La tragedia della Concordia

Il commento a caldo di Patrizio: com'è possibile?

 

Quello di andare in Crociera è uno dei tanti modo di fare turismo: si abita su un (lussuosissimo) albergo galleggiante, che si sposta (spesso durante la notte) e ti fa trovare ogni giorno una tappa diversa. La Crociera è adatta a chi vuole viaggiare con grande comodità, a chi vuole socializzare, a chi vuole inzeppare la vacanza di tante cose: dalla serata di gala alla Spa, dalla piscina all'escursione culturale, dal Casinò alle mangiate al Ristorante, fino ai Giochi in piscina. Non c'è nulla di male, non c'è nessun motivo – adesso – per condannare o criticare questo tipo di viaggio.

Certo, le grandi navi da crociera – che comunque rappresentano un orgoglio della nostra industria navale perché fino a pochi anni fa erano costruite quasi tutte in Italia – magari sono troppo grosse per navigare dovunque, e certo potrebbero essere più agili, in tutti i sensi. Quando ho dovuto imbarcarmi ai Caraibi su una Crociera della Carnival, non la trovavo: camminavo lungo la strada, fiancheggiata da case alte 3 o 4 piani, che avrebbe dovuto portarmi al Porto, ma vedevo che la strada in fondo era sbarrata da un condominio moderno alto come un palazzo, e pensavo di avere sbagliato direzione. Invece il palazzo era appunto la nave...

Comunque, di fronte alla tragedia che è successa, in quanto velistapercaso, cioè persona che non può dirsi certo un navigatore ma insomma qualche migliaio di miglia in mare le ha fatte, è di assoluta incredulità. L'equipaggio di una nave da crociera è composto da decine di persone competenti: possibile che nessuno si sia accorto della manovra demente? La plancia di una nave come la Concordia sembra la centrale operativa di una centrale nucleare, zeppa di sistemi di allarme e di rilevazione della rotta e del fondale (che ci sono anche su una barchetta come Adriatica!): sono ormai sofisticatissimi, con allarmi e collegamenti alle mappe elettroniche satellitari. Possibile che nessun allarme abbia suonato? Le acque davanti al porto del Giglio le conoscono a memoria anche i pescasportivi della domenica, possibile che nessuno (da terra e da bordo) abbia capito il pericolo? Le procedure di abbandono della nave – soprattutto in un “paese” galleggiante di 4.000 “abitanti” - sono rigorosissime e precise: possibile che l'allarme sia stato dato dopo un'ora, e dopo che qualcuno avrà pur constatato che sotto la linea di galleggiamento c'era una falla lunga 70 metri? Possibile che la chiusura automatica delle paratie e dei compartimenti stagni preveda anche la possibilità di bloccare delle cabine in cui ci può essere ancora della gente? Possibile che – se è vero quello che dicono – solo il personale navigante e marinaresco fosse addestrato all'emergenza, e invece i dipendenti “alberghieri” non ne sapessero nulla? Possibile che un Capitano abbia abbandonato la nave prima di averla evacuata completamente, venendo meno ad una regola che vale anche per un qualunque Fantozzi che noleggia un pedalò e ci carica sopra la famiglia?

Nessuna di queste ipotesi, ve lo confesso, a me sembra possibile. In questo contesto mi suona quasi ragionevole l'ipotesi demente fatta da un videogiornalista straniero: tutto è accaduto perché al varo della Concordia non si è rotta la bottiglia di champagne... E allora? Allora, ancora non so che dire. Sono frastornato e addolorato. Ripeto: non sono un grande marinaio, ma mentre facevo i miei – rari – turni notturni su Adriatica, ho pensato spesso al pericolo di cadere in acqua e di morire in mare. Ed è la cosa più orribile che possa capitare Patrizio

Per approfondire:

