Cuba: l'isola della revoluciòn

Dall'Avana a Cienfuegos, Trinidad, Santa Clara con soggiorno mare a Varadero

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  • di ashante
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

A Cuba, le case particular, i ristoranti, i bar sono quasi tutti sprovvisti di connessione internet, perciò per utilizzare il wi-fi bisogna recarsi nei parchi pubblici, in grandi piazze o talvolta nelle vicinanze degli hotel; non ci si può sbagliare, quando in un parco si vedono tante persone con il cellulare, significa che lì vi è la possibilità di connettersi. Dal Floridita, proseguiamo in Calle Obispo, una via pedonale stretta, con ristoranti, gallerie d’arte, negozi e bar con musica; lungo questa fantasmagorica via tutti e tre respiriamo la vera atmosfera habanera. Passo dopo passo e siamo nella Plaza de la Catedral, una delle piazze più ricche di arte e storia del centro; dominata da due campanili di altezza diversa e una straordinaria facciata barocca, è il luogo che meglio rappresenta lo stile architettonico dell’epoca spagnola. L’atmosfera è “magica” e mentre mi incanto a guardarla ho l’impressione di essere catapultata in un telefilm di Zorro. Essendo nelle vicinanze, non poteva mancare una visitina alla Bodeguita del Medio, la taverna-ristorante più famosa di Cuba storicamente frequentata da personaggi famosi del passato (Salvador Allende, Fidel Castro, Pablo Neruda, Ernest Hemingway,…) che tramite foto o firme alle pareti hanno lasciato il segno del loro passaggio in questo locale. Purtroppo, schiere di turisti posti davanti all’entrata, rendono difficile scattare delle foto e l’idea di bere un mojito in questo putiferio non ci attira per niente. È ormai sera quando risaliamo sul bus turistico fino in prossimità di Casa Viel; questa nostra prima giornata non ha mancato di entusiasmarci…. domani il sole sorgerà ancora e noi saremo di nuovo pronti a scendere in campo.

31/3. Usciamo da casa e con un taxi ci facciamo portare in centro nei pressi del Capitolio; è Domenica, il sole risplende e c’è ancora poca gente in giro. Con il morale al massimo procediamo verso Plaza de Armas, un’incantevole piazza del 1792 al cui centro, incorniciato da altissime palme reali, si trova la statua in marmo di Carlos Manuel Céspedes, colui che avviò Cuba all’indipendenza. E’ il luogo ideale per sedersi un attimo all’ombra e lasciarsi cullare da una leggera e gradevole brezza. Da lì, raggiungiamo il Castillo de la Real Fuerza, la più antica fortezza coloniale esistente nelle Americhe. Si respira un’aria di festa e tra musica, giocolieri e acrobati si è fatto giusto giusto il momento di fermarsi in un bar a mangiare pollo alla griglia accompagnato da una birra fresca (Cristal, birra nazionale). Dopo pranzo ci incamminiamo fino ad arrivare alla Plaza di San Francisco de Asis, un’altra bella piazza in stile ispano – andaluso ad appena un isolato dal porto con una bella fontana arricchita da statue di leoni in marmo bianco. Da qui in breve tempo si giunge alla Plaza Vieja, una grandissima piazza, dove in passato erano Eseguite le sentenze capitali, i processi, i combattimenti dei tori e dove si celebravano le varie festività popolari. Una scultura di bronzo adorna un angolo della piazza, rappresenta un enorme gallo cavalcato da una donna nuda e calva che indossa solo un paio di scarpe e impugna una gigantesca forchetta. Il caldo si fa sentire quando arriviamo sul molo al Terminal Traghetti (all’altezza dell’Hotel Armadores) e saliti sul ferry boat, al costo di 1 CUC a persona, in circa 30 minuti arriviamo a Casablanca dall’altra parte del porto rispetto all’Avana vecchia. Appena scesi, percorrendo una scala, giungiamo all’imponente Estatua del Cristo in marmo bianco; una magnifica vista sulla città si apre ai nostri occhi, tanto da indurre me e Davide a cimentarci in alcuni selfie. Passiamo davanti al Parque Historico Militar Morro, dove si trova una caserma che fu il quartiere generale del comandante Che Guevara, poi al Castillo del Morro, costruito su un erto promontorio al fine di proteggere l’ingresso al porto, infine la Fortaleza de San Carlos fatta erigere per impedire al nemico di raggiungere il lungo crinale che domina L’Avana. Riprendiamo il traghetto e arrivati in prossimità della Plaza de la Catedral sediamo a un bar per ordinare tre mojito. E’ quasi sera quando ci portiamo sul Malecòn (la passeggiata lungomare di otto chilometri) per prendere un taxi e rientrare. Ceniamo nelle vicinanze della casa particular (ristorante La Catedral), poi seduti in veranda, non possiamo fare a meno di ripensare alla splendida giornata vissuta nella più totale spensieratezza

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