Cuba: L'Avana, il mare e...

Per conscere l'isola non basta vedere l'Avana e fare il bagno in un mare dai mille colori...

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  • di proto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: sei
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

(chiedete il bungalow vista mare, costa un po' di più ma è veramente affascinante).

Il punto dolente è il mangiare. Si fa colazione e cena al ristorante dell'albergo che è l'unico sull' isola se non si vuole prendere la macchina, cosa altamente sconsigliabile la sera visto lo stato delle strade. Il mangiare, di media qualità come quasi dappertutto, può essere abbondante o scarso a seconda che i rifornimenti siano arrivati o no; noi la prima sera siamo andati a dormire con ancora un po' di appetito, la seconda non siamo riusciti a finire tutto!

Il mare invece è molto bello, sembra di nuotare in un acquario tropicale, anche facendo solo snorkeling.

Un discorso a parte meritano la strade di Cuba. Per gli spostamenti calcolate molto più tempo di quello che sarebbe necessario da noi. Anche l'asfalto dell'autopista central, che attraversa Cuba da est a ovest, è malridotto: ci sono buche, carretti a cavallo che vanno contromano nella corsia di sorpasso, venditori di prodotti misteriosi sempre ai margini della corsia di sorpasso, persone che chiedono passaggi lungo la strada... visto la carenza di mezzi pubblici (pochi autobus decrepiti, in genere ex scuolabus, e camion riadattati al trasporto di persone). Poche aree di sosta che, se si trovano dall'altro lato si raggiungono attraversando le corsie e risalendo un poco contromano! La situazione è migliore nella zona occidentale dell' isola turisticamente più sviluppata.

Al ritorno da Cayo Santa Maria abbiamo di nuovo fatto una sosta a L'Avana e questa volta abbiamo alloggiato all' hotel Los Frailes, che si trova all' estremo sud della città vecchia, comodo per la vista dellla cattedrale di San Cristobal, dalla chiesa e del convento di San Francesco della Piazza Vecchia, tutti nella zona meglio restaurata e molto interessanti.

L'albergo non ha ristorante interno e per la colazione si va in una caffetteria vicina; è molto affascinante, ma avendo riutilizzato la celle dei frati come camere, queste danno sul patio interno e sono senza finestra, hanno solo uno spioncino per guardare fuori!

Mangiare a Cuba non è il massimo, i prezzi sono bassi, ma i ristoranti propongono sempre le stesse cose, sembra quasi che abbiano una cucina centralizzata! Pollo con riso e fagioli neri, bistecchina di maiale, qualche volta spiedini, gamberi (buoni), aragosta a volte buona a volte stopposa.

I ristoranti son di due tipi: quelli statali e i paladares, cauta apertura all'imprenditoria privata, con pochi tavoli ma qualità in genere migliore. Io mi sento di consigliarne solo due: il paladar Casa Victor, vicino alla cattedrale, dove abbiamo mangiato una buona aragosta spendendo poco, e il paladar los Mercaderes, nella calle omonima dove abbiamo mangiato benissimo in una casa antica. La cena è stata allietata da una violinista e un chitarrista molto bravi, dove la musica non sovrastava le parole, spendendo di più (circa 20 Cuc a testa, ma ne valeva la pena).

Il giorno seguente siamo partiti per l'ovest di Cuba. Abbiamo attraversato il Vedado, quartiere commerciale, con poca personalità e il Miramar dove ci sono bellissime residenze (anche lì c'è qualcuno che può permettersele), ambasciate e poliziotti ad ogni incrocio. Abbiamo chiesto dove abitano i Castro, ma ci è stato risposto che non si sa!

Facendo la strada costiera e visitando alcuni paesi siamo arrivati a Vinales. Abbiamo alloggiato al Rancho San Vincente i cui bungalows sono sparsi nella foresta tropicale, addomesticata per la verità, e abbiamo visitato la zona dei mogotes, strane formazioni di roccia carsica sparse per la pianura che nascondono al loro interno grotte. Noi abbiamo visto la cueva de l'Indio, che si visita parte in barca, ma ce ne sono anche altre. Poi siamo andati a vedere un orto botanico privato e abbiamo assistito alla fabbricazione dei sigari. Infine aperitivo sulla terrazza dell'hotel los Jasmines da cui si ha una magnifica vista sulla valle

Il giorno dopo, memori della coda infinita (due ore e mezza d'orologio) che avevamo fatto in entrata per il controllo dei passaporti, siamo andati in aeroporto con molto anticipo. Sorpresa! Niente coda, misteri della cubanità.

Abbiamo lasciato il clima caldo, la affabilità della gente, i suoni e i colori e ci siamo rituffati in questo freddo inverno!

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