Cile, la terra alla Fine del Mondo

Estrema ed affascinante, i miei consigli di viaggio

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  • di AnnaPaola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Oltre 3000 euro

Giugno 2018: all'improvviso mi ritrovo a vivere a Santiago del Cile, dopo esserci stata di passaggio nel 2006. Avevo visto molto poco di questo affascinante paese, ma mi ero ripromessa di tornarci, tanto da avere a casa dei libri fotografici di meravigliosi paesaggi. Ed ecco che la vita ti propone strade non previste e mi ritrovo in un appartamento al 14° piano di un edificio nel Golf di “SanHattan” (Santiago-Manhattan) con vista sulle Ande e sul grattacielo Costanera per viverci per 2 anni, lavorando per contribuire alla “rivoluzione green” di questo Paese, ricco in abbondanza di risorse naturale come sole, vento, acqua e vapore geotermico che lo rendono uno dei paesi più adatti per produrre energia pulita e favorire una transizione energetica verso un futuro più sostenibile. A parte Santiago e dintorni di cui parlerò alla fine ho approfittato approfittare per girare lungo questi 4.000 km di terra lontanissima, alla fine del mondo, che può essere considerata un’isola: il deserto di Atacama a Nord, le maestose montagne delle Ande ad Est, gli affascinanti ghiacciai della Patagonia all’estremo Sud e l’impetuoso Oceano Pacifico a Ovest, oppure, come ho sentito dire “un uomo malato con la testa calda e i piedi freddi”!!. Vi

Racconto alcuni dei luoghi che ho visitato, sperando di suscitare l’interesse a visitare questa terra.

Tour n.1 3gg: San Pedro di Atacama (volo 2hr Santiago-Calama, base a San Pedro di Atacama). San Pedro è un caratteristico pueblo con tanta polvere e argilla, in cui ci si sente come catapultati indietro nel tempo. E’ bello perdersi nelle stradine sconnesse ed impolverate, passeggiando senza meta tra negozietti e agenzie di viaggio, dove poter acquistare pacchetti per le imperdibili escursioni: il deserto roccioso della Valle della Luna, le lagune Altiplánicas, la laguna Cejar, Ojos del Salar ed il Geysers del Tatio. Preparatevi ad una forte escursione termica nell’arco della stessa giornata, passando dai -6 gradi dell’alba, ai 30 gradi del mezzogiorno, è quindi consigliato portare con sé sciarpa, guanti, cappello e costume da bagno, per potersi immergere nelle calde acque termali o nelle fresche acque della laguna. I paesaggi di questo viaggio sono unici: dal marrone delle rocce della valle della luna, al bianco delle cime innevate dei vulcani all’orizzonte, dalle mille sfumature di verde del prato, al rosa dei fenicotteri (tre differenti specie: andino, cileno e di James), dal giallo dei campi al turchese delle lagune…un arcobaleno naturale che assume contorni ancora più incredibili al tramonto. Il geyser del Tatio è uno spettacolo naturale unico al mondo, con 80 geyser fumanti a 4.200 metri di altitudine tra i quali passeggiare e ascoltare nel silenzio il gorgoglio del sottosuolo. Imperdibile!

Tour n.2 2gg Osorno e Chiloe (volo 1hr Santiago-Puerto Mont, base a Puerto Varas). Puerto Varas è una località turistica sulle rive del lago Llanquique sul cui sfondo si staglia il vulcano Osorno. Nei dintorni, merita una visita il Salto di Petrohué, una cascata a forma di scivolo cui si giunge dopo aver percorso un cammino lungo le coste del lago Todos los Santos. Con base a Puerto Varas si può raggiungere la Isla Grande di Chiloe con le sue caratteristiche palafitte variopinte di Pedro Montt e le tante chiesette in legno, dichiarate Patrimonio dell’Unesco. Da provare il piatto tipico: il curanto. Weekend carino soprattutto in primavera, dato che la zona è nota per la sua piovosità.

Tour n.3 4gg Torre del Paine e ghiacciai Serrano e Balmaceda (volo 3hr Santiago-Punta Arenas, base a Puerto Natales dove si arriva dopo 3 ore in auto). Puertos Natales rappresenta la porta d’Ingresso per la mitica Patagonia cilena, che tanto ha affascinato semplici viaggiatori e indomiti esploratori. Il simbolo della Patagonia è il Parco Nazionale Torre del Paine, che si può visitare con comodi tour in auto accessibili a tutti o in maniera più avventurosa, zaino in spalla e trekking più o meno difficili. Il Parco è noto per le alte montagne, gli iceberg di colore blu che emergono dai ghiacciai e le pampas dorate (grandi distese erbose), habitat naturale di animali rari come i guanachi. Nel 2012 un devastante incendio ha distrutto quasi 13.000 ettari, e gli scheletri neri degli alberi bruciati sono ancora visibili a ricordare come è importante avere cura dell’ecosistema in cui viviamo. Il simbolo del parco sono le tre torri di granito da cui il parco prende il nome, le tre cime a forma di corno chiamate Cuernos del Paine, che a seconda della luce, richiamano un segnale di speranza se illuminate dal rosso del sole al tramonto o un fitto mistero se avvolte dalla nebbia grigia. All’interno del parco, merita assolutamente una visita il Lago Grey: avvicinandosi alle sue rive lottando con forte e gelido vento, si può ammirare il muro di ghiaccio che si protende nel lago e i piccoli iceberg staccati che dolcemente navigano sulle sue acque. Non si può dire di essere stati in Patagonia se non si prova l’ebbrezza di avvicinarsi ad uno dei maestosi ghiacciai. A parte il super famoso Perito Moreno, che pero appartiene alla Patagonia Argentina e richiede un viaggio più impegnativo per arrivarci dal Cile, i ghiacciai di Balmeceda e Serrano sono più semplici da raggiungere, dopo una navigazione di circa 3 ore. Il tragitto in barca parte dal Puerto Bories e durante la navigazione si può ammirare la maestosità di terreni quasi incontaminati, colonie di cormorani e leoni marini, sorseggiando un “pisco on

The rock”, dove “the rock” è derivato dai ghiacciai. Il ghiacciaio Balmaceda si può ammirare dalla nave, mentre per il Serrano, è necessario compiere una breve camminata tra i sentieri del lago originato dallo scioglimento del ghiacciaio. Scendendo sulle rive del lago potrai sollevare con le tue mani un pezzo di ghiaccio per un’unica foto ricordo. Senza dubbio un’imperdibile avventura tra le terre australi. Per rifocillarsi dalle escursioni non può mancare l’assaggio di un ricco cordero patagonico al palo, agnello arrostito secondo un metodo tipico della zona. Prima di lasciare la Patagonia, una delle passeggiate indimenticabili, è visitare la Isla Magdalena e la sua colonia dei pinguini di Magallanes. Quest’isola è parte del Monumento Naturale dei Pinguini, ed è raggiungibile con un ferry e una navigazione di un paio d’ore attraverso il famoso stretto di Magellano, per sentirsi un po’ esploratori come nel libro di Bruce Chatwin “In Patagonia”

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