Cuba itinerante con nino di 20 mesi

Giro dell'isola in macchina tra città e spiagge.

  • di veracri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Primo viaggio intercontinentale di Noé. Ci aspettano circa 12 ore di volo con scalo a Parigi, tutto di giorno! La mamma è un po’ preoccupata: già non le piace volare, in più pensa che dovrà tenermi buono per tutto quel tempo. E poi c’è il fuso orario di 6 ore, farò alzare la mamma ed il papà alle 2 di notte, ora cubana? Tutte preoccupazioni inutili …..da mamma alla prima esperienza! Il volo passa velocemente e mi diverto per tutto il tempo: sono seduto vicino ad un bimbo della mia età e ci scambiamo giochi, caramelle ed altre cose da mangiare che i genitori ci hanno portato per intrattenerci. Faccio due pisolini in braccio alla mamma. E così arriviamo all‘Havana, prendiamo un taxi e ci dirigiamo al Vedado dove abbiamo una casa particular. Sono circa le 18 a Cuba e, dopo esserci sistemati, andiamo a cenare da Tu pollo dove mangio palline di pollo fritte e mi diverto sulle macchinine cubane con altri 2 bimbi. Mamma e papà provano subito birra e pizza cubane che non sono per niente male. E dopo un sonno riposante mi sveglio alle 8 del mattino, quelle cubane, non italiane e così ho già superato il fuso! Che viaggiatore! Prendiamo un taxi e via per l’Havana Vieja. 

Giriamo a piedi col passeggino le vie affollate. Quante cose da vedere e CHE CALDO! Ma tutti noi vogliamo vedere vedere vedere. Quanti mezzi di trasporto strani in questa città, le carrozze coi cavalli, i bici taxi, che macchine e poi il Coco! La mia passione! Passeggiando passeggiando, ogni tanto scendo dal passeggino perché voglio esplorare, aiuto a riparare la pavimentazione stradale, cambio punto di osservazione e faccio quattro chiacchiere con i custodi di una scuola.

Dopo un pisolino nel letto di casa (meno male che la mamma si è convinta a rientrare perché sarei morto a dormire sul passeggino con quel caldo!) siamo pronti per uscire a scoprire le notti havanere. Cena al ristorante dove scopro la cucina cubana, pollo e riso, che mi piacciono, e poi un mojito alla bodeguita del medio. Io non posso berlo ovviamente ma non mi interessa, ci sono i musicisti che suonano proprio di fianco a me………e così inizia la mia scoperta della musica cubana che diventerà il tormentone della vacanza per mamma e papà! Insisto per tornare a casa con un coco, anche se più costoso e che bello sentire tutta l’arietta fresca in faccia!

Il giorno dopo mi sveglio sempre verso le 8. “Che viaggiatore” si vantano mamma e papà! E andiamo a fare colazione all’Hotel National. Io bevo sempre il mio biberon di latte UHT che il papà è riuscito a trovare in una cafeteria del Vedado. Sono un po’ schizzinoso: il latte in polvere o concentrato proprio non mi va giù! Pronti per affrontare un’altra giornata di gran caldo?!! Andiamo a Plaza de la Revolution. Com’è grande, a cosa servirà? E cosa sono quegli uccelli enormi che volano sopra di noi? AVVOLTOI! Che insieme alle palme reali ed ai colibrì ci hanno accompagnato per tutta la vacanza.

Vediamo poi il Capitolio dove corro come un matto per le stanze immense. I miei genitori sembrano afflitti dal caldo ma io no. E’ così bello andare in giro! Comunque rientriamo dopo pranzo e usciamo dopo il solito pisolo; andiamo sul malecon dove, per la prima ed ultima volta ci importunano.Cena cubana davvero buona in un paladar del Vedado. Io, come sempre, mi dimostro un buongustaio, anche se i sapori non sono quelli di casa!

Il mattino dopo sono solo con la mamma; il papà va a prendere l’auto noleggiata. La mamma mi porta ai gonfiabili che ci sono all’inizio dell’Havana Vieja con un coco taxi. Che vizi che mi danno. Faccio la coda per pagare, aspetto il mio turno per entrare sui gonfiabili dei piccoli e poi - fischio -e via, salto come un pazzo!Dopo poco (10 min dice la mamma) altro fischio e via, fuori tutti; è il turno di altri bimbi. Nessuno si lamenta tranne me ……..si vede che qui sono abituati al regime “militare”. Così andiamo a vedere il campanile della cattedrale ed il mercatino dell’artigianato dove ricevo un regalo: un minuscolo coco taxi di cartapesta! Per pranzo andiamo alla cafeteria dell’Hotel Havana Libre e, quando mi viene chiesto cosa voglio mangiare, naturalmente dico “pasta, pasta” e per magia gli spaghetti si materializzano sotto i miei occhi! SONO FELICISSIMO! Emetto urla di gioia e mi avvento sul piatto. Mamma e papà ridono di gusto e dicono che l’istinto da pastaiolo italiano è davvero innato

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