trovo una super offerta con Air France -Klm, 555€ a/r con assicurazione a testa, ottimo! Prenotiamo e 7 mesi dopo io e Fabio siamo pronti per partire: direzione l’Havana! Arriviamo nella capitale la sera del 3 agosto e appena si aprono le porte dell’aeroporto veniamo avvolti dal caldo torrido e dallo smog. Con un taxi raggiungiamo la nostra casa in zona Habana centro – Habana Vieja. Da fuori il palazzo è fatiscente ma dentro l’appartamento è accogliente. Questo come tutti i successivi nostri alloggi sono stati prenotati su airbnb con una spesa media di circa 30€ a notte in 2. Stanchi dal viaggio andiamo a dormire.

Il giorno dopo ci svegliamo col caldo della capitale che già alla buon’ora si fa sentire. Una volta che sei per le strade di Havana ti lasci avvolgere dal fascino un po’ trasandato e un po’ bohemien della città. Havana Vieja è di sicuro la zona più turistica della città, forse anche perché è il quartiere più restaurato che comunque non perde il suo fascino. Molto belle le piazze, sia la omonima Plaza Vieja che la Plaza de Armas e la piazza della cattedrale. In questa zona è da vedere anche una tessitura con finestre che lasciano vedere le donne al lavoro, come succedeva da noi 60 anni fa, e la farmacia storica Habanera. La parte dell’Havana che di sicuro affascina di più è la zona in cui si trova lo storico Hotel Inglaterra, il Capitolio (in restauro) e il Gran teatro e una lunga fila di auto storiche anni ‘40 e ‘50 americane e coloratissime. Lì in zona si trova anche il famoso bar di Hemingway, il Floridita dove si può degustare la migliore Pinã Colada di Cuba.

Considerato che siamo stati 3 giorni a l’Havana abbiamo deciso di fare una bella passeggiata anche nella zona di Habana Centro dove si trova la famosa via, Callejon de Hamel. La strada, coloratissima e pittoresca, è stata ideata e realizzata dal pittore Cubano Salvador González ed è una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Tutta la strada è stata decorata con murales, sculture e dipinti realizzati con materiali di scarto e che trasmettono al visitatore la spiritualità, l’energia e la magia di questo luogo. Non può poi mancare una visita nella zona di Plaza della Rivolucion dove si erge il mausoleo o Memoriale dedicato a Josè Martì e una piacevole passeggiata sul famoso lungomare un po’ nostalgico, il Malecon.

Il terzo giorno decidiamo di concederci un giorno di relax al mare vicino alla capitale. Con 5 CUC prendiamo un’auto colletiva e ci dirigiamo verso Playa Jibacoa a pochi Km da l’Havana. Il mare è bello ma la spiaggia è super affollata e frequentata principalmente da cubani poco rispettosi con musica a tutto volume e casse di rum. Non la consiglio particolarmente.

Il 7 agosto ci dirigiamo verso Vinãles con un taxi collettivo (20 CUC a testa). L’esperienza di viaggiare a bordo di queste auto di fortuna è sicuramente da fare per calarsi nella quotidianità del cubano. Qui trascorriamo 4 giorni in relax e in pace con la natura. E’ forse la zona di Cuba più affascinante che abbiamo visitato. Un giorno noleggiamo le bici, un altro giorno facciamo un giretto a piedi nei dintorni e poi facciamo una gita a cavallo di circa 5 ore (25 CUC) nel parco naturale di Vinãles dove vediamo paesaggi davvero mozzafiato, grotte rupestri e la casa del tabacco anche se per le piantagioni non è periodo.

L’ultimo giorno andiamo al mare al vicino Cayo Jutas (15 CUC a/r con taxi collettivo). Dopo 2 ore e mezza (sono 70 Km ma la strada è pessima) arriviamo in un luogo paradisiaco, da cartolina. La spiaggia e il mare sono da favola e qui tra piante di mangrovie e il mare blu trascorriamo una giornata di relax alla Playa.