- Il comunicato stampa ufficiale di Costa Crociere -

- La lettera aperta di Legambiente

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Commenti
  1. Sergio Calzari
    , 21/1/2012 16:50
    concordo pienamente....(vedi sotto...)
  2. sybilla
    , 21/1/2012 09:28
    Caro Patrizio, concordo con te che fare una crociera su queste navi non c'e niente di male. Anche se non e' il mio viaggio tipo, l'ho fatto alcune volte piacevolmente, proprio con Costa.
    Non sono d'accordo con il resto delle tue considerazioni. L'incredulità e il dolore che un evento del genere naturalmente porta in ognuno di noi, anche se non coinvolto personalmente, non ci deve portare a libero sfogo 'di pancia', sulla scia delle personali fobie, e alla soppressione del pensiero razionale.
    Io non so come e perché e' accaduto, ma non spetta a noi oggi stabilirlo, visto che non possediamo gli elementi: razionalmente dovremo sospendere il giudizio e attendere che le autorità stabiliscano cosa e' accaduto veramente. A me non interessa salvare il comandante, che sicuro ha delle resposabilita', pero' solo la ricerca della verità può portare le informazioni utili atte a prevenire eventi simili. 'Impiccare' il comandante e con lui tutto l'equipaggio e magari anche l'azienda non serve per trarre insegnamento dall'esperienza, che ora e' l'unica cosa utile da fare.
    Non facciamo a gara con i giornalisti in questa operazione di sciacallaggio su vasta scala, dove si leggono le peggiori balle (tipo che non ci sono i giubbetti di salvataggio....ma dov'erano questi al momento di fare l'esercitazione di emergenza, che si fa nelle prime ore di crociera, e serve proprio per sapere che il giuppetto c'e l'hanno tutti in cabina e dove occorre andare dopo averlo indossato? Che il personale non sa dare indicazioni perché non sa l'italiano, quando tutte le informazioni sono date in 5 lingue e gli italiani spesso non sono nemmeno la meta' dei passeggeri?). Chi ha una fatto una crociera, anche senza essere del mestiere vede con i propri occhi che tutto l'equipaggio e' coinvolto nella gestione dell'emergenza, che quando la nave e' in porto e i passeggeri a terra, il personale fa le esercitazioni, compreso calare e manovrare le scialuppe.
    Basta guardare l'evidenza dei fatti: più di 4000 persone sono scese in poche ore: si sono salvati da soli? O li ha salvati l'equipaggio? E' chiarissimo che, anche se con ritardo, probabilmente dovuto al comandante, le procedure di emergenza hanno funzionato. 
    Non viene in mente che l'equipaggio non e' una risorsa strumentale da criticare a tutto spiano, ma in quanto umano e' esso stesso una vittima del naufragio, e con le nostre critiche da profani colpiamo uomini e donne che nonostante tutto hanno operato egregiamente? Che l'azienda Costa non e' un colosso finanziario da spolpare a botte di class action, ma e' composta da migliaia di persone che hanno la loro vita in questa azienda: per noi e' solo turismo, per loro e' la vita. Non e' facile passare 9 o 10 mesi l'anno lontano da casa, guardando i figli crescere attraverso internet. Molti di loro lo fanno. Salviamo la dimensione umana, non solo quella dei passeggeri che hanno pagato il biglietto e il 'diritto di divertirsi'.
    Cerchiamo di valutare anche il punto di vista del 'presunto' torto, invece di parlare sempre dalla comoda parte della ragione. Potremmo avere delle sorprese.
  3. Annafrancesca Caruana
    , 20/1/2012 19:18
    E stata veramente una tragedia anche per noi isolani , il tutto è surreale a cominciare dal comportamento del comandante che è stato ripescato su uno scoglio subito dopo, quando invece i ragazzi del giglio aiutavano i suoi ospiti a scendere dalla SUA nave .Penso sia la vergogna di tutti i comandanti ma anche per il genere umano
  4. Marina Salvadore
    , 20/1/2012 17:47
    IL POMO DELLA " CONCORDIA "
    Post n°1750 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da http://blog.libero.it/lavocedimegaride

