Tappa in Kosovo: la giovane Pristina

Pregi e difetti della più giovane capitale di uno stato europeo...

Diario letto 180 volte

 

Oggi io e Fernanda ci dirigiamo verso Pristina, la città capitale del Kosovo, detentrice di un primato: è la capitale dello Stato più giovane d’Europa.

Si nota subito appena messo piede a Pristina. La vivace capitale, con i suoi 200 mila abitanti è il centro culturale, economico e artistico più importante del Kosovo, l’ingresso della città per me avviene dopo aver pedalato attraverso la piana che da Peje conduce qui. Onestamente i sobborghi periferici non mi entusiasmano, sono un po' poco invitanti... ovunque ciminiere... Infatti a circa otto km dalla capitale, due centrali elettriche a carbone dell'era jugoslava continuano a generare elettricità, sollevando masse di particolato e tracce di metalli nell'aria che avvolgono tutto. Il Governo si è posto l'obiettivo di potenziare il settore delle fonti di energia pulita, la centrale elettrica Kosovo A è nota come "la più grande fonte di inquinamento" in tutta Europa... È stata costruita nei primi anni '60. La Banca mondiale e le banche multilaterali di sviluppo rimangono in prima linea nel finanziamento del carbone rispetto a progetti di energia rinnovabile più puliti. Le banche hanno autorizzato la costruzione di una nuova centrale a carbone da quasi dieci anni, ma non è ancora chiaro se il progetto si farà... Ma per il Kosovo, un paese che vive ai confini dell'Europa, rinunciare al carbone è un affare complicato: la lignite riscalda quasi tutte le case e dà elettricità a quasi tutti gli edifici, perché il paese europeo è seduto nella quinta maggior riserva di lignite del mondo.

Mi addentro nella città vera e propria che tiene fede alla sua fama di centro vitale e richiama molti turisti che la scelgono come meta. I caffè così come le strade sono pieni di persone, tutta questa umanità lascia segno del suo passaggio... ci sono parecchi rifiuti anche vicino ai monumenti e le fontane... beh... l’acqua è torbida e anche lì si trovano rifiuti! Tuttavia è una città che merita attenzione, a partire dai monumenti che ne celebrano la nascita come il Monumento Newborn e l’Heroinat memorial che si trova di fronte, dedicato al ricordo degli stupri serbi ai danni delle kosovare e costruito con 20.000 chiodi a simbolo di questo. La Biblioteca di Pristina, in puro stile socialista, enorme e con le sue griglie di ferro a cingerla. In ogni caso in questa città è possibile muoversi sia a piedi che in bicicletta, è visitabile quindi senza troppa fatica. Vista l’etnicità presente e i turisti forse avrò fortuna con la mia app di free hospitality, nel frattempo mi perdo nell'ammirare la bellissima Moschea di Mehmet Fatih e poi la chiesa cattolica dedicata a Madre Teresa ora Santa Maria Teresa di Calcutta. La città le dedica anche una strada, tra le più frequentate e una statua. Nata e cresciuta a Skopjie, capitale della Macedonia - dove la sua famiglia, originaria del Kosovo, si era trasferita - Madre Teresa, Gonxhe Bojaxhiu, ora santa Teresa di Calcutta, era albanese kosovara. E fu in Kosovo, durante un pellegrinaggio al santuario diocesano di Letnica, che decise definitivamente di farsi missionaria.

La nazione albanese, l’unica in Europa ad essere in larga maggioranza di tradizione musulmana, è presente in vari Paesi dei Balcani. Insieme all’Albania, il Kosovo è uno dei due paesi in cui gli albanesi sono l’etnia di gran lunga maggioritaria. Seguono nell’ordine la Macedonia, ove sono la minoranza principale, quindi il Montenegro, la Bosnia-Erzegovina ecc. Al di là della rispettiva fede e anche della rispettiva cittadinanza, per tutti gli albanesi Santa Teresa di Calcutta è oggi divenuta (se così si può dire di una santa) un po' l’eroina nazionale. Nel frattempo ho avuto fortuna e grazie all’app Warmshowers mi sto dirigendo a casa di Carlos, diplomatico americano qui a Pristina che mi ospiterà in cambio... di cucina italiana. Mi sono presentato con il mio apribottiglie e vino Kosovaro, mentre lo attendo nel confortevole alloggio di proprietà del governo USA preparo il sugo per la pasta, mentre aspetto che torni da una riunione... sarà una serata di racconti interessanti e domani mi aspetta la Macedonia.

Il connubio tra il giusto tempo dato dalla mia Fernanda, la voglia di scoprire, le app, stanno dando vita a incontri che mai potrei realizzare a bordo di un aereo o su una rombante auto o un’autobus per il giro turistico. Ma non siamo tutti uguali, per voi quale è il "tempo giusto"?

  • 180 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social