PECHINO… VAL BENE UNA MESSA (OH NO! ANCORA) 1° Pt

E’ passato da poco Natale quando io, mia moglie Miriam, e Daniela e Stefano, due nostri amici, diamo il via a frenetiche consultazioni in cerca di una meta estiva. Dopo aver vagliato, in lunghe sedute invernali, praticamente tutto il globo ...

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  • di Luciano M.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

E’ passato da poco Natale quando io, mia moglie Miriam, e Daniela e Stefano, due nostri amici, diamo il via a frenetiche consultazioni in cerca di una meta estiva.

Dopo aver vagliato, in lunghe sedute invernali, praticamente tutto il globo terracqueo, l’unica cosa che riusciamo a decidere è la data di partenza: il 15 agosto.

Il 10 di agosto, più per sfinimento che per convinzione, la decisione è presa: andremo in Polonia, attraversando in auto l’Austria e la Repubblica Ceca.

Il giorno dopo, svaligiata una libreria di tutte le guide esistenti sui luoghi che andremo a visitare, mi stendo sotto l’ombrellone accingendomi ad iniziare la lettura. “Ferma tutto. Ho risolto la vacanza” mi blocca Miriam appena mi vede.

“Ah si? E come?” rispondo con un sorrisino ironico.

“Andiamo in Cina con Franca” Il sorrisino si tramuta immediatamente in una smorfia di terrore.

“In Cina ...? Con Franca ...? E chi è Franca?” “Non fare lo scemo. E’ la mia amica di Napoli. E’ stata anche testimone nel nostro matrimonio... ricordi?” Mi torna immediatamente la memoria.

“Va bene, ma che ci va a fare in Cina?” “Va a trovare il fidanzato che si è dovuto trasferire lì per lavoro e ci hanno invitato a raggiungerli” Ci penso un po’, poi sentenzio solennemente: “Ok. Allora andiamo in Cina”.

La Cina. Dunque. Cosa so io della Cina? Mao Tze Dong, ping-pong, L’Ultimo Imperatore... praticamente nulla! Torno di corsa in libreria e sotto gli sguardi perplessi della cassiera, compro una guida di questo sconosciuto paese. Una sola, stavolta, perché le sue dimensioni sono all’incirca le stesse di tutte le precedenti guide messe assieme.

Dopo aver avvertito Stefano e Daniela del piccolo cambiamento di programma (i quali, a parte un leggero mancamento iniziale, accettano con entusiasmo), ci rechiamo tutti in corteo nella solita agenzia di viaggio.

“Potevate venire un po’ più tardi! Le compagnie aeree stavano giusto aspettando voi” è la prima reazione dell’operatore.

“Non faccia l’esagerato. Chi vuole che ci vada in Cina!” rispondo con il solito sorrisino sulle labbra che anche questa volta, però, sarà destinato a spegnersi progressivamente. Infatti, dopo un’ora di disperate ricerche, di biglietti economici con partenza il 15 neanche l’ombra.

Cominciamo quindi a vagliare quelli “sufficientemente accettabili”, fino ad arrivare a quelli “appena umani”. In questa categoria riusciamo finalmente a trovare quattro miseri posticini sull’Air France.

Mancano solo tre giorni alla partenza ed abbiamo appena il tempo per fare le valige. “Sì, ma che ci mettiamo nelle valige?” mi fa notare Miriam.

Basta una rapida occhiata alla guida per cominciare a farci nutrire i primi dubbi sulla bontà della nostra frettolosa decisione.

Sembra che la Cina in agosto sia uno dei posti più infernali del mondo: caldo, umidità, piogge, tifoni e chi più ne ha più ne metta.

“Le valige saranno leggerissime” concordiamo all’unisono, e per la prima volta in vita nostra riusciamo a far entrare tutto in appena due trolley!

15-16 AGOSTO La mattina dell’imbarco devo ammettere di essere emozionato, cosa che non mi succedeva da molto tempo per un viaggio, ma davvero non so cosa aspettarmi dalla mitica e misteriosa Cina.

Il volo aereo, intanto, non fa altro che confermare la mia atavica scarsa propensione per tutto ciò che contiene il termine “Francia” nel nome. I sedili sono così stretti che, quando il signore davanti a me decide di inclinare il suo schienale, me lo ritrovo praticamente in braccio. Per di più mi tocca sedere nel posto centrale e la ragazza cinese che mi si sistema a fianco, si addormenta immediatamente dopo la partenza (risvegliandosi miracolosamente, però, pochi secondi prima dell’arrivo di ogni pasto), impedendomi così qualsiasi velleità di uscita in corridoio per sgranchirmi le gambe. Se a ciò aggiungiamo che le hostess sono di una scortesia rara, che i film trasmessi sono francesi e cinesi (davvero una bella lotta) e che il cibo è tra i peggiori mangiati nella mia lunga esperienza aeronautica, devo dire che l’arrivo a Pechino viene salutato con grande entusiasmo ... non solo per l’inizio dell’avventura! All’aeroporto troviamo la prima piacevolissima sorpresa. Franca e Andrea (il suo fidanzato) sono venuti a prenderci e, mentre gli altri turisti si affannano per cercare di districarsi nella jungla di taxi multicolori all’uscita dell’aeroporto, noi ci sistemiamo comodamente nel pulmino con autista che Andrea ha affittato per l’occasione

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