Made in Cuba

Un bellissimo viaggiare alla scoperta di L'Avana, la Valle Vinales, Trinidad, Moron, Cayo Coco, Cayo Guillelmo, Varadero

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  • di Serena Francini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Occasione presa al volo! Ad agosto arriva l’invito ad un matrimonio a Toronto per il 28 novembre… ma se hai un matrimonio a novembre in Canada perché non proseguire con un viaggio a Cuba?! Erano diverse estati che la voglia di Cuba veniva soffocata dal costo dei voli decisamente troppo cari… adesso l’occasione non poteva sfuggirci di mano. Pertanto a fine agosto prenotiamo il nostro volo Air Canada, con stop a Toronto per tre giorni, ad un ottima cifra!

Tralasciamo il racconto dei wedding days canadesi consigliando però, per chi ne avesse occasione, visto che al momento molte connessioni aeree passano dal Canada, uno stop nella bella Toronto.

La sera del 29 novembre dopo un volo un po’ movimentato atterriamo all’Havana ormai illuminata dalle luci (non molte per la verità) della notte. Con grande mio stupore l’Air Canada ci consegna gratuitamente il visto che vanifica tutte le mie fatiche pre partenza per trovarlo a miglior prezzo….ma ormai siamo a Cuba e tutto può avere inizio! Durante i mesi prima della partenza avevamo programmato il nostro itinerario (Havana, Playa dell’Este, Vinales, Trinidad, Moron, Cayo Guillemo e Coco, Varadero, Havana) e senza troppi dubbi avevamo optato per vivere l’esperienza delle case particular e di spostarci con la compagnia di bus locali, Viazul.

Ed ecco qua la prima sorpresa: agli arrivi, il magico cartello con scritto “Serena e Filippo” che ci avrebbe dovuto accogliere in aeroporto per portarci alla nostra casa particolar, non esiste! Arrivare alle 23 all’aeroporto dell’Havana, popolato da una folla di tassisti che vogliono offrirti di tutto, e renderti conto di non avere nemmeno l’indirizzo della tua casa che avevi scelto con cura….non è stato simpatico! Dopo un momento di scoraggiamento, determinato soprattutto dall’ora che non permetteva la tranquilla ricerca di soluzioni alternative adocchio due ragazzi italiani che invece erano in compagnia del loro tassista che li avrebbe condotti alla loro casa. Qualche telefonata e dopo cinque minuti siamo con loro in taxi: la loro proprietaria di casa ci troverà una sistemazione. Ed eccoci qua a Cuba, non abbiamo perso tempo ad entrare nelle dinamiche roccambolesche di questo paese, accompagnati però da quella bella sensazione che in paesi come questo, con qualche telefonata, qualche chiacchierata e qualche soldino in più tutto si risolve! Made in Cuba… Ed eccoci qua a mezzanotte varchiamo l entrata della casa della signora Maria Vittoria Gonzalez che ci accoglie in vestaglia e retina sui capelli…non sappiamo in che quartiere siamo, io ho pure qualche dubbio di essere all’Havana, ma l’importante è trovare una sistemazione per la notte poi ci penseremo. La luce del mattino ci coglie già svegli ed impazienti di capire dove siamo, cosa fare, girovaghiamo per la casa ed in cucina ci attende la signora Maria Vittoria, con una nuova vestaglia ma fortunatamente senza la retina nei capelli….adesso sappiamo di essere alla periferia del quartiere di Vedado (ovviamente la casa che avevamo scelto era nel quartiere vecchio)…colazione e qualche informazione….e via…l Havana ci aspetta! Non dimenticherò i primi 100metri in cui l’immagine delle macchine anni 50 che sfrecciavano da ogni parte, i colori pastello di alcune belle case in stile coloniale, il verde acceso della vegetazione e soprattutto la musica che già a quell’ora accompagnava il nostro passeggiare, hanno avvolto il mio umore di un’ondata di felicità! Fermiamo un taxi comune anni 50 che per 1CUC ci porta nel quartiere vecchio…esperienza fantastica, io e Filippo non parliamo, ci guardiamo e sorridiamo e ci godiamo lo spettacolo degli altri ospiti cubani del taxi che salgono e scendono ognuno con la loro storia…quella prima mezz’ora ci ha già catapultato in una dimensione che difficilmente dimenticherò…

Con l’immancabile Lonely Planet iniziamo a perderci tra le vie dell’Havana: è una città davvero bella con un importante patrimonio architettonico… tra un mojito e un daiquiri, un passo di rumba e uno di salsa… bellissimi locali per mangiare fresche aragoste o gamberi….trascorriamo una giornata fantastica accompagnati da una temperatura gradevolmente estiva (è bello pensare che in Italia è inverno!)…

