Il mistero Cuba

Un affascinante tuffo nel passato, una scoperta di un'isola meravigliosa e di un popolo incredibile.

  • di witchy
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

CUBA 2009

Il nostro viaggio a Cuba inizia tempo fa, con la lettura di intere guide, con la visione di alcuni film famosi sulla storia del Che e con il racconto di tanti amici già andati.

Ma niente di quello che ho letto, visto e sentito dà minimamente la sensazione di cosa sia Cuba se non la si vive.

Partiamo con itinerario in mente e tabella di marcia associata. Prenotiamo solo il volo aereo e 2 notti all’Havana. Il viaggio con AirEurope Roma-Havana è strapieno e nemmeno troppo comodo. Scalo a Madrid per fortuna di non tante ore ci consente di sgranchirci un po’ le gambe. Arriviamo a Cuba circa alle 22. Primo impatto tragico con la sala ritiro bagagli. Nella caciara di gente che urla, strepita in spagnolo, bagagli gettati per terra in un angolo, non riesco a capire se siamo più stralunate per il fuso, il viaggio o la confusione.

Cambiamo un po’ di soldi al change dell’aeroporto che poi risulterà essere quello più conveniente.

Taxi fino al centro città. L’impatto è tremendo: un’umidità elevatissima che non fa respirare e un caldo torrido. Attraversiamo la città cercando di intrattenere una conversazione in spagnolo stentato con il tassinaro. La prima domanda di cui poi mi pento subito è se si guida a destra o sinistra, e dove si supera. Mi guarda allucinato: non c’è nessun obbligo, si guida come meglio ci aggrada cercando di non essere ammazzati e non ammazzare nessuno, esperienza che farò sulla mia pelle.

In tutto il nostro viaggio decidiamo di dormire nelle “casas particolares” una specie di nostri bed&breakfast. Attenzione che ci sono quelli legali che espongono una specie di simbolo sull’uscio e che potete trovare con facilità anche sulla Lonely Planet che, tra l’altro, ne consiglia di ottimi.

Anche l’impatto con il primo non è dei migliori, ma poi per fortuna si rivelerà solo una sensazione. Per vivere la vera CUBA decidiamo di alloggiare a metà fra Centro Habana e Habana Veja, posto “vero” e non turistico con tutti i pro ed i contro della vera Cuba. Iniziamo da là a vedere la realtà che sono costretti a vivere i cubani. L’impatto visivo con la città è molto forte: sembra di assistere ad un post bombardamento. Le case danno l’impressione che debbano crollare da un secondo all’altro, con balconi in bilico e pezzi di tetto divelto. Bassifondi con una tenda come porta di casa e 20 persone in una stanza. Bambini che giocano nel fango e nella sporcizia con qualsiasi oggetto, donne che aspettano solo i turisti per vendere qualsiasi cosa. I padroni della nostra casa si dimostreranno veramente carini e affettuosi, disponibili e onesti. Le stanze sono 2 ed il bagno è tutto per noi. Consiglio: portatevi una coppia di asciugamani che quelli che vi daranno saranno sempre troppo piccoli!

Crolliamo sui letti (che per tutto il viaggio saranno sempre troppo morbidi e con i cuscini troppo bassi) ed il giorno dopo andiamo in giro per la città armate di guida e acqua.

Visitiamo il Capitolio, il Museo della Revolucion che conserva tutta la storia della rivoluzione dal 1 gennaio 1959. In una teca di cristallo conservano come una reliquia santa la barca “Granma” utilizzata dal Che e Fidel Castro dalla Florida alle coste di Cuba e che vide solo 12 sopravvissuti su circa 80. La sensazione permanente che ci accompagna nel nostro primo giorno è di una specie di “adorazione” del regime, un continuo lavaggio del cervello sia per i turisti che soprattutto per la popolazione. Una propaganda del regime, che inneggia alla sublimazione della rivoluzione come estremo atto di amore di una ristretta cerchia di benefattori che hanno salvato l’isola dalla perdizione. E tutto è studiato per osannarli come eroi, come delle entità quasi celestiali che hanno ridato speranza e ricchezza all’intera isola

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Commenti
  1. woody54
    , 6/4/2011 10:47
    Brava Witchy!! Finalmente un bel racconto ! Complimenti sinceri.

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