L'estate di Copenhagen

La città danese in estate ci ha preso alla sprovvista. Sole, caldo e tante feste in piazza

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  • di Silvia Avo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Giorno 1 – 23 agosto

Partenza Milano Malpensa h 07.15 – arrivo Copenhagen h 09.20 con Easyjet (volo diretto)

Eccomi a Copenhagen dopo poche ore di volo! All’area arrivi incontro Fabio che è arrivato 1 ora prima dalla Norvegia e insieme seguiamo i cartelli che indicano l’uscita e la metropolitana. Avevo letto prima di partire che la metropolitana dall’aeroporto porta direttamente all’hotel dove abbiamo prenotato 2 notti (Cabinn Metro – https://www.cabinn.com/en/hotel/cabinn-metro-hotel - a 5 minuti a piedi dalla stazione metro Ørestad); purtroppo al momento di comprare i biglietti ci consigliano di prendere il treno che è più veloce e in 3 fermate ci porta a Ørestad. Così facciamo ma scopriamo solo più tardi che allungando di poco tempo il tragitto avremmo potuto prendere la metro fino a Amagerbro e poi prendere un’altra metro direzione Vestamager, risparmiando qualche soldino. In ogni caso scendiamo dal treno e raggiungiamo l’hotel. Non possiamo fare il check in perché siamo arrivati troppo presto, quindi informiamo la reception che arriveremo la sera dopo cena all’hotel e lasciamo gli zaini nel ripostiglio non custodito dell’hotel, portandoci soldi e cellulari appresso.

Ritorniamo alla stazione metro e prendiamo 4 biglietti, andata e ritorno per 2 persone per viaggiare in 3 zone (attenzione: non è semplice comprendere subito il sistema utilizzato per spostarsi in metro; la città è divisa per zone e i prezzi dei biglietti variano a seconda del numero di zone che si vogliono attraversare. Per cui per andare in centro, zona 1, dalla zona 3 dove si trova Ørestad, basta prendere il biglietto per 2 zone; non bisogna prendere quello da 3 zone, che permette di viaggiare per 3 zone appunto! Inoltre non esistono sistemi di obliterazione dei biglietti, appena comprato il biglietto ha una validità di 60 min). Insomma io e Fabio spendiamo il triplo rispetto a quello che dovremmo spendere e buttiamo via i 2 biglietti di “ritorno”.

Prendiamo la metro e scendiamo a Kongens Nytorv, la piazza nuova del re. Purtroppo ci sono lavori in corso e alte barricate in legno bloccano la vista della statua nel mezzo della piazza, in più nessuno spazio erboso. Ci dirigiamo così verso Nyhavn, un canale artificiale costruito in passato per permettere alle imbarcazioni mercantili di avvicinarsi col carico il più possibile al centro città. ora Nyhavn è invece pullulato di traghetti che portano i turisti a visitare i canali della città. Il sole splende nel cielo senza una nuvola e siccome è agosto, la temperatura è sui 23/25 gradi. Si sta benissimo! Con un tempo così le vie della città, oltre a riempirsi di turisti, si riempiono di danesi che si godono la breve estate nordica.

Il canale è fiancheggiato da entrambi i lati da ristoranti. La fame si fa sentire e compriamo un panino con wurstel e varie salsine da un venditore ambulante. Arriviamo al primo ponte che solca il canale e all’angolo notiamo una gelateria (Waffelbageren) dove un signore con una piastra girevole produce le cialde e confeziona coni gelato. Ecco il nostro primo dolcetto della giornata: gelato alla liquirizia e menta con cioccolato! Arriviamo in fondo a Nyhavn e sulla sinistra incontriamo la Play House con un terrazzo pieno di gente che prende il sole e pranza; da qui si possono ammirare gli edifici sull’altra riva nel quartiere di Holmen, tra cui la New Opera House, un teatro di recente costruzione circondato come un’isola da due canali. Torniamo a Nyhavn, superiamo il primo ponte che incontriamo e imbocchiamo la via Holbergsgade; all’incrocio con l’Holmens Kanal giriamo a sinistra raggiungendo un altro ponte che porta alla Castle Island, ma prima di esplorare questa isola-centro-città, superiamo un altro ponte alla nostra sinistra per raggiungere Christianshavn. Imbocchiamo Torvegade e poi ci dirigiamo verso la chiesa del Salvatore (Vor Freslers Kirke). Anche il Christianshavn Kanal è molto carino e affiancato da bar e ristoranti, alcuni situati sui moli o sulle barche attraccate. Alla Chiesa del Salavatore compriamo un biglietto di entrata che ci permette di salire fino in cima al campanile. Un cartello mette in guardia i turisti della pericolosità delle vecchie scale in legno e delle campane che possono suonare da un momento all’altro a pochi centimetri dalle orecchie di chi sale e scende. La vista dalla cima è veramente fantastica e a 360 gradi sulla città. Usciti dalla chiesa diamo un’occhiata all’interno della chiesa; molto particolare è l’enorme organo in legno intagliato. La nostra prossima meta è Christiania, un quartiere a cui il Parlamento danese ha riconosciuto una propria parziale autonomia. Infatti gli abitanti di questo quartiere si sono dati delle proprie regole: quelle che ci hanno colpito di più sono state quelle contro l’uso di droghe pesanti e di fuochi d’artificio. Inoltre, da ogni parte vi sono divieti di scattare fotografie e filmati e capiamo questi divieti solo una volta addentratoci nella “Via degli Spacciatori” (Pusher Street) dove tutte le bancarelle offrono droghe leggere di qualsiasi tipo. Nonostante alcune persone siano poco raccomandabili, nessuno è intenzionato a far del male o a rubare, d'altronde la principale fonte di guadagno per gli abitanti di Christiania sembra proprio il essere turismo. Raggiungiamo Nemoland, un ristorante/bar all’aperto pieno di persone che fanno merenda (troppo presto per essere chiamata “cena”) e bevono birra.

Soddisfatti di aver visto un luogo così particolare, torniamo sui nostri passi. Raggiungiamo la Castle Island (Slotsholmen) e fiancheggiamo il bell’edificio della Borsa, la cui attrattiva principale è la torre composta da code di drago intrecciate. Raggiungiamo la Christiansborg Slotsplads ed entriamo dal portone che conduce al castello, attuale sede del Parlamento danese. Purtroppo anche questo edificio è sotto lavori, per cui i cortili sono barricati e poco curati. In compenso ci godiamo la vista sul canale Frederiksholm dall’altro lato dell’isolotto dal Marmorbroen (ponte di marmo) e, spingendoci più avanti verso la Biblioteca Reale (Kongelige Bibliotek), incontriamo la vista del Diamante Nero, l’ampliamento moderno in granito e cristallo dell’antica biblioteca, il quale colpisce per l’estremo distacco visivo dal vecchio palazzo di mattoni rossi. Ci sdraiamo sul molo in legno lungo il canale, invidiando alcuni danesi in costume che si tuffano in acqua. Nonostante il caldo, l’acqua del canale è gelata

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