Colombia, el riesgo es que te quieras quedar

Due mesi zaino in spalla nel paese delle meraviglie che non ti aspetti. Da Bogotà al confine con l'Ecuador, toccando l'estrema punta Nord del continente latino-americano, passando per la costa caraibica, la valle del caffè, la musica e il folklore

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  • di Giulia Collura
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Quando dici Colombia le cose più probabili che ti verranno in mente sono: droga, narcotraffico, guerrilla, forse anche caffè e salsa... immaginate quale sia stata l’associazione di pensieri quando ho detto ad amici e parenti “vado in colombia per 2 mesi, o forse più, o forse non torno!” “Questa la ammazzano o la rapiscono” avranno pensato. Io sono voluta andare oltre gli stereotipi. Per me la Colombia aveva qualcosa di speciale. Dovevo scoprirlo e raccontarlo a tutti.

Adoro l’America Latina, ogni anno ne scopro un pezzetto e nn resto mai delusa. Quello che rende indimenticabile ogni suo posto è l’atmosfera, l’emozione, quel sussulto che non necessariamente deve sorgere di fronte a una statua o un qualunque monumento. Può essere un paesaggio, un tramonto, una città, possono essere delle persone a rendere la tua avventura indimenticabile. E so che lo sarà anche questa. so che la Colombia sarà un paese fantastico e me ne innamorerò e così Io e il mio entusiasmo prendiamo il volo!

Il mio viaggio inizia con una grinta ed un entusiasmo incredibili, sono così emozionata a salire sull’aereo che quasi ho paura di contagiare gli altri passeggeri.

Sì perché la Colombia è da anni quasi una sfida x me: qualche anno fa sfuma il lavoro dei mie sogni all’ambasciata colombiana a Bruxelles, qualche mese fa, biglietto in mano, rinuncio al volo x Bogotà x salire su quello per Phnom Penh (ancora mi chiedo perché). Ma niente, adesso bisogna andare, superare tutti i segni negativi e conquistare la Colombia.

Ed è così che io e la mia mochila (lo zaino in spalla!) sbarchiamo a Bogotà, città che mi conquista immediatamente, nonostante ai più faccia l’effetto contrario. Merito forse del mio eccessivo entusiasmo. O no, merito del popolo colombiano. Dopo neanche un’ora che sono arrivata entro in un bar per mangiare qualcosa ed il proprietario mi dice “bienvenida a Colombia, bienvenida a tu casa”. Resto quasi commossa e questo è solo un assaggio della famosa cordialità e genuinità colombiana. E io sì, già me siento en mi casa!

Incontro il mio amico Felipe, di Bogotà, conosciuto durante il mio ultimo viaggio in Brasile. Con lui conosco la Bogotà dei colombiani e per prima cosa la conosco avventurandomi da sola sul Transmilenio, alias il trasporto pubblico di Bogotà, una sorta di autobus metro. Devo arrivare al lato opposto della città, Felipe mi aspetterà alla fermata, ma io non ci sarò, perché scendo alla fermata sbagliata. Scendo e non so neanche dove sono, con il cellulare in mano cammino, cerco di chiamarlo e, incredibile ma vero x gli amanti dello stereotipo colombiano, nessuno mi deruba, anzi mi aiutano e con un piccolo sforzo riesco a trovare Felipe e ad arrivare a casa sua dove sua madre ha preparato un fantastico ajiaco, una zuppa tipica bogotana a base di pollo, patate e verdure varie!

Bogotà resterà indimenticabile soprattutto per essere stata il posto in cui sono stata derubata per la prima volta nella mia vita. Non un furto a mano armata, un semplice furto che ti può capitare a Roma, a Barcelona, a Bruxelles. Confesso, mi ha fatto un po' impaurire e arrabbiare per la maniera stupida in cui è avvenuto, ma basta non ci penso più, è il mio secondo giorno di viaggio, un furto ci sta nel curriculum di una viaggiatrice come me e tra due giorni racconterò l’episodio con un sorriso!

Prestate sempre e comunque molta attenzione quando vi muovete per il centro. Di notte non uscite mai a piedi, anche solo per fare brevi distanze prendete un taxi, costa niente e vi sentirete più tranquilli.

Il piccolo furto nn cambia la mia idea di Bogotà: la città mi è piaciuta, la Candelaria (centro storico) è un gioiellino (consiglio di fare il tour in bicicletta, possibilmente la domenica quando la via principale di Bogotà è chiusa al traffico), il tempo è un po’ una merda a dire il vero (grigio, un po’ freddo, puoi sperimentare le 4 stagioni in un giorno solo). Ma ci tornerò alla fine del viaggio, ho ancora dei posti da visitare, e nella top list c’è Zipaquira, a 3h da Bogotà, dove c’è la cattedrale di sale. Non so ancora che quel posto non riuscirò mai a vederlo!

El viaje sigue: seconda tappa eje cafetero, immersa tra piantagioni di caffè, valli, cascate e panorami fantastici e rilassanti. L’attrazione clou è sicuramente el Valle del Cocora, preparatevi a una bella camminata in salita che vi mozza il fiato x via dell’altitudine, ma una volta in cima il fiato ve lo mozzerà la vista di queste enormi palme e infinite distese verdi

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Commenti
  1. DrJones
    , 2/8/2017 10:12
    Carissima Tatiana,
    hai raccontato un'esperienza davvero coinvolgente, io sto per partire per la Colombia, non essendovi mai stato prima, parto con alcuni timori sorti proprio a ridosso della partenza per via dei soliti preconcetti su questo paese.
    Io ho molta esperienza di viaggi avendo girovagato in tutti i continenti, però il Sud America è un posto che ho sempre amato ed in qualche modo temuto.
    Il mio grande amore è per l'Argentina e gli Argentini, gente di cui mi vien la pelle d'oca solo a nominarli, spero di trovare nei Colombiani "el mismo sentimiento".
    Ad ogni modo voglio complimentarmi per come hai affrontato questo viaggio, per come lo hai vissuto, mi par di intuire che tu sia una giovane ragazza dalla grande curiosità, esploratrice del mondo e dell'umanità.
    Mi hai davvero emozionato, indubbiamente la tua formazione è senza dubbio di grande spessore e la tu anima è particolarmente evoluta, apprezzo tantissimo i ragazzi con queste caratteristiche e ti auguro di avere una vita piena di emozioni e di continuare ad incuriosirti e stupirti.
    Pura Vida !

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