Catania e dintorni

15 giorni in giro per la parte orientale della Sicilia. Non accenno neanche alle spiagge bellissime che abbiamo visto, ma vi racconto cosa visitare.

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  • di hellblazer1976
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Quest’anno la meta delle vacanze è stata la Sicilia, precisamente Catania e dintorni. È stata una meta scelta all’ultimo secondo, accettando l’invito di una coppia di amici che da anni ci invitavano. Avremmo dovuto fermarci solo un paio di notti, a casa loro, ed è finita invece che siamo rimasti tutte e due le settimane di ferie, scoprendo la generosa ospitalità siciliana. Abbiamo conosciuto persone generose e disponibili, che senza neanche conoscerci ci hanno trattato come dei principi, il sud Italia meriterebbe di vivere di turismo, per le ricchezze (non solo artistiche) che possiede… Non avendo fatto una vacanza itinerante, non ho delle vere e proprie tappe da consigliare. Mi limito perciò stavolta ad elencare una serie di spunti che possano servire per chi voglia scoprire quest’angolo di isola.

CATANIA:

Consiglierei di dedicarci almeno due giorni. Le cose da vedere sono molte e non serve affidarsi ai giri turistici programmati per vederle, anzi. Ero personalmente attratto dall’idea di visitare la parte sotterranea e questa cosa è assolutamente possibile in totale autonomia, spendendo molto meno rispetto ai tour organizzati che comunque non comprendono tutti i siti. L’unico problema è riuscire ad incastrare tutti gli orari, perché soprattutto le chiese sono gestite da volontari (che ringrazio per gentilezza e disponibilità, e per fare quanto la pessima gestione della cosa pubblica non permetterebbe altrimenti…) e quindi non sono sempre aperte. (io mi son trovato molto bene con il sito www.oraridiapertura.net) Terme: consiglio la visita delle vecchie terme romane. Le Terme Achilliane sono situate esattamente nel sagrato del Duomo, hanno gli orari più flessibili e meritano una visita, l’ambiente è piccolo ma molto ben conservato. Le Terme della Rotonda sono forse le più belle, con tracce di strutture romane e bizantine, ma sono aperte solo il mercoledì e la domenica mattina, sono dalle parti del castello. Le Terme dell’Indirizzo sono invece in zona Pescheria ma sono una struttura assolutamente trascurata, uno spettacolo triste, come viene definito su alcune recensioni. E’ comunque un sito gratuito da vedere. Sempre in zona Pescheria, oltre al cavalcavia del treno c’è l’Ostello, una struttura che permette di scendere nel sottosuolo e vedere il fiume Amenano, che è il fiume rimasto sepolto dall’eruzione della fine del 1669 e che scorre sotto la città. La discesa si può fare di giorno, pagando 2 euro a testa, mentre la sera ci si può consolare del caldo diurno nel pub a fianco. All’interno dell’ideale percorso nella Catania sotterranea ci hanno raccomandato anche il Monastero dei Benedettini e le Chiese di Sant’agata. Il Monastero è imperdibile, vale la pena investire 8 euro e fare il tour guidato. E’ una struttura imponente, complessa, che permette di toccare dal vivo gli effetti dell’eruzione del 1669, che giunse ad accumulare quasi 12 metri di lava in corrispondenza dei vecchi muri esterni. È da vedere anche l’ingegnoso modo con cui la lava venne poi “riutilizzata” dai monaci come pavimento delle cantine della nuova costruzione…Splendido anche l’organo. Le Chiese di Sant’Agata, invece, merita un discorso a se stante: da piazza Stesicoro, alle spalle dei resti dell’anfiteatro romano, parte un “percorso” legato al martirio di sant’Agata, vale a dire San Biagio in Sant’Agata alla Fornace, Sant’Agata la Vetere (che fu la prima cattedrale di Catania) e Sant’Agata al Carcere. Ovviamente, anche in questo caso bisogna far conto con le aperture al pubblico, visto che sono visitabili grazie ai bravissimi ragazzi volontari che ti raccontano la storia legata al monumento. San’Agata alla fornace offre la possibilità di vedere un piccolo pezzo di originario pavimento sul quale la santa venne martirizzata, ed è aperta in genere la mattina, il giovedì invece dalle 16.30 alle 18. Risalendo la strada, si trova Sant’Agata alle Carceri, aperta solo la domenica mattina e dove si può visitare il carcere della santa, secondo la tradizione popolare, ed infine si arriva aSant’Agata la Vetere, aperta ogni giorno. E’ molto interessante visitare la cripta con lo scolatoio (il posto dove in tempi antichi i monaci ponevano i cadaveri per liberarli dalle interiora e dai fluidi corporei, prima di seppellirli), e sorge sul luogo del pretorio romano, dove la santa venne giudicata. Ovviamente, lo scavo che permetterebbe di riportare interamente alla luce il passaggio che riportava il condannato alle carceri è fermo da 40 anni, in attesa dell’erogazione dei fondi

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