Cina fai da te

CINA 2002 – DIARIO DI BORDO Palazzi, Templi, Persone, Giardini e Paesaggi Giovedì 27 Giugno Ore 10 partenza da Malo (VI) per l’aeroporto di Verona. Il volo Air Dolomiti/Lufthansa per Francoforte (Canadair) parte in orario alle 12,55. Arriviamo dopo un’ora. ...

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  • di Paolo Ciscato
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CINA 2002 – DIARIO DI BORDO Palazzi, Templi, Persone, Giardini e Paesaggi Giovedì 27 Giugno Ore 10 partenza da Malo (VI) per l’aeroporto di Verona. Il volo Air Dolomiti/Lufthansa per Francoforte (Canadair) parte in orario alle 12,55. Arriviamo dopo un’ora. Attendiamo in aeroporto e alle ore 17,52 (con 30’ di ritardo) decolliamo con un Boeing 747 per Pechino. In aereo c’è la nazionale italiana di Basket che si reca a Pechino per un torneo. Fra i tanti riconosciamo solo Meneghin. Venerdì 28 Giugno - Pechino Dopo aver dormito un po’ ci svegliamo che stiamo sorvolando il deserto dei Gobi, con le sue montagne e colline brulle di color marron. Dopo 8 ore e 42’ di volo arriviamo a Pechino alle ore 8,35 locali. Per noi sono ancora le 2,35 di notte visto che ci sono 6 ore di differenza! Nonostante la Cina si estenda per ben 5 meridiani c’è lo stesso fuso orario, quello di Pechino, su tutto il territorio. Il tempo è uggioso e c’è una leggera nebbiolina. Dopo una lunga attesa per il ritiro bagagli, all’uscita ci attende Zhao Pei (di etnia Manchù, quella dell’ultimo Imperatore), la nostra guida amica di Laura. Con 2 taxi ci trasferiamo (45’- 117 Yuan l’uno=14,71€) all’ hotel in stile cinese Grand View Garden, a sud del centro. Lungo il tragitto notiamo che il tassista è sempre separato da un “gabbiotto” e ha, sul cruscotto, un barattolo tappato con dentro del liquido giallognolo e sul fondo del “deposito”, che a noi fa una brutta impressione. Siamo curiosi di sapere cosa sia e scopriremo poi che si tratta della razione quotidiana di tè (la bevanda nazionale) che ogni cinese si porta appresso. Ogni tanto lo rabboccano con altra acqua calda e così il tè dura per tutto il giorno.

Ci sistemiamo nella camera, ci riposiamo fino alle 15 e quindi ci ritroviamo nella hall con la nostra guida. Con lei pianifichiamo i 4 giorni di permanenza a Pechino e partiamo in taxi (12 Y=1,5€) per una prima visita della città.

Pechino è un gigantesco agglomerato urbano il cui nome significa “capitale del nord”. Fondata nel 1215 da Gengis Khan anticamente si chiamava Dadu. Disegnata a tavolino 600 anni fa secondo i dettami della geomanzia cinese, la città fu abbellita oltre ogni immaginazione da palazzi, templi, monasteri, giardini dal fascino fiabesco. Ancora all'inizio di questo secolo, Pechino si presentava suddivisa in tre città concentriche, separate fra loro da alte mura: nel centro, la Città Proibita, impenetrabile e misteriosa dimora del “Figlio del Cielo”; attorno, la città tartara, dove risiedeva la nobiltà imperiale; all'esterno, la città cinese, dove vivevano i cittadini e dove sorgeva il Tempio del Cielo, sede ufficiale del culto imperiale. Pechino, quando vi giunse Marco Polo, alla fine del 13° secolo, era una delle città più grandi del mondo. Vi fu rinvenuto nel 1929 un teschio del primo uomo scimmia Homo Erectus Pekinensis o uomo di Pechino, risalente a 500.000 anni fa.

Ci colpisce subito il traffico caotico e la massa di persone che girano in bicicletta che noi soprannominiamo “cina popolare”. La popolazione è di circa 11 milioni di abitanti (di cui il 95% di etnia Han); da 15 anni circa c’è la politica del figlio unico in città e 2 in campagna, possibilmente maschio e sicuramente viziato. Le strade sono molto ampie (4 corsie per senso di marcia + 1 corsia per lato come pista ciclabile) ma non esistono le rotatorie. E’ però una città molto verde, ci sono parchi e giardini dove gli anziani vanno a fare ginnastica (la tradizionale taiji-quan e t’ai chi) e a giocare. Stanno costruendo molti nuovi quartieri con complessi moderni e occidentalizzati, soprattutto grattacieli e palazzoni, distruggendo le zone vecchie e fatiscenti fatte di piccole abitazioni basse e singole (il tutto per prepararsi degnamente alle olimpiadi del 2008). Attualmente coesistono 3 stili: architettura imperiale, anni 50 sovietica (case max. 4/4 piani), moderno (palazzi in vetro di 14/20 piani). Restiamo stupiti notando che la pubblicità stradale dei beni di lusso (gioielli, auto, telefonini) raffigura sempre persone dalle fisionomie occidentali

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