Pura vida, Costa Rica!

Lunedì 5 agosto 2002. Ore 18.30. Arriviamo all'aeroporto di San Jose dopo le 14 ore del volo Milano-Madrid-Miami-San Jose dell'Iberia. Il primo impatto è caldo e umido; ma anche cortesia e disponibilità da parte delle persone che incontriamo. Passiamo le ...

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  • di Francesca Camerano
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia

Lunedì 5 agosto 2002. Ore 18.30. Arriviamo all'aeroporto di San Jose dopo le 14 ore del volo Milano-Madrid-Miami-San Jose dell'Iberia.

Il primo impatto è caldo e umido; ma anche cortesia e disponibilità da parte delle persone che incontriamo.

Passiamo le prime due notti al Finca Rosa Blanca, un delizioso albergo familiare ed accogliente immerso nelle piantagioni di caffè delle alture che circondano Heredia. Con le sue rilassanti passeggiate a cavallo, in bagni in jacuzzi e le cene a lume di candela è l'ideale per smaltire il viaggio di andata e prepararsi ad esplorare il Costa Rica.

Mercoledì 7 agosto partiamo per il Tortugero.

Un piccolo bus ci preleva dall'albergo alle 7.30 e iniziamo ad inerpicarci su tortuose stradine di montagna che si fanno largo nella foresta nubosa della Cordillera Central. Siamo costretti a percorrere questa via perchè la strada principale, la numero 32, è interrotta a causa delle piogge; l'inconveniente però ci da la possibilità di entrare nel Costa Rica più vero e selvaggio, meno battuto dai turisti.

Superata la Cordillera, giungiamo ad una pianura collinosa ricca di coltivazioni di banane, ananas e palmito. Dopo cinque ore dalla nostra partenza arriviamo ad un piccolo villaggio caraibico, Freeman, dove ci imbarchiamo su un veloce motoscafo.

In un'atmosfera degna di Apocalypse Now, ci addentriamo tra i fiumi e i canali paludosi immersi nella giungla; due ore dopo, al calar della sera, arriviamo al Tortuga Lodge, un complesso di costruzioni di legno a ridosso dello sbocco nell'oceano del fiume. Abbiamo ancora il tempo per una umidissima e fangosissima camminata nel cuore della foresta, dove scorgiamo le minuscole rane poison arrow, dal colore rosso fuoco.

Il giorno successivo è tempo di escursioni in barca, con avvistamenti di vari tipi di uccelli, tra cui cormorani e tucani, scimmie (howler e spider), iguane, caimani e la curiosa lucertola di Gesù Cristo, che al nostro passaggio fugge correndo sull'acqua.

A fine giornata, dopo una poco fortunata uscita di pesca, siamo pronti per il turtle walk. Alla fioca luce rossastra di una torcia elettrica e dopo una faticosa e rapida marcia sulla spiaggia sabbiosa, la nostra guida silenziosa e misteriosa ci fa assistere all'indimenticabile scena di una tartaruga verde che depone lentamente le sue uova, prima di ricoprirle di sabbia usando un pò goffamente le sue pinne.

Il 9 agosto torniamo a San Jose con un piccolo aereo a 4 posti.

Nella capitale affittiamo un'auto, un piccolo e robusto fuoristrada Daiatsu: si rivelerà l'auto più adatta alle strade sconnesse, impervie e spesso non asfaltate del Costa Rica. La libertà di movimento che ci dà la macchina in affitto è un gran pregio, ma bisogna fare i conti con strade dissestate e segnaletiche carenti, che dilatano a dismisura i tempi di percorrenza.

Giungiamo a Monteverde nel pomeriggio, dopo aver percorso chilometri e chilometri su una tortuosa e pericolosa stradina sterrata di montagna. Visitiamo rapidamente il villaggio e la sua fabbrica di formaggio gestita dai quaccheri, quindi ci rilassiamo nella jacuzzi del Monteverde Lodge.

A Monteverde visitiamo la foresta della Finca Ecologica sia di notte che di giorno, dove osserviamo l'opossum, l'armadillo, il bradipo, l'agouti, una velenosa vipera verde e grosse e pelose tarantole, oltre che a bellissimi e coloratissimi uccelli. Da National Geographic la scena di una grossa vespa che punge e paralizza una tarantola per poi trascinarla nella sua tana e farla diventare cibo per la sua larva

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