    di Marina (nomen omen) SALVADORE

    La saggezza popolare commenterebbe il vergognoso rimpallarsi di notizie, bufale ed illazioni sulla saga del naufragio del Concordia col sintetico motto " A pròra combattevano e a poppa nun 'o sapevano!". Il ghiotto reality-show, senza rispetto alcuno per le vite straziate e per il dolore dei congiunti dei dispersi - che ad oggi non ha meritato neppure l'esternazione del cordoglio solidale del nostro iperloquace presidente della Repubblica o del laconico Uno e Trino Mario Monti - è sostenuto dall'iperattività di ignorantissimi "giornalai" forcaioli che di un'imbarcazione non distinguono neppure una prua da una poppa (come nel caso eclatante dell'anchor woman nella diretta sottordo di " Chi L'ha Visto? " ) e straparlano, beceri e pettegoli come comari, invadendo come un'orda famelica lo scoglio del Giglio e DISTURBANDO le complesse operazioni di ricerca degli addetti che stanno pericolosamente rischiando la vita. Nostalgici dei bei tempi allegri dell'antiberlusconismo, gli straccivendoli maghi dell'informazione sono riusciti a tingere di rosa-escort - dove nel lessico volgare e pseudocomico "poppa" è solo il doppiosenso di "tetta" - il nero dell'immane tragedia; tragedia intollerabile di questi già tristissimi tempi della nuova e peggiore repubblica degli ultimi decenni.... ma, tant'è, c'è sempre un' "Elena di Troia" di troppo, ecchecacchio! Soltanto pochi giorni fa si inneggiava ai disgraziati marittimi lasciati vergognosamente per circa un anno nelle mani dei pirati, eroi sopravvissuti con tenacia alle privazioni di ogni genere, per sostituirli subito - nell'immaginario collettivo PERCHE' GLI EROI COME I SANTI SONO NOIOSI E NON FANNO VENDERE I GIORNALI - con il più avvincente e morboso eroe del male, il comandante Francesco Schettino, presunto innocente fino a prova contraria! Eppure, quelli e questo, provengono dagli stessi lidi, dalla stessa antichissima genìa di gloriosa formazione marinara e marittima del Mezzogiorno preesistente di circa 800 anni all'Unità d'Italia... per non parlare - andando ancor più a ritroso, oltre i romani di Baia ed i greci di Pithecusa - della civiltà "carpentiera" e commerciale risalente all'età del bronzo ed individuabile nel sito preistorico di Nola,di questi giorni CHIUSO e prossimo alla vergognosa risepoltura, per mancanza di fondi. Come, poi, non fare riferimento - soprattutto rammentandolo agli invidiosi massoni inglesi cui molte volte contendemmo in Europa il primato marittimo e marinaro - al mito fondante la città di Napoli, la sirena Partenope, addirittura pre-greca risalente al piccolo popolo dei Teleboi, su un'isoletta di fronte alla Grecia? NAPOLI! Unica città fondata su un mito femminile e acquatico, contrariamente all'orda di eroi rapaci e guerrieri cui nell'antichità si dedicavano siti e città sotto ogni coordinata celeste! Tornando al presente ed al dramma del "Giglio" (nomen omen che è l'antico simbolo regale anche di noi meridionali brutalmente continentalizzati per voracità degli invasori risorgimentisti) e per pudore desistendo dalle lacrime improsciugabili versate per l'ignobile fine dei gloriosi e storici cantieri navali di Castellammare, a noi GENTE DI MARE, tirati sù dai nostri padri a botte di "Sidol", sin da bambini, a lucidare maniglie ed altri ottoni delle nostre abitazioni di edilizia popolare, per abituarci a sudare da mozzi, prima di arrivare al disciplinato governo delle nostre vite adulte in balìa delle onde... e, spesso... delle ingiuriose "onte" anomale dei gorghi di abusati luoghi comuni,... l'ONORE nella spoliazione di ogni tradizione e vanto è l'unico bene residuo cui restiamo aggrappati come ad una zattera, lasciandoci trasportare fin dove il destino filato dall'invidia degli Dei vorrà spiaggiarci; laddove, riprenderemo daccapo - anche su esili legni improvvisati - le vie del Mare Nostrum, punteggiati di porti e marine tuttora non compresi nella Black List dei luoghi interdetti alla navigazione dei mezzi a propulsione nucleare (vedi, NAPOLI), soprattutto della VI Flotta Americana, la cui più immensa portaerei nel Mediterraneo è l'ITALIA STESSA, tutta geograficamente espressa! Oooh, certo, nel caso di specie del Concordia, il comandante Schettino dovrà chiarire processualmente le sue distrazioni e inadempienze ma - "così è se vi pare" - speriamo non debba farlo esclusivamente a quella Magistratura Ordinaria, incompetente tematicamente e che spesso ha distrutto vite umane, senza mai incorrere in sospensioni, punizioni e risarcimenti - anzi, progredendo in carriera - per aver sentenziato contro dichiarati e non più presunti innocenti. Piuttosto, questa Magistratura con i suoi eroi togati, specialisti delle intercettazioni e dell'uso del Pentitificio di Stato, almeno dai tempi - per restare in ambiente marinaro e globalizzato - del "Britannia" - che è in grado di intercettare anche la sottoscritta al telefono col proprio salumaio, interpretando in codice la nota della spesa - ci dica come mai, al di là dell'ineffabile convulsa registrazione telefonica, in diretta differita per il mondo fino alla noia ed allo