Weekend in Croazia

Viaggio mordi e fuggi tra Rovigno, le sue isole e Premantura

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  • di pannapanni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Per scampare all’afa e alle città deserte dei weekend di agosto ce ne siamo andati per un paio di giorni a Rovigno, una città della Croazia che dista solo 3 ore di auto da Venezia. Rovinj è una cittadina di dimensioni incredibilmente ridotte, è come una perla dentro la sua conchiglia, una noce dentro al suo guscio.

La città vecchia sorge su una piccola collina, un lembo di terra che con tutte le sue forze sembra protendere verso il mare. Le labirintiche viuzze e le casupole sono tutte ammassate attorno al campanile della Chiesa di Sant’Eufemia, che si erge come a dire eccomi, sono qui. Ai piedi della chiesa si trovano un paio di spiaggette di scogli e mare blu. La sensazione di essere al mare, ma allo stesso tempo di essere nel pieno centro cittadino è molto strana e divertente. Trovate il vostro scoglio preferito, godetevi un bagno in un’acqua limpida e profonda e aspettate qui l’ora del tramonto; il sole cade nell’orizzonte proprio davanti a voi. La città vecchia è piena di localini e ristoranti molto curati, ma molto turistici. Non è semplice trovare un posto in cui mangiare bene senza spendere troppo e senza cadere in piattazzi turistici, tuttavia poiché la panza è una delle nostre bussole in viaggio, ce l’abbiamo fatta. Se non avete troppe pretese e se non cercate una location a cui Borghese darebbe un 5 potete andare da Torkolo. Non fatevi impressionare dal menù esposto con fogli plastificati all’esterno del locale, non siamo a Porto Cervo e magari così vi sarà anche più semplice capire cosa state ordinando alla cameriera croata. Se avete superato indenni questi primi scogli che spesso fermano i critici culinari da TripAdvisor potete godervi una buonissima grigliata di orata e calamari accompagnata dal contorno tipico di queste zone, le patate con la bieta, il tutto abbeverandovi con una birra, che qui costa meno dell’acqua. Per bere qualcosa dopo cena andiamo al "Al Limbo", posto che conosciamo grazie ai consigli di un amico. La proprietaria è di una scortesia unica, ma la cosa sembra essere abbastanza diffusa quindi non ci facciamo più di tanto caso. Quello che conta è che il suo bar è meraviglioso. A renderlo particolare è lo spazio esterno; tavolini, cuscini e piante verdeggianti sono disposti lungo una scalinata di pietra vecchia com’è vecchia Rovigno. Lo spazio è appartato, qui non passa quasi nessuno perché questa strada non porta da nessuna parte, solo ad una corte con qualche casa intorno. Il relax è totale. Passeggiando verso casa notiamo che la pavimentazione di tutta la città vecchia è scivolosa come una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Sarà la famosa pietra d’Istria? Non lo sappiamo, ma ci teniamo stretti forte e penso che ad uno sguardo esterno l’impressione sia quella di due idioti. Procediamo a tentoni fino a casa ponendoci una domanda; ma quando piove? Mistero.

Per il nostro secondo giorno qui scegliamo di aggiungere qualche km e raggiungere Premantura, la punta che più punta non si può dell’Istria. Premantura è una piccola (leggi campanile e quattro case intorno) cittadina oltre la quale comincia il Kamenjak National Park. Si può accedere a piedi, in bici o con dei mezzi a motore (si anche l’auto) e a seconda di come state entrando c’è un piccolo biglietto da pagare

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