Cuba e le sue bellezze

Una meravigliosa settimana di sole, mare e salsa alla scoperta dell’isola, per quello che il nostro poco tempo ci consente...

  • di Ilaria e Maurizio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Partiamo da Milano Malpensa il 21 marzo scorso, destinazione Cuba. Una meravigliosa settimana di sole, mare e salsa alla scoperta dell’isola, per quello che il nostro poco tempo ci consente.

Atterriamo all’aeroporto dell’Havana dove avevamo già fissato il taxi (25 pesos) che ci avrebbe portato alla nostra casa particular. Infatti, aborrendo assolutamente la vacanza da villaggio, abbiamo prenotato tramite il sito casecuba.com le prime due notti in una casa dell’Havana Veja per 30 pesos a notte oltre ai 3 pesos a testa di colazione (chiedere sempre prima quanto costa).

Arriviamo in loco verso le 22.00 ora locale e decidiamo, anche se stanchi morti, di fare un primo giretto esplorativo per sondare il terreno. La prima impressione è stata abbastanza negativa: abitavamo infatti in una stradina completamente scalcinata e la zona intorno non era delle migliori. Così decidiamo di rimandare tutto al giorno dopo, quando in realtà ci siamo accorti che, pur dando veramente l’impressione di essere una zona pericolosa non lo era affatto!!

I° giorno- HAVANA

La mattina stessa ci aspettavano un’abbondantissima colazione e Ignacio, il gestore di Casecuba, che ci ha dato tutte le spiegazioni del caso (non fidarsi, chiedere sempre quanto costa ecc.) e tramite il suo aiuto abbiamo sempre trovato dei posti molto carini dove dormire e persone davvero squisite. È stato sufficiente un sms al momento del bisogno e lui ci sistemava . Ovviamente nel prezzo della stanza è compresa la sua commissione, che per noi è davvero irrisoria, e che permette di trovare case carine senza che tutti ti si incollino addosso proponendoti posti in cui dormire e prendendo loro stessi una percentuale sul prezzo (senza considerare che potreste finire in una casa non autorizzata)!!

Abbiamo girato per l’Havana, vedendo tutte le quattro piazze principali. La cosa particolare e, dopo poco, abbastanza stressante è che tutti si fermano a raccontarti i loro casi e a chiedere soldi od oggetti. Ci sembrava di essere dei gamberi: fatti 100 m in avanti riuscivamo a tornare indietro di 200 perché uno ti faceva vedere questa cosa, un altro quest’altra. Capìta l’antifona, ho imposto a Maurizio di dare poca considerazione e di proseguire. Anche fermarsi a fare una foto risultava un’impresa. Stanchi per la camminata ci siamo fermati a pranzare in Placa Veja alla Taverna de la Muralla, dove per la modica cifra di 10 pesos ciascuno abbiamo mangiato gamberi e agnello arrosto e bevuto una birra fantastica.

Non essendo amanti dei musei abbiamo proseguito il giro a piedi andando a vedere la cattedrale e il lungomare. Siamo passati davanti alla casa della Musica dove in serata ci sarebbe stato il concerto di Manolito Simonet, riproponendoci di tornare.

Andiamo a fare il biglietto del Bus all’hotel Saratoga (nella piazza del Capitolio) per partire la mattina dopo alla volta di Trinidad. Qui le scelte sono due: prendere gli autobus della Viazul, però la fermata non è vicina al centro, oppure prendere quelli della Transtur che fanno tappa nei principali alberghi per raccogliere i turisti, il prezzo è lo stesso. Noi abbiamo scelto la seconda opzione.

Infine breve sosta per un mojito al Monserrate Bar, e qui scopriamo che l’originale mojito è molto diverso dal nostro e certamente da quello che Maurizio, abilissimo barman, talvolta propone alla propria moglie (cioè a me!) cercando di darle il colpo di grazia (sostituisce l’acqua brillante con il Rum scuro, roba forte: provare per credere!). In realtà, per i Cubani, il mojito è una sorta di bevanda rinfrescante, tanto che utilizzano l’acqua al posto della nostra acqua tonica e quindi il tutto risulta molto più leggero

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