Cuba e la rivoluzione: un viaggio sulle orme di Che Guevara

Un viaggio nell'anima rivoluzionaria di Cuba seguendo la cronologia delle battaglie descritte nei diari di Che Guevara

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  • di chiaraveroli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Da quando il mondo intero ha avuto la notizia che Fidel Castro, Lider Maximo dell’isola e’ stato colpito da una grave malattia nel 2006 ed ha rinunciato a governare nel 2008, lasciando i poteri in mano al fratello Raul, la mia voglia di andare a Cuba e’ cresciuta costantemente. Non tanto per le spiaggie indubbiamente meravigliose, anzi paradisiache, come quelle di Cayo Guillermo e Cayo Coco, ma soprattutto per andare a vedere l’ultimo baluardo del socialismo, l’isola che cosi’ piccola per anni ha tenuto testa all’impero piu’ grande del mondo. Volevo andare a vedere come era stata organizzata la rivoluzione e che cosa era successo dopo il suo trionfo, per farlo ho deciso di portare con me, oltre al mio prezioso rivoluzionario compagno, il libro scritto da Che Guevara “la Guerra rivoluzionaria a Cuba” e seguire le tappe che egli descrive.

Quello che segue è il riassunto dei miei 28 giorni a Cuba.

Dopo essere arrivata a l’Havana in piena notte ed essermi fermata un paio di giorni per riprendermi dal fuso orario ed iniziare ad assaporare l’atmosfera del paese, mi e’ sembrato conveniente dirigersi verso le incredibili piantagioni di tobacco a Vinales, prima di scendere verso sud, vera destinazione del mio viaggio sulle tracce della rivoluzione.

Scendendo con I mezzi Viazul, autobus turistici perfetti per chi viaggia autonomamente e ben organizzati per raggiungere ogni destinazione principale, ho fatto una tappa obbligata a Trinidad: sicuramente la citta’ meglio conservata di Cuba, impressionante per I suoi palazzi coloniali splendidamente restaurati, le stradine a ciottoli, la vista mozzafiato dalla torre del Museo Historico Municipal che da la consapevolezza della posizione geografica di Trinidad, sospesa tra montagne e mare.

Da Trinidad ci siamo spostati verso sud e dopo una giornata di viaggio tra camiones e autobus turistici (con tappa a Sancti Spiritus) siamo arrivati a Bayamo.

Bayamo la fiera, Bayamo la patriottica, Bayamo la storica. La città non ha molto da offrire al visitatore dal punto di vista architettonico: è la tipica cittadina cubana che si trova fuori dai circuiti turistici; con tanta gente in strada attenta a vendere tutto ciò che può ed alcuni palazzi un tempo sontuosi lasciati marcire. Essa è però a mio avviso una tappa fondamentale per chi segue l’itinerario rivoluzionario, non solo perchè da qui partì la lotta per l’indipendenza cubana guidata dal poeta Josè Martì, o perchè l’inno nazionale di Cuba ha origine qui (non a caso si chiama la Bayamesa), ma perchè durante la rivoluzione di Castro, il Che e i barbuti, questa città è stata il collegamento principale tra la Sierra Maestra e la pianura e molti abitanti e contadini di Bayamo si sono arruolati tra le file rivoluzionarie.

Bayamo è anche la città più vicina a Santo Domingo, minuscolo splendido villaggio nascosto nella Sierra da dove parte l’escursione a piedi per visitare la Comandancia La Plata, quartier generale dei ribelli durante le fasi cruciali della rivoluzione.

Le escursioni per la Comandancia partono al mattino perciò, se come noi arrivate a metà giornata (da Bayamo con mezzo privato il tragitto dura un paio d’ore) vi consiglio di fare una bella passeggiata lungo il fiume, un bagno nelle sue acque pulite, e soprattutto di parlare con i campesinos che vivono lungo le sue rive i quali molto cordialmente risponderanno a tutte le domande che avrete riguardo alla rivoluzione. Tenete presente che gli anziani qui hanno vissuto gli anni rivoluzionari aiutando i guerriglieri nel rifornimento di cibo e acqua e sono molto fieri di averlo fatto e di raccontarvelo

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Commenti
  1. Matusca
    , 10/4/2013 23:23
    E la casa di frank País a Santiago. Io ebbi la fortuna di fare il viaggio con quella che era allora la segretaria del ministro dell'educazione (1976) e che aveva fatto parte della resistenza a Santiago contro Batista
  2. Matusca
    , 10/4/2013 23:21
    Peró vi siete dimenticati la Granjita Siboney a Santiago, l'ufficio del Che nel castello dell'Avana, la casa dove fu progettato l'assalto al Moncada (l'Avana - Vedado) e Ciudad Libertad sempre all'Avana.
    Bel viaggio.

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