L’11 agosto ci spostiamo con un taxi collettivo verso la città di Cienfuegos (35 CUC a testa). Il viaggio è abbastanza lungo ma per fortuna siamo solo in 4 in auto e quindi abbastanza comodi. Nel primo pomeriggio arriviamo e, lasciati i bagagli alla casa particular, facciamo un giro per il centro. La città di Cienfuegos è forse stata la tappa meno interessante del viaggio e un giorno di stop o mezza giornata e una notte per riposarsi come abbiamo fatto noi è più che sufficiente. La cosa carina è che c’era il carnevale quindi alla sera per pochi CUC abbiamo cenato alla festa e ci siamo visti lo spettacolo dei carri coloratissimi.

Il giorno dopo ci dirigiamo verso Santa Clara dove alla sera avremmo dovuto prendere il bus notturno per Santiago. Grazie al proprietario della casa particular di Cienfuegos riusciamo a prendere un taxi per Santa Clara che ci ha permesso non solo di arrivare alla città ma anche di poterla visitare; infatti pagando qualcosina in più (45 CUC in 2 da Cienfuegos a Santa Clara, circa un’ora di strada) il taxi ci ha accompagnati a vedere i punti di interesse della città, oltre al grazioso centro cittadino, il mausoleo del Che Guevara nella piazza della Rivoluzione e il monumento al treno blindato che venne fatto deragliare il 29 dicembre del 1958, utilizzando una ruspa e molotov fatte in casa. Questa azione fu molto importante perché segnò la fine del Governo Batista e la vittoria di Fidel Castro. Nel pomeriggio il nostro taxi ci accompagna alla stazione dei bus e qui attendiamo l’arrivo del nostro bus Viazul (la compagnia che si occupa dei viaggi un po’ più confortevoli lungo l’isola e che si può comodamente prenotare anche giorni prima da internet oppure scegliere di comprare il biglietto direttamente alla stazione anche se è consigliabile prenderlo per tempo) che in notturna per 63€ in 2 ci porterà fino a Santiago. Questa tappa di 600 Km è stata la più lunga e faticosa. Se usate i bus ricordate di portarvi felpe e coperte perché se viaggiate di notte fa freddo a causa dell’aria condizionata altissima.

La mattina del 13 agosto arriviamo a Santiago dove ci fermeremo per 2 notti. Dopo aver lasciato i bagagli alla casa ci dirigiamo verso il centro per il nostro classico giretto. Santiago appare molto tranquilla nonostante sia la seconda città di Cuba. Ci sono diversi motorini e moto cosa che in altre città non abbiamo visto e la temperatura sfiora i 40°C e l’umidità è altissima. La città è un po’ in salita e col caldo risulta ancora più difficile visitarla. La piazza del Municipio e della cattedrale, ricostruita dopo l’ultimo uragano, appare ben conservata e pulita. Poi andiamo alla fabbrica del Ron che è piccola ma graziosa e poi alla fine ti offrono anche una degustazione di rum. Interessante anche il museo Municipal di Emilio Bacardi Moreau che è ospitato in un bell’edificio dalla facciata neogreca; forse è più interessante l’edificio in sé più che l’esposizione interna. Il lungomare di Santiago è quasi inesistente e appena ci si allontana dal centro la città sembra più fatiscente di altre. Segnalo inoltre la presenza della caserma Moncada, seconda fortezza militare dell’Esercito Batistiano, la quale fu assaltata il 26 luglio 1953 e questo fatto costituì l’azione principale del movimento rivoluzionario organizzato da Fidel Castro e composto da un centinaio di giovani. Attualmente vi si trova la città scolastica "26 Luglio". Poco fuori Santiago, 10 minuti in taxi, si trova il Castillo del Morro, Castello a picco sul mare da vedere se si è in zona. Dopo che siamo stati a Santiago, onestamente mi sento di dire che forse non ne vale la pena di arrivare fin qui o come qualcuno ha detto la parte più interessante della regione a sud è la zona di Holguin che però non abbiamo fatto in tempo a vedere. Inoltre, da Santiago è anche difficile e costoso muoversi; noi abbiamo avuto difficoltà a risalire perché gli autobus scarseggiano e i taxi sono davvero cari. Per fortuna abbiamo trovato per 18 CUC a testa il Bus Viazul mattutino per Camaguey. Nel primissimo pomeriggio, giungiamo in questa altra città dove una mezza giornata è sufficiente. Giro per le vie del centro cittadino e le principali piazze dove come al solito ci fermiamo qualche minuto per riposarci e per connetterci a internet. La cittadina ha un centro grazioso e tutto sommato come tappa non è male.

Il giorno dopo abbiamo qualche problemino con il nostro taxi collettivo (l’unico che abbiamo avuto in tutto il viaggio) e dopo un po’ di ore travagliate e 50 CUC in 2 nel pomeriggio arriviamo a Trinidad dove ci accoglie una bella pioggia rinfrescante, la terza incontrata dopo 2 scroscioni d’acqua a Vinãles. Trinidad è molto turistica e ordinata. Il centro è ricco di botteghe, negozietti, bar e ristoranti. Dopo l’Havana è il secondo centro più turistico dell’isola. E’ molto affascinante e misteriosa e ben tenuta. E’ bello passeggiare per Trinidad e decidiamo di concenderci 2 dei 3 giorni per andare al mare lì vicino. Playa Maria Aguilar (5 CUC in 2 con taxi solo andata oppure 10 CUC in 2 a/r con il bus ma non è una soluzione molto affidabile perché al ritorno il bus passa quando vuole) vicina a Trinidad e meno conosciuta della più rinomata Playa Ancon ci ha regalato 2 giorni di relax in un mare da favola con coralli e pesci tropicali. La spiaggia è piccola e tranquilla e poco conosciuta e questo la rende davvero magica e con un mare davvero fantastico.

Siamo al 19 agosto e siamo ormai vicini alla fine delle vacanze ma prima dobbiamo goderci qualche altro giorno di mare sull’isola da sogno che prende il nome di Cayo Santa Maria. Quest’isola fa parte dei Cayos settentrionali ed è raggiungibile in auto o bus perché è collegata alla terraferma da un ponte naturale di circa 50 Km a sfioro sul mare, fantastico. Da Trinidad parte sia il bus che il taxi e noi per pochi CUC in più (50 CUC in 2 solo andata) optiamo per il taxi e con altre 2 simpatiche ragazze uruguayane facciamo il viaggio verso il Cayo. Questo tragitto è costoso perché sui Cayos non ci sono case particolar ma solo resort. In tarda mattinata arriviamo al nostro resort, prenotato su Booking, il Royalton Cayo Santa Maria. Qui trascorriamo 3 giorni all inclusive in assoluto relax e pace dei sensi con un mare che mai avrei immaginato di vedere, uno spettacolo per gli occhi e la mente.

Il 22 agosto è arrivato e con lui anche il momento di tornare a l’Havana. Passiamo la mattina in spiaggia poi pranzo, doccia e pronti per il rientro. Dal Cayo parte un bus (Transutur) che per 35 CUC a testa, nel primo pomeriggio, gira i resort a recuperare i turisti per riportarli alla capitale dove arriviamo in serata. Dormiamo la nostra ultima notte a Cuba.

Il giorno dopo facciamo un ultimo giro per l’Havana che ci appare ancora più bella e affascinante della prima volta. Sarà perché ormai la conosciamo e quindi ci muoviamo sicuri per le sue vie nascoste, sarà perché fa meno caldo o sarà perché la stiamo per salutare ma resta il fatto che la capitale ci lascia nel cuore la magia e il fascino retrò di un paese tanto diverso dal nostro e tanto magico. Nel pomeriggio abbiamo il taxi per l’aeroporto dove ci aspetta il volo per il rientro in Italia che come al solito è malinconico ma che ci ha lasciato nel cuore tanta gioia e l’esperienza di aver vissuto per 3 settimane a stretto contatto con un popolo diverso dal nostro e che ci ha regalato una magnifica conoscenza di un’altra splendida cultura.

di superlove - pubblicato il