Viaggio alle Canarie

Consigli per un tour a Gran Canaria e Tenerife

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  • di mirko.1976
    pubblicato il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

SABATO 1 DICEMBRE

Post operazione chirurgica e dopo aver sostituito le graffette con ‘steristrips’ decido di partire ugualmente per la tanto desiderata vacanza a Gran Canaria (prima parte). Il viaggio è stato organizzato dall’agenzia con sede legale Piazza Mercato, 19 – 30020 Marcon (Ve). Alle 5.55 sono sotto casa mamma e papà: li porto all’aeroporto per la loro vacanza a Tenerife. Alle 9.45 sono sotto casa Debora e Marco, alle 10.05 siamo all’aeroporto. Lunga coda per l’accettazione e il check in. Alle 12.05 partiamo con Iberia per Madrid. Riusciamo ad avere le corsie di emergenza, parlando spagnolo e inglese, e facciamo un viaggio molto comodo. Atterriamo in anticipo, prima delle 14.45. Piccolo spuntino all’aeroporto di Madrid, dove non si può fumare: è carissimo, non fatelo e portatevi il pranzo al sacco! Alle 16.05 partiamo per Las Palmas, dove atterriamo alle 17.34, con 26 minuti di anticipo. Il tempo è nuvoloso e ci sono 18 gradi. Grazie all’arrivo anticipato riusciamo a prendere l’autobus n. 60 delle 18.15 per Santa Catilina (€ 2.95). Poi, arriviamo a piedi sotto la pioggia e con valigia pesante, all’appartamento Tinoca apartamentos. È carino: 2 letti e il tavolo con Tv, una grande cucina e un grande bagno, purtroppo senza bidè. Inoltre, l’appartamento è all’interior, dunque senza terrazzo. C’è anche un wi-fi gratuito alla reception molto gettonato, specie alla sera. La pulizia lascia un po’ a desiderare, e viene fatta molto superficialmente. Alla sera cena al restaurante Buenos Aires: carne argentina per due molto buona con una bottiglia di vino a 44€. In giro c’è poca gente: sarà la brutta giornata o la crisi?

DOMENICA 02 DICEMBRE: teror

Nuvoloso e 18° C

Inizio del soggiorno in libertà... e allora “vamos!”. Sveglia alle 7. Andiamo a piedi a Santa Catilina, lì guagua municipales per Sant Elmo (€ 1,30) e autobus n. 216 ore 9 per Teror (€ 2.15). Giornata dedicata alla visita della piccola e affascinante città di Teror. Visita alla Basilica de Nuestra Señora del Pino, Santa patrona di Gran Canaria. Splendide case antiche, alcune risalenti al XVI secolo, fiancheggