"El mundo es chiquito": a spasso per Cuba

Dalla caotica L’Avana alle campagne di Vinales, dai pesci di Playa Giron alle cascate del Nicho, dalla musica di Trinidad al relax di Cayo Coco. Un viaggio stupendo in un paese meraviglioso circondato da persone che ti lasciano qualcosa dentro

  • di Giuseppe Tommy Carbone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Senza accorgercene sono volate 5 ore: risaliamo sul bus turistico che ci riporta percorrendo il Malecon all'hotel Riviera e dunque a due passi da casa dove Milo ci aspetta per cena.

Teoria: uscire per le 9.30 per un daiquiri al Floridita e un giro sul Malecon

Pratica: alle 10.30 siamo ancora a chiacchierare con Milagros che non sembra volerci far andar via e arriviamo alle 11.30 al Floridita in chiusura.

Ripieghiamo sul Malecon dove ci sediamo a bere una birra, in tempo zero un ragazzo cubano attacca bottone raccontandoci di Cuba e dei cubani, dei loro e dei suoi problemi e lo prendiamo in simpatia...tanto che alla fine gli regaliamo un CUC per la compagnia: errore, subito ne chiede 4 per la razione di latte per la bambina, non glieli diamo e amareggiati per la finta compagnia torniamo verso casa.

07/08 A zonzo per L’Avana

Oggi non abbiamo nessun programma quindi ci svegliamo abbastanza con calma, solita colazione salta-pranzo di Milo e ci dirigiamo in taxi verso la Rocca che affaccia sull'Avana, da qui la vista della città è bellissima. Proseguiamo con una visita guidata con cui Beatriz ci intrattiene illustrandoci la fortezza e spiegandoci le dinamiche della conquista dell'Havana da parte degli inglesi: ci hanno messo 10 minuti.

Usciti dalla Rocca scopriamo che gli unici taxi per tornare giù sono quelli che aspettano le persone che si sono fatte portare, e noi il nostro lo abbiamo lasciato andare...bene, ci tocca aspettare sotto un sole cocente per una mezz'oretta fino a quando il "procacciatore di taxi" (lavoro comune a Cuba) dopo aver fatto per una decina di minuti gesti a vuoto sbracciandosi verso taxi che non c'erano, riesce finalmente a trovarci un taxi (6CUC data la sua commissione) per la Bodeguita de Medio, locale simbolo del mojito cubano, molto suggestivo e con un clima di allegria esagerato. Qui ci concediamo una pausa dalla calura cubana godendoci un ottimo mojito e della buona musica.

Dopo questa sosta è tempo di ricominciare a camminare, questa volta senza meta, giungiamo alla parte sud dell'Avana Vieja dove di turistico non c'è più nulla, nemmeno i turisti, infatti siamo gli unici però la camminata è servita a vedere qualche scorcio di vita cubana, dove e come vivono le persone, bambini che giocano a pallone in strada, case aperte con gente intenta a cucinare o a chiacchiere seduta sui marciapiedi, tutto molto particolare.

Attraverso “L’Avana dei cubani” giungiamo all'Avana Centro, il vecchio quartiere italiano, dunque El Barrio Chino che colpisce soprattutto per il fatto che di cinese non ha assolutamente nulla e Jose un ragazzo cubano che ci ferma per la strada riconoscendo il nostro "stile italiano" ci spiega che con la rivoluzione i cinesi, gli italiani e gli stranieri in genere che occupavano i quartieri dell'Avana Centro se ne sono andati, stranamente dopo la chiacchierata Jose fa un sorriso, ci augura buone vacanze e va via, senza chiedere soldi, sorprendente.

La sera dopo cena andiamo sul Malecon, oggi a Cuba si celebra il carnevale, e quello che credevamo fosse un evento perlopiù turistico si rivela tutt'altro, gli stranieri si contano sulla punta delle dita. Purtroppo non abbiamo i biglietti per assistere alla sfilata dei carri dagli spalti ma i bagarini esistono anche qui e con 4CUC riusciamo ad avere i biglietti per entrare, o meglio, diamo 20CUC al bagarino all'interno che non ci dà né i biglietti né il resto, si fa seguire fino all'entrata (restando dentro) dove passiamo 30 minuti stretti nella calca della gente che, biglietto alla mano, cerca di entrare: gli spalti sono poco affollati ma niente da fare, per motivi a noi sconosciuti non si entra, i vicini urlano spingono, si arrabbiano e inveiscono contro la polizia mentre noi siamo fermi con lo sguardo fisso al bagarino con i nostri soldi.

Alla fine decidiamo che di entrare, a differenza dei cubani, non ce ne frega molto, quindi facciamo cenno al bagarino che inaspettatamente ci ridà indietro i soldi. Pochi metri più in là si entra tranquillamente nella zona dove i carri si preparano alla sfilata e dove la musica e i balli non mancano. Proseguiamo poi in una zona adibita a discoteca, qui soprattutto siamo gli unici non cubani e rimaniamo affascinati dal l'abilità a ballare di ciascuno di loro: bambini inclusi. Oggi è festa grande

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Commenti
  1. Giuseppe Tommy Carbone
    , 17/2/2016 15:17
    Ciao! scusa se rispondo solo ora. Avevo organizzato sia il soggiorno che il transfer direttamente all'hotel Cohiba all'Avana dove c'era lo stand di un'agenzia turistica, il nome però mi sfugge...da quello che mi ricordo parte tutti i giorni alle 13
  2. adessobbasta
    , 15/2/2016 12:59
    Ciao,
    bellissimo diario e anche noi stiamo organizzando un viagigo simile.
    Posso chiedervi cortesemente delle informazioni sul transfer da Cayo Coco a la Havana?
    Come si chiama la ditta? L'avete prenotato dall'Italia? Ha anche altri orari o parte solamente alle "13:00"?

    Grazie Mille

    Dan
  3. Giuseppe Tommy Carbone
    , 7/12/2015 11:28
    Ecco il video di quanto raccontato nel diario:

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