La nostra Creta in un insolito 2020

Una settimana in auto nella parte ovest dell'isola del Minotauro

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  • di FraRu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Con un giusto mix fra impreparazione ed astuzia (o malafede?) alcune compagnie aeree hanno cavalcato la confusione mettendo in vendita ad inizio giugno biglietti a condizioni orarie e di data che sono poi state unilateralmente variate di lì a pochi giorni. Il nostro volo non ne è stato esente obbligandomi a modificare la data del ritorno nella convinzione che la promessa contrattuale di “zero spese di variazione” vendutami dalla compagnia sarebbe stata rispettata. Ma mi illudevo. Per ottenere quanto mi spettava ho dovuto sudare settantasette volte sette camicie riducendomi a stalkerare la compagnia su Facebook essendo risultata vana la speranza di interloquire in chat o al telefono con un operatore. Ed il bello è che il problema sorto, che mi impediva di fatto la partenza se non pagando una cifra di variazione iperbolica, è stato risolto due giorni (ripeto, due) prima della partenza, non prima che la compagnia capisse fischi per fischi cancellandomi momentaneamente la prenotazione per inviarmi un voucher di rimborso che non avevo richiesto. Vi risparmierò ulteriori dettagli; la premessa voleva unicamente descrivere ed enumerare quei “dispetti dei santi” che non ci hanno impedito di vivere la nostra insolita, ma egualmente straordinaria vacanza nell’isola del Minotauro.

Partenza - 15 luglio

Si parte poco dopo mezzogiorno da un aeroporto di Capodichino che sembra il set di un film di fantascienza. La fila per il check-in è insolitamente snella; arrivo persino a riconoscere i volti di alcune persone con cui ci si è interfacciati sui social nei giorni precedenti sulle pagine destinate ad accogliere i tanti dubbi e sfoghi di chi si approntava a vivere la nostra stessa esperienza.

Questa bislacca intimità viene bruscamente interrotta all’ingresso dell’area-sicurezza dove veniamo “sanificati” in una gabbietta in cui ci viene spruzzata addosso una soluzione che induce tosse e lacrimazione e che ci fa puzzare di disinfettante per una buona mezzora. Si fa buon viso a cattivo gioco. Dopo quello che abbiamo dovuto subire Creta ce la siamo ormai guadagnata e niente e nessuno ce la rovinerà.

Dopo due ore di mascherina lenite in parte dalla celestiale visione aerea del canale di Otranto, delle isole Ionie e di Santorini che sembra un tarallino spezzettato atterriamo in tardo pomeriggio all’Aeroporto Nikos Kazantzakis di Heraklion boccheggianti, ma carichi. Le formalità burocratiche per il ritiro dell’auto presa a noleggio tramite Europeocars sono, viva Dio, rapide. La legge del karma infatti ha scelto per noi un addetto al noleggio napoletano che, oltre a darci una serie di consigli introduttivi sulla viabilità dell’isola, ci risolverà anche il problema dell’ombrellone visto che la compagnia suole regalarne uno a tutti i clienti. Paghiamo in anticipo la cifra pattuita di circa 140 euro per una settimana con copertura totale dei danni eccetto quelli eventualmente sorti su strade non asfaltate. Dato che alcune spiagge, Balos in primis, sono raggiungibili solo in questo modo vi toccherà camminare sulle uova per evitare danneggiamenti in primis della scocca e del parabrezza, sempre che non vogliate volgere lo sguardo verso tour organizzati non certo a buon mercato. Capirete da soli che varrà la pena rischiare…

Monto a bordo un po’ timoroso, essendo la mia prima volta da automobilista in un paese con l’alfabeto diverso dal nostro, ma mi tranquillizzo repentinamente: la segnaletica stradale sarà sempre comprensibile e le stesse strade sono in condizioni migliori rispetto a quanto mi era stato prospettato da qualche recensore evidentemente troppo pugnace

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