Viaggio itinerante per la Colombia

Verona, 8 Febbraio 2004 Pranzo domenicale, organizzato a casa di mia zia... Cucino io!! Cucina indiana, ricette deliziosamente speziate, che danno via libera all'immaginazione, che ti fanno viaggiare col pensiero... La moglie di mio cugino, una ragazza colombiana di Popayan, ...

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  • di Angela 10
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Verona, 8 Febbraio 2004 Pranzo domenicale, organizzato a casa di mia zia... Cucino io!! Cucina indiana, ricette deliziosamente speziate, che danno via libera all'immaginazione, che ti fanno viaggiare col pensiero... La moglie di mio cugino, una ragazza colombiana di Popayan, più o meno seriamente mi propone di accompagnarla in Colombia... Io accetto senza pensarci due volte, subito a fantasticare su cosa fare, e dove andare, senza pensare alla questione economica, e soprattutto senza pensare al consenso di mia madre, che è quella che deve sponsorizzare il tutto... Quando gliene ho parlo mi guarda con un'espressione a metà tra un "ma sei scema? in Colombia?? è un posto pericoloso, è dall'altra parte del mondo.." e un "e i soldi dove hai intenzione di trovarli??"... Però trovandosi davanti all'itinerario già pianificato non riesce a evitare la mia partenza...

L'indomani compriamo i biglietti, e dopo due settimane, giovedì 19 febbraio, siamo in viaggio per Venezia, dove un aereo dell'Iberia ci porterà a Madrid, per poi prenderne un'altro ed arrivare a Bogotà...

Il viaggio parte male: all'aeroporto di Venezia sta nevicando, l'aereo riesce a partire con quasi 2 ore di ritardo e la coincidenza a Madrid va a farsi benedire giusto per pochi minuti. Arrivate in Spagna però ci comunicano che un aereo dell'Avianca, compagnia colombiana, sta per partire, destinazione Bogotà. Corriamo a cambiare il biglietto, e a segnalare le valige, e ci imbarchiamo.

Dopo 10 ore di volo siamo in Colombia, sono le 7 di sera e c'è già buio.. Arriviamo in hotel, stanche morte, nemmeno il tempo di fare una doccia e stenderci che siamo già addormentate.

Il giorno dopo, chiamiamo il fratello di Paola, che ci dice che la domenica ci saranno le elezioni del governatore del Cauca, e che tutte le strade saranno chiuse da sabato, per questioni di sicurezza. Partiamo quindi per Cali, affrettando i tempi, pensando di continuare poi per Popayan. Al terminal degli autobus di Bogotà prendo un mareol (medicinale per evitare il mal d'auto-bus) e siamo sul pullman superlusso.. Dopo 10 ore arriviamo a destinazione; è troppo tardi per continuare per Popayan, e Cecilia, la zia di Paola che vive a Cali, ci viene a prendere al terminal per farci dormire a casa sua.

Sabato mattina facciamo un giro per le vie di Cali, e dopo pranzo prendiamo un collectivo, per arrivare a Popayan, dove resteremo una settimana. Popayan è una città coloniale bellissima, con le case bianche e ad un piano, ed ogni casa ha una lanterna in ferro battuto fuori, che si accende di sera.. È una città magica, di giorno gremita di gente, e di sera quasi deserta.. A Popayan restiamo una settimana, e venerdì 27 Febbraio partiamo per San Agustin, dove mio cugino ha una casa. (Il viaggio era stato organizzato quasi interamente per questo; La casa era da mettere apposto, da togliere l'umidità, da alzare le porte, da raddrizzare i muri e rinforzarli, da portare il bagno dentro le mura dell'abitazione, perché Paola e mio cugino sono in attesa di una bimba, e la casa, per com'era, non era certo un posto salutare dove crescere un neonato.) Popayan è collegata con San Agustin da due strade: una più corta, circa sei ore, strada bianca che passa per un territorio che è in mano ai guerriglieri, frequentata solo da campesinos del posto; l’altra più lunga, bisogna fare il giro per Neiva, molto più frequentata, asfaltata e teoricamente più sicura... teoricamente, perché due giorni prima qualcuno ha assaltato due autobus e li ha bruciati!! Noi ovviamente abbiamo scelto la prima, quella diretta, almeno il viaggio dura di meno! Per strada vediamo i guerriglieri in moto, uno soltanto a piedi che ferma l’autobus, ma si limita a parlare con l’autista (probabilmente perché quest’ultimo paga il pizzo...). Cerchiamo di sdrammatizzare un po’ la situazione, scherzandoci su: “Se ci fermano, e ti vogliono rapire - dice Paola - glielo spiego io perché non gli conviene portarti con loro: non cammini, non mangi quasi nulla di quello che si mangia da queste parti, te lamenti sempre...” e ridendo arriviamo al posto di blocco dell’esercito, che segna la fine del tratto pericoloso. Ci fermano, ci fanno scendere, controllano i bagagli a mano e si riparte. Dopo un paio d’ore siamo a San Agustin, ci sistemiamo nella casa di mio cugino, dove ci sono due dei fratelli di Paola ad aspettarci. Questo paesino, a circa 1700 metri d’altitudine, dove piove almeno 2 volte al giorno, ma dove splende spessissimo il sole, è uno dei 10 punti dove sorgevano le comunità precolombiane. Qui c’è un parco archeologico, si dice il più grande e importante della Colombia, e forse di tutto il sud America, e altri siti archeologici importanti sono sparsi intorno a tutto il centro abitato. È un posto fantastico da visitare, e se vi piace andare a cavallo o camminare ci sono tantissime escursioni da fare! A metà settimana siamo andate a Neiva, città caldissima, dove non tira un filo d’aria, senza mare, ma con vicino (a Rivera) delle terme fantastiche! Nei giorni feriali, quando c’è pochissima gente si può andare in quella privata, piccolina, che costa 2000 pesos, mentre sabato domenica e festivi, quando c’è più gente, conviene più andare in quella grande, che costa un po’ di più (7000 pesos, 2 euro e 30 centesimi), ma dove ci sono più piscine e si sta più tranquilli! A queste terme si può pranzare, senza che costi un’esagerazione. Soprattutto quella piccola ha dei prezzi bassissimi, tanto che costa più il trasporto Neiva-Rivera, che quello che si spende sul luogo

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