sputtanamento italiota, NON RIESCE A RECUPERARE CON I SUOI CELEBRATI 007 I CIRCA 40 MINUTI DI "DISPOSITIVI" ED "IMPERATIVI" dell'UNITA' DI CRISI della COSTA CROCIERE - dell'Americano Gruppo CARNIVAL quotato in BORSA - e l'"agognato" (messo alla gogna) comandante, il quale - senz'altro - sarà stato elevato al grado massimo di governo del Concordia per meriti, titoli e curriculum professionale! Vabbe' che questa - come altre di bassa stagione nel Mediterraneo - è per crocieristi sfigati, utili fessi sognatori a mantenere in attivo le casse della Compagnia, per non trasferire a vuoto, con costi inutili, la propria flotta da un emisfero all'altro, laddove la stagione crocieristica VIPs va ad inaugurarsi o laddove riparare le ammiraglie per la revisione... quindi passeggeri del tutto simili agli emigrati ad Ellis Island; quelli della terza classe del Titanic, per intenderci!... Allora, cara Signora Agenzia delle Entrate, sull'onda dei recenti successi delle investigazioni fiscali d'alta stagione a Cortina, perchè non verificare questo balletto di sempre diversi elenchi passeggeri stilati dalla Compagnia, dove - l'abbiamo inteso in tv in un tiggì, salvo solita illazione "giornalaia" - alcuni degli ultimi 5 ,dispersi recuperati cadaveri a poppa non risultavano neppure nell'elenco dei dispersi, fatto e rifatto all'inverosimile, senza rispetto per quegli esseri umani, vivi e morti, che inseguivano un sogno! Così come, in un'intervallarsi concitato di comunicati - salva l'opportunità degli ufficiali di bordo di ospitare qualche parente o amico durante ogni viaggio - la presenza della "bella moldava" a bordo era dapprima ignota, poi misteriosamente appurata quindi miracolosamente apparsa, come la vergine a Fatima, addirittura nello staff dell'altare a Costa Crociere! Perchè non ordinare una verifica fiscale, con sequestro dei libri contabili alla Costa Crociere? SUBITO! Chissà quanti desaparecidos hanno fatto ritorno alle proprie case e... non lo sapremo MAI; chissà che nome hanno - e non lo sapremo mai - alcuni "militi ignoti del sogno" convertiti in "mitili ignoti" sullo scoglio del Concordia: patelle disperse per l'eternità! Queste assurdità di Navi, luciferine Las Vegas galleggianti, del tutto estranee alle nostre gloriose tradizioni nautiche, daquando le rotte transatlantiche sono state sostituite egregiamente dal trasporto aereo... e c'era da reinventarsi - come nella riconversione dell'IRI - nuove opportunità di mercato! Lo dico da "marinara" e da modestissima operatrice del MEF, nonchè da "giornalistina" piccola piccola, differentemente dalla più illustre collega modaiola, la "reduce" eroina Mara Parmegiani, assurta alla notorietà di Grande Firma italiota, in nave per il réportage di un evento "riempitivo" del programma crocieristico dei sognatori sfigati: una sfilatina di moda, ovviamente sponsor pagante alla Costa Crociera. Pare ci fosse anche un concorso per "coiffeurs" in calendario, o robaccia kitsch del genere! La suddetta, sin dai primissimi notiziari Rai si fregiava dell'onore di essere stata la prima a lanciare un'ANSA (il suo insperato "scoop"), lamentando accorata, nelle diverse tivvù ov'era PROTAGONISTA, la disperazione dell'aver dovuto rinunciare al SUO LAVORO ovvero il commento ciancioso ad una sfilata di capi "storici di una casa di moda, colato dispettosamente a picco - il SUO LAVORO, badate bene! - con quelle povere anime di "sognatori"! Che squallore, collega: da sottufficiale dell'O.d.G., me lo consenta... posso capire il panico... ma non la paranoia e, spiace dirlo, ma in senso umano lei sarebbe legittimamente passibile della gogna riservata al solo Schettino che, per inciso... ancora non si sa... come abbia fatto a rotolare sul tetto della lancia con il secondo ed il terzo ufficiale, a meno che non saltino fuori le famose intercettazioni di quei 40 minuti utili a trarre in salvo "capra e cavoli" e magari ritrovarci gli estremi di un "ricatto" del padrone-finanziero al suo servo, chissà? A pensar male - diceva Andreotti - si fa peccato ma ci s'azzecca sempre! Pensare non è ancora considerato un reato, almeno spero; tuttavia questo "tira e molla" - da giorni e giorni di generoso mare piatto - una volta disturbata anche un'azienda olandese, con argani e gru, per recuperare le tonnellate di combustibile a bordo, in assenza totale di misure di messa in sicurezza o ancoraggio del mastodonte a terra, la primissima cosa da fare! - ci induce a pensare molto male. Qualcuno sta ancora facendosi quattro conti circa la convenienza dell'inabissamento o meno del colosso, con tutte le sue verità debolmente occultate? Cermis docet... ma fate in modo, umani conterranei, che la piccola naufraga Dyana non sia il clone della piccola Angelita di Anzio; la mamma rivuole SUA FIGLIA e NON UNA CANZONETTA ANGLOMERICANA DA LEGGENDA... e l'acqua vivifica del mare sia benedetta, sempre; non inquinata dall'acido cloridrico delle "ragion di Stato" e della.... BORSA! CONCORDIAmo?
  5. Sergio Calzari
    , 20/1/2012 17:34
    Caro Patrizio, ho lavorato per due anni sulle navi da crociera di Carnival...praticamente le stesse navi di Costa.

    Ti garantisco che non solo il "personale marinaresco" è addestrato ad affrontare le emergenze...anzi...nel caso della Concordia il personale profano alla navigazione (cuochi, camerieri, personale delle pulizie) è stato molto più efficiente dei " vecchi lupi di mare" (che se la sono data a gambe...)...

    Chi era a far entrare i passeggeri nelle scialuppe? Chi aiutava anziani o disabili ad indossare correttamente il giubbotto salvagente? Chi indicava le vie di fuga agli ospiti della nave? Anche la guida delle scialuppe era affidata a personale "profano" opportunamente addestrato (a bordo veniva fatto un corso di circa 20 giorni che abilitava alla guida delle scialuppe ed al salvataggio in mare).

    I tre mila passeggeri non possono essersi salvati da soli in un ambiente così "labirintico" e contorto come quello di una nave lunga più di trecento metri.

    Nei miei due anni di navigazione le esercitazioni erano estenuanti; la gestione dell'emergenza doveva essere trattata come una routine!

    In un imbarco abbiamo avuto un incendio a bordo... Dato l'allarme tutti sapevano esattamente cosa fare, dove andare e come comportarsi...e quando dico tutti intendo dalla ragazza filippina addetta alle pulizie al comandante della nave, a noi personale addetto all'assistenza medica...La gestione dell'incendio ha coinvolto circa 100 persone dell'equipaggio ed è stato domato in circa un'ora di lavoro...

    Le norme e le regole a bordo di una nave sono rigidissime...alla pari delle navi militari.

    L'incidente è stata una stupida ragazzata del comandante che con le consuetidini di inchini e riverenze ha fatto affondare una nave ed ha causato la morte di molte persone...Una ragazzata finita male a cui, è evidente, si è aggiunta la codardia....
  6. utopia
    , 20/1/2012 16:58
    Tutte le volte che salgo su un treno,un pulman o incrocio un veicolo mi chiedo :chissà com'è l'autista,sarà una persona a posto che non fà colpi di testa?.Nelle crocere fatte non me lo sono mai chiesto,anche perchè per 30 anni ho lavorato a bordo delle navi(camallo) apprezzando i vari comandanti conoscendone la serietà e la capacità del mestiere.E ora?ci rifletto e mi dico :continuo ad andare con fiducia in crociera , come vado sul treno ,il bus o incrocio un' altro veicolo. Forse le navi sono troppo grandi ma l'uomo è sempre più piccolo nella sua grande vanità.
  7. genny78
    , 20/1/2012 13:19
    parole sante Patrizio!

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