Il giorno dopo svegliati di nuovo da qualche gallo e da qualche raggio di sole, dopo aver scambiato i soldi all’Hotel National, che poi scopriamo essere una tappa davvero immancabile da cui godersi il meraviglioso Malecon, ci dirigiamo a Playa de Este con un simpatico bus pubblico (anche se scopriamo al ritorno che ci sono numerosi taxi collettivi che per 1-2 CUC ti portano alla playa). Playa de Este è una lunga spiaggia, a pochi kilometri dalla città, ma di per se il nome non corrisponde ad una località precisa, pertanto bisogna scegliere dove fermarsi. Guanabo? Playa Santa Maria? Insieme a due peruviane in bus si apre un vero dibattito tra le persone del posto su cosa è meglio consigliarci…all’unanimità tutti consigliano Guanabo e così sia… La spiaggia non è molto estesa in questo tratto di mare e sinceramente forse sono meglio altre località, ma il primo bagno nel mar dei Caraibi non manca e la fantastica aragosta mangiata in uno dei ristorantini lungo la strada ha decisamente conquistato la scelta! Facciamo anche un salto a Playa Santa Maria, molto più grande e a mio avviso più bella, purtroppo noi arriviamo alle 15 e a Cuba il sole tramonta presto perciò una giornata al mare regala i colori migliori la mattina…la sera di ritorno all’Havana ci prendiamo un daiquiri e poi ceniamo in un ristorante carino in Callejon del Chorro. Anche di notte, quando si libera dalle flotte di turisti e i bei palazzi sono illuminati da una luce calda soffusa, la musica dei locali tiene compagnia nel solitario passeggiare e l’immagine è catturata dai taxi che sfrecciato nella loro atmosfera anni 50 l’Havana si mostra in tutta la sua magia…e ne ha davvero molta!

La mattina del 2 dicembre inizia il nostro tour: prima tappa la bellissima Vinales. Fortunatamente gli ultimi giorni prima della partenza avevamo acquistato i biglietti del bus Viazul (prima tratta Havana-Vinales, seconda tratta Vinales-Trinidad), cosa che consigliamo a tutti di fare perché solitamente la corsa è unica e sulle tratte ambite i biglietti potrebbero terminare presto. Per la nostra esperienza consigliamo gli spostamenti in Viazul, abbiamo fatto degli ottimi viaggi, senza intoppi ed è una bella occasione per conoscere altri viaggiatori e scambiare informazioni e impressioni…

Dopo cinque ore si apre ai nostri occhi il meraviglioso scenario della Valle di Pinar del Rio, le grandi piantagioni di tabacco, la terra rosso fuoco, il verde della vegetazione, i mogotes ovvero quelle simpatiche montagne a forma di panettone, sullo sfondo un piccolo paese con le sue casette color pastello con portici arredati da sedie a dondolo in legno, solitamente in tinta con il colore dell’abitazione: welcome to Vinales! All’arrivo dell’autobus ti attende la colorata folla dei proprietari delle case particular con i loro biglietti su cui scritto il nome dell’ospite: questa volta intravedo il nome “Filippo e Serena”….purtroppo però questa casa ci era stata prenotata dalla signora Maria Vittoria Gonzales e seppur pulita e dotata di tutto, mancava decisamente di fascino, un po’ come quella dell’Havana! Infatti è chiaro che se prendi un network di case che prenotano tra le loro conoscenze ti attesti sempre su un livello molto simile…la casa all’Havana che ci era accorsa in soccorso nella brutta sventura iniziale non era il massimo come arredo e spazi comuni. Pertanto ringraziamo la proprietaria della casa e ci mettiamo alla ricerca di una sistemazione più carina: l’imbarazzo della scelta perché tutte le abitazioni a Vinales sono case particular quindi non ci resta che farci catturare dalla migliore. Qualche passo e ci innamoriamo di Villa Nereyda, una deliziosa casetta rosa confetto con una grande camera in cui tutte le tappezzerie, i decori alla pareti, l’arredo bagno è rosa…insomma in confronto la casa di Barbie potrebbe sembrare una brutta copia! Divertiti e soprattutto catturati dalla gentilezza della signora Nereyda prenotiamo quella deliziosa camera…l’ultimo giorno da quella casa non volevamo più andarcene e le aragoste e i gamberi che ci ha preparato per le cena saranno difficili da dimenticare! Vinales è così…ti cattura con tutta la sua semplicità, ti regala i suoi colori, ti allontana dal resto del mondo, e ti avvolge in un’atmosfera da cui non vorresti più andare via! E’ stato bellissimo passeggiare senza meta tra le piantagioni, ballare per strada, accettare passaggi da carretti trainati da cavalli, bere un mojito preparato da una simpatica cubana che ti apre le porte della sua casa, chiacchierare la sera fumando un sigaro nel bel portico di casa e cavalcare per ore tra le piantagioni di tabacco…quei due giorni trascorsi a Vinales colpiscono, si imprimono nella memoria e si ricordano con tanta malinconia e voglia di tornare (…e forse di restare?)

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