Cuba: l'isola della revoluciòn

Dall'Avana a Cienfuegos, Trinidad, Santa Clara con soggiorno mare a Varadero

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  • di ashante
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Cuba, l’isola grande del Mar dei Caraibi, un sogno tenuto nel cassetto per molto tempo che si è dischiuso quando all’inizio dell’anno veniamo a conoscenza che la ditta dove lavora nostro figlio gli autorizza due settimane di ferie; prendiamo così “la palla al balzo” per goderci un periodo di vacanza tutti e tre insieme in un paese di mare, sole e tanta allegria. Casualmente, leggendo delle recensioni, trovo i riferimenti di Deynis, una ragazza cubana che vive in Italia, la quale oltre a darmi tante informazioni utili mi aiuta nella ricerca delle case particular e a strutturare l’itinerario. Acquistiamo online, direttamente alla compagnia Iberia, i biglietti con tratta Bologna – Madrid, Madrid – L’Avana e viceversa, mentre con l’Agenzia “Viaggi Sicuri” stipuliamo l’assicurazione sanitaria e annullamento volo. Per quanto riguarda il visto di entrata tramite il sito internet Cubapoint prenotiamo i tre visti al costo di Euro 30 a persona compresa la spedizione a domicilio. Circa il profilo sanitario, Cuba non richiede nessuna vaccinazione obbligatoria; ci tuteliamo mettendo in valigia spray repellente per le zanzare.

Il nostro viaggio inizia il 29 Marzo e dopo quattordici ore di volo atterriamo all’Avana, aeroporto Josè Martì alle ore 21,40 (ora locale – 6 ore rispetto all’Italia) dello stesso giorno. Ritirati i bagagli e scambiato 100 Euro in CUC allo sportello CADECA, ci dirigiamo all’uscita, dove ad attenderci, vi è Gerardo, fratello di una nostra amica cubana che vive vicino a noi. L’aria è calda e impregnata di un forte odore di gas di scarico. Per strada c’è pochissimo traffico e dopo circa trenta minuti arriviamo al quartiere Vedado a Casa Viel, la nostra casa particular per quattro notti. Ci accoglie Carmen, sorella di Deynis, che prontamente mostra la nostra camera dandoci l’appuntamento per l’indomani mattina a colazione. Dopo una doccia, andiamo a letto, stanchi, ma allo stesso tempo felici ed eccitati all’idea che ogni giorno sarà tutto da scoprire.

30/3. Seduti nella veranda di casa, in tutta tranquillità facciamo colazione poi Carmen, prima di lasciarci andare, propone alcuni suggerimenti riguardo la visita della città. Percorrendo un tratto del Malecon andiamo al vicino Hotel Riviera per salire su un bus turistico a due piani, che al costo di 10 CUC a persona (biglietto valido dalle ore 9 alle 18) compie un giro di un paio d’ore tra la periferia e il centro. Dal piano alto del bus ammiriamo: la Necropolis Cristobal Colon (il cimitero più importante di Cuba), una piccola “città dei morti” con strade e viali numerati, ospita le tombe di quasi un milione di persone qui sepolte dal 1868 e la Plaza della Revolución, divenuta simbolo della rivoluzione cubana per le grandi adunanze politiche che vi si tenevano negli anni ’60. Via via che il bus prosegue arriviamo alla città vecchia ed essendo ormai l’ora di pranzo decidiamo di scendere per mangiare qualcosa da Dos Pelotas, ristorante frequentato da cubani. Siamo nel cuore pulsante della città; musica, coloratissime auto d’epoca, individui che cercano di vendere sigari cubani di pessima qualità, bar affollati di persone che sorseggiano drink, tutto ciò crea un’atmosfera gioiosa e festaiola che inevitabilmente cattura facendoci stare bene e in perfetta sintonia col posto. Fa caldo quando ci dirigiamo lungo il Paseo de Martì conosciuto come Prado e arriviamo al Parque Central di fronte all’Inglaterra (hotel di lusso) dove la statua del poeta Josè Martì vi campeggia al centro. Dopo alcuni metri, imponente, si erge il Capitolio Nacional, una delle meraviglie architettoniche di Cuba, simile al Campidoglio di Washington, fu la sede del parlamento cubano fino al 1959 mentre oggi ospita l’Accademia Cubana delle Scienze e la Biblioteca Nazionale della Scienza e Tecnologia. A pochi metri si trova il Parque de la Fraternidad in cui al centro un grande albero di ceiba domina il parco. L’architettura coloniale e le tinte pastello con a tratti colori vivaci fanno sì che la macchina fotografica insieme allo smartphone si contendano gli scatti. Continuando la passeggiata arriviamo al Ristorante El Floridita, una delle mete preferite del leggendario scrittore Hemingway; per curiosità entriamo e inevitabilmente ci troviamo gomito a gomito con una moltitudine di turisti impegnati ad ascoltare musica live e sorseggiare Daiquiri. All'ufficio ETECSA compriamo una carta NAUTA che al costo di 1 CUC permette di collegarsi alla rete wi-fi per un’ora

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