PECHINO VAL BENE UNA MESSA (OH NO! ANCORA!) 3°pt

(PARTE TERZA) 23 AGOSTO Il volo per Guilin parte in tarda mattinata ed abbiamo solo il tempo per fare un giretto in “centro” ed ultimare gli acquisti, perciò io e Stefano, appena scesi nella gelida hall dell’albergo, ci informiamo sulla ...

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(PARTE TERZA) 23 AGOSTO Il volo per Guilin parte in tarda mattinata ed abbiamo solo il tempo per fare un giretto in “centro” ed ultimare gli acquisti, perciò io e Stefano, appena scesi nella gelida hall dell’albergo, ci informiamo sulla presenza di una banca nelle vicinanze, dove poter cambiare qualche soldo. L’esterrefatto concierge ci indica un angolo della hall, chiuso da una vetrata, che avevamo già notato il giorno prima, battezzandolo però per un posto telefonico. Le uniche cose presenti al suo interno, sono infatti due monitor attaccati al muro, sotto i quali si trova una mensola con un telefono appoggiato sopra. Due sgabelloni completano l’arredamento.

“Ma dove cavolo è questa banca?” mi fa Stefano, accedendo con una certa diffidenza dalla porta a vetri. Non avendo risposte adeguate, mi metto in disparte ad osservare il comportamento delle persone presenti nella saletta. Sono tutte ordinatamente in fila davanti agli sgabelloni, sui quali si sistemano una volta arrivato il proprio turno. Ed ecco che, improvvisamente, giungiamo alla prima incredibile scoperta. Quelli non sono posti telefonici, ma sportelli bancari! Sui monitor, infatti, appare l’immagine del cassiere con il quale i clienti comunicano tramite il telefono appoggiato sulla mensola. In cinese, naturalmente. Scoperto l’arcano, ci mettiamo in fila con gli altri, anche se abbiamo ancora un grande problema da risolvere. Come faremo ad effettuare la transazione con un cassiere virtuale? Quando arriva il nostro turno, arriviamo con sgomento la seconda incredibile scoperta. Il cassiere non è per nulla virtuale, ma si trova dall’altra parte del muro! Infatti, appena Stefano, al quale ho lasciato volentieri l’incombenza, si siede sullo sgabello, dalla parete appare un cassetto scorrevole sul quale viene invitato a depositare i soldi da cambiare.

Per fortuna l’operazione non richiede particolari conversazioni, quindi viene svolta con regolarità anche in perfetto silenzio. Una volta giunti all’aeroporto, Stefano ed io ne approfittiamo per una visitina al bagno. Il fatto non sarebbe di particolare interesse, se non desse lo spunto ad un argomento di una certa rilevanza in Cina: i bagni pubblici.

Le esperienze nei bagni pubblici sono davvero uniche e sono emblematiche di quella totale mancanza di senso del pudore che avevamo constatato fin dal nostro primo giorno in terra di Cina. I cinesi, anzitutto, non chiudono le porte dei gabinetti, anzi, le lasciano completamente spalancate. E quando capita che i bagni siano tutti occupati, si mettono in fila all’esterno con i pantaloni abbassati in attesa del loro turno.

Per quanto riguarda le donne non ho potuto constatare direttamente, ma, a quanto ci hanno riferito Miriam e Daniela, il comportamento è del tutto simile.

Memori della prima esperienza di volo interno già effettuata, saliamo fiduciosi sull’aereo che ci condurrà a Guilin. Io, che sto guarendo dal raffreddore beccatomi con l’aria condizionata del precedente aereo, mi sono premunito dotandomi di pantaloni lunghi e maglioncino, ma appena varcato il portellone di ingresso, vengo avvolto da una vampata di calore. L’aria condizionata è spenta ed il solo movimento necessario ad inserire i bagagli a mano nell’apposito vano, mi provoca una sudata memorabile. Man mano che passano i minuti il caldo diventa sempre più insopportabile e la partenza dell’aereo viene salutata da urletti di soddisfazione. Ora, finalmente, accenderanno il condizionatore, è l’opinione comune. Neanche a parlarne. Tutte le nostre disperate invocazioni vengono accolte con grandi sorrisi dalle cortesi hostess, ma altrettanto cortesemente ignorate. Come se non bastasse, un gruppo di cinesi decide di stazionare nel corridoio di fianco a me, continuando a fotografare ogni cosa fotografabile. A quanto pare sono al loro primo viaggio aereo e sembra vogliano documentarlo minuto per minuto

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