Colombia, el riesgo es que te quieras quedar

Due mesi zaino in spalla nel paese delle meraviglie che non ti aspetti. Da Bogotà al confine con l'Ecuador, toccando l'estrema punta Nord del continente latino-americano, passando per la costa caraibica, la valle del caffè, la musica e il folklore

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  • di Giulia Collura
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Decido di trascorrere due settimane in questa zona facendo la volontaria in un ostello di un piccolo paesino della regione del Quindio, non ancora invaso dal turbine dei turisti come la vicina e famosa Salento ed in grado quindi di conservare la sua autenticità ed il suo aspetto fiabesco. Il nome di questo paesino è Filandia. Merita sicuramente una visita durante il vostro tour nell’eje cafetero. E fermatevi all’hostal Bidea (italiani, superate il taboo degli ostelli per piacere! non morirete di nessuna malattia a condividere un bagno e una stanza ve lo assicuro!), gestito da una giovane coppia basco-colombiana. L’ostello è piccolo e l’atmosfera molto familiare, il fratello di uno dei proprietari e l’altra volontaria argentina sono stati un’ottima compagnia e hanno sicuramente contribuito a rendere le mie settimane estremamente divertenti! È lì che abbiamo avuto modo di apprendere quanti francesi viaggiano in colombia e vedere come tutti rispondono a uno stereotipo che non è mai stato smentito durante il viaggio e che è il clichè piu azzeccato al mondo: i francesi che viaggiano si riconoscono perché hanno la barba, lo zaino o altro accessorio/indumento della marca Quechua, e spesso viaggiano in coppia. Dopo la scoperta di questo cliché ogni francese viene squadrato dalla testa. I francesi sono una grande rivelazione nel mio viaggio, e non solo per barba y quechua…

Nei dintorni di Filandia potrete trovare cascate, sentieri, miradores, in città potrete mangiare un’ottima banbeja paisa con choripollo (proprio nella strada che dalla chiesa porta all’ostello, nel primo ristorante che incontrate) e i vegetariani – ma anche i non – potranno provare un fantastico hamburger di quinoa in un piccolo ristorante a pochi passi dal mirador della città.

Dopo due settimane nel magico mondo di filandia il cammino continua. Spesso quando viaggi è difficile lasciare posti e persone, pero el viaje sigue, y cada uno por su camino. E il mio mi riporta in città, destinazione Medellin.

Ci arrivo un po' provata da un viaggio in bus ricco di curve e di slalom e non mi sento per niente in forma. Ma basta una lunga notte di riposo e la grande curiosità a farmi riprendere le energie ed andare alla scoperta della città!

Medellin era considerata fino a circa 10 anni fa la città piu pericolosa del mondo: sparatorie in pieno centro, gente rapita, uccisa, divieto di uscire di casa. E poi nel 2011 è stata nominata la città più innovativa del mondo, grazie al suo variegato sistema di trasporto (in primis metrocable e scale mobili per collegare le periferie della città). La città ha voluto ripulirsi dal suo passato e rilanciare gli spazi un tempo vietati con una piazza, con le statue di Botero, con dei monumenti e trasformare quello che fino a qualche anno fa era un inferno in un affascinante centro città. E questo anche grazie a noi, turisti e viaggiatori, che la invadiamo e ce ne innamoriamo.

Medellin è un’esperienza unica e divertente. Sicuramente è una città che nn ti colpisce per la sua bellezza, ma x la sua storia, la sua atmosfera. Il chiasso regna sovrano per le strade, la città è un mercato a cielo aperto: venditori di mandarinas e limonadas, venditori di pomadas de coca y mariujana para aliviar todo tipo de dolor, chiese accanto a cui passeggiano le prostitute e ai cui lati le bancarelle vendono film porno (i colombiani peccano e usano la chiesa x redimere i propri peccati: trombo con una prostituta e poi entro in chiesa cercando di giustificarmi in pratica!), venditori di chicles, sombreros, venditori di tutto e di più!

Il pueblito paisa, una collina panoramica che altro non è che la riproduzione di un piccolo paese, non è niente di che. Ciò che vale sicuramente la pena di vedere sono las escaleras electricas, delle scale mobili costruite sulle colline in salita per raggiungere le periferie, perché l’innovazione raggiunga anche le zone più povere e tutta la popolazione ne tragga beneficio

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Commenti
  1. DrJones
    , 2/8/2017 10:12
    Carissima Tatiana,
    hai raccontato un'esperienza davvero coinvolgente, io sto per partire per la Colombia, non essendovi mai stato prima, parto con alcuni timori sorti proprio a ridosso della partenza per via dei soliti preconcetti su questo paese.
    Io ho molta esperienza di viaggi avendo girovagato in tutti i continenti, però il Sud America è un posto che ho sempre amato ed in qualche modo temuto.
    Il mio grande amore è per l'Argentina e gli Argentini, gente di cui mi vien la pelle d'oca solo a nominarli, spero di trovare nei Colombiani "el mismo sentimiento".
    Ad ogni modo voglio complimentarmi per come hai affrontato questo viaggio, per come lo hai vissuto, mi par di intuire che tu sia una giovane ragazza dalla grande curiosità, esploratrice del mondo e dell'umanità.
    Mi hai davvero emozionato, indubbiamente la tua formazione è senza dubbio di grande spessore e la tu anima è particolarmente evoluta, apprezzo tantissimo i ragazzi con queste caratteristiche e ti auguro di avere una vita piena di emozioni e di continuare ad incuriosirti e stupirti.
    Pura Vida !

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