Dalla vecchia Pechino alla moderna Shanghai

Dall'antica Pechino alla moderna Shanghai passando per l'ex capitale Xi'an

  • di Enrico 9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Abbiamo prenotato un tour di 8 giorni con Hotelplan, ma per la verità tanti altri tour operator forniscono lo stesso servizio di viaggio. Noi decidiamo di prolungare il tour di 2 giorni a Shangai, quindi partiamo il 15 Maggio 2010 da Bologna per Pechino via Parigi, ovviamente con Air France. Mezz’ora di ritardo. All’arrivo, verso le 7 di mattina, troviamo la guida, una ragazza di 23 anni, che ci accompagna in hotel, dove attendiamo 40 minuti per avere la stanza, la 469. L’hotel è il Grand Mercure, sito nel primo anello (centro), Pechino è divisa in 6 anelli. Il centro, piazza Tien An Men si raggiunge dopo una trentina di minuti, intorno alcuni negozi. Ci riposiamo un paio d’ore poi ci incamminiamo verso il centro, chiedendo informazioni ma non capendoci con i cinesi che non parlano inglese, fatta eccezione per gli impiegati alle receptions. Giunti comunque in centro, ci avventuriamo tra vari negozietti, ed avendo tempo libero, acquistiamo vari piccoli souvenir, finchè alle 17 rientriamo; poco più tardi la cena, in hotel, discreta. Facciamo conoscenza con Antonio ed Emanuela di Roma, nostri compagni di viaggio per tutto il tour: ci troveremo bene.

17 Maggio. Partenza alle 9,30 per piazza Tien An Men, enorme ed incolore: c’e’ anche foschia. Grandi schermi proiettano colorati filmati, ed i cinesi sembrano gradire. A pochi metri una gigantografia di Mao, che ci introduce alla famosa città proibita. Piazze, pagode e cortili si susseguono, ma non si può entrare in nessun luogo chiuso. Ritorna alla mente il film “L’ultimo imperatore” che fù girato qui. L’entrata è costata 6 euro, non poco per i cinesi, visto che lo stipendio base è di 300 euro; ma sono loro i maggiori turisti qui, davvero tanti, e tanti saranno dovunque andremo. Il turismo di massa non è ancora arrivato. All’uscita la guida ci porta nel solito negozio convenzionato: qui vendono perle, dopo aver dato dimostrazione di come si coltivano ed aprono. Pranzo cinese in ristorante, discreto. Durante il tour assaggeremo l’anatra laccata, i ravioli ripieni, polpette piccanti di maiale, gamberi fritti al miele, spezzatini di bue pollo e maiale con riso cantonese e bambù, le patate dolci. Non mangiano formaggio. Pensavo peggio. Pomeriggio dedicato al giardino d’estate: sarebbe bellissimo col sole, ma purtroppo c’è foschia; facciamo anche un giro su di un caratteristico battello. La guida, nonostante la nebbia, porta l’ombrello: la moda dice che le donne in Cina per essere belle devono essere bianche. Poi stop fotografico allo stadio olimpico, chiamato per la sua forma “il nido”, di cui i cinesi vanno orgogliosi. Visita ad altro negozio convenzionato, ci mostrano tutto sul tè, acquistiamo a caro prezzo. Ceniamo presto, ancora cinese, davvero in un ristorante elegante, saletta con bagno tutta per noi. Poi passiamo a piedi dal centro, vediamo Pechino illuminata: il mausoleo di Mao, un’antica porta d’entrata, e la via dello shopping, larga e costeggiata da costruzioni tipiche: parallele, alcune stradine con negozietti che vendono cianfrusaglie e souvenir. Siamo stanchi, a letto presto.

18 Maggio piove ma poi migliora. Quasi un’ora per arrivare all’ingresso, uno dei tanti, ma uno dei più belli, della Grande muraglia, tremila chilometri di muro e torrette, per difendere la Cina dai Mongoli. Tanta folla, tanti cinesi, col loro uovo sodo che mangeranno a mezzogiorno. La vallata è bellissima, le mura si snodano tra le colline, come un enorme serpente, la salita è a tratti difficoltosa per via degli scalini semidistrutti e del vento, ma lo scenario è bellissimo, qualcosa resterà dentro di noi. Simpatico il fatto che i cinesi si vogliano fotografare con noi occidentali, ed ammirano la peluria che abbiamo sulle braccia. Dopo 2 ore scendiamo, e ci portano a vedere un'altra fabbrica di vasi, prodotti col metodo cloisonnè, molto belli, anche alti 2 metri, e costosi. Al piano superiore il ristorante per la cena, altra saletta solo per noi. Poi passeggiata romantica lungo la “Via sacra”, ma siamo colti da un acquazzone, e fradici, rinunciamo alla visita alle tombe della dinastia Ming. La sera, cena in hotel, e passeggiata per una via dello shopping

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