Colombia, il Paese che non ti immagini

Hai mai pensato di visitare la Colombia? Te ne innamorerai... io l'ho fatto

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  • di FedericaDolfato90
    pubblicato il
  • Partenza il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Persone grate alla vita perché hanno la salute, hanno bambini che giocano e che corrono mettendo allergia, hanno un mare fantastico che gli regala il cibo…. cosa si vuole di più dalla vita?!

Il mio viaggio finì circa in 3 settimane. Quando l’aereo atterò a Venezia mi ricordo gli occhi pieni di lacrime e la sensazione di vuoto che mi pervase… Non mi era mai capitata una cosa simile, il fatto di non voler tornare a casa dopo un viaggio, così lungo tra l’altro, per me era una cosa nuova e quasi incomprensibile! Non feci in tempo ad abbracciare mia madre Laura che già aveva capito che ci sarebbe stato un cambio repentino nella vita di tutta la famiglia, d’altronde le madri hanno questo potere di capirti con un solo sguardo. Alla porta del ristorante, dove avevamo deciso di fermarci a cena per festeggiare il nostro ritorno in patria, mi guardò negli occhi e mi domandò “Avresti voluto rimanere lì vero?”. Dopo il mio silenzio affermativo, mi abbracciò e continuò con la voce un po’ tremante “Vuoi trasferirti a vivere là l’ho capito! Se è quello che desideri fallo, è la tua vita! Io, Tiziano ed Edo ti sosterremmo sempre!” A questo punto scoppiai in un pianto disperato dicendo che sentivo che era la cosa migliore che potessi fare, partire e fare un’esperienza totalmente differente, dove fossi sola e l’unica persona su cui potessi contare fosse me stessa! Il giorno successivo chiamai la signora dell’appartamento in cui vivevo per disdire l’affitto, iniziai la ricerca di sostituti validi per i miei ruoli lavorativi. Feci il trasloco, iniziai a raccontare la mia decisione agli amici e iniziai il cambio della mia vita che mi portò 6 mesi dopo a vivere dall’altro capo del mondo!

In questi mesi ho imparato cosa significhi solitudine, cosa significhi non avere le persone che ami di più al mondo al tuo fianco sempre. Mi sono confrontata, e tuttora lo sto facendo, con una nuova lingua, con una cultura differente e lontana dal mio abituale.

Non si può descrivere “Colombia” con una parola perché la Colombia è tante cose, e vi posso assicurare che non sono quelle che si vedono nelle pellicole come Narcos. Colombia è gente amabile che ti saluta e ti domanda “Còmo te ha ido?, Què màs? Còmo has estado? Hola, que tal?”. Colombia è “por favor, muchas gracias, a la orden, que pena, lo siento”… Colombia è musica in ogni dove, è Salsa, è Ballenato, è Cumbia… Colombia è rumbear, è Aguardiente, è amistad… Colombia è Caraibe, sole e spiagge bianche… Colombia è la terra del caffè e degli smeraldi. Ma Colombia è anche povertà. È gente che dorme lungo la strada, è bambini che chiedono l’elemosina mentre ti stai bevendo un jugo al bar. È gente che fruga nell’immondizia alla ricerca di cibo con la conseguenza dello sviluppo della criminalità ovviamente (con la quale per fortuna non mi sono ancora confrontata). Ma la cosa che amo di più è che Colombia è aiutarsi l’uno con l’altro… se ho 2000 pesos te li do volentieri, se sono al ristorante e avanzo un po’ del mio cibo, dico al messero “para llevar” e quello che ho avanzato lo dono a qualche indigente, o lo appoggio al lato di un cestino in modo che lo notino e possano cibarsi anche loro… Colombia è associazioni come il Pequeno Trabajador che aiuta la gente del barrio a dare una istruzione ai propri figli, aiuta persone che lottano con la fame, persone che hanno detto “no!” alle Farc e che stanno cercando di cambiare. Associazioni come il Comedor del los Abuelos, che si trova nella parte più al sud (e la più povera) di Bogotà, dove le persone volontarie aiutano gli anziani senzatetto dandogli un pasto caldo una volta al giorno… Fino a quando non si vedono queste cose con i propri occhi non ci si può rendere conto di quanto importante sia aiutare il prossimo e quanto poco basti, perché un’ora della mia giornata fa felicissimi un sacco di bambini e di anziani e per me non è davvero nulla. Il giorno dei “Gringo’s” si vestono tutti “eleganti” e quando arrivi tutti vogliono parlare con te, sapere della tua vita e per un ora viaggiano in Italia, Francia, Svizzera, Giappone con i tuoi racconti, e prima che tu te ne vada ti ringraziano come se gli avessi donato un organo. All’inizio non capivo tanta gratitudine, mi trovavo spaesata confrontandomi con tutto ciò. In seguito ho inteso che è davvero come se tu gli donassi un polmone e gli salvassi la vitaLa tua visita gli fa respirare e dimenticare per un momento dove vivono e il fatto che non hanno nulla…

Molto amici si domandano ancora cosa possa avermi attratto di questo paese coì lontano e perché mai io voglia viverci. Vi posso assicurare che quello che ho scritto qui è solo una piccola parte che esplica la motivazione della mia decisione di trasferirmi. Non puoi capire cosa sia Colombia se non la vivi in prima persona. Mi ha fatto cambiare il modo di vedere molte cose della mia vita. È uno di quei paesi che ti entra dentro e ti segna l’anima… Ad ogni modo credo di avere ancora molto da imparare e da donare a questo paese che mi ha fatto innamorare e cambiare così tanto…

Federica

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Commenti
  1. woody54
    , 10/4/2017 13:12
    Federica, ti faccio i miei complimenti!!!! Ti invidio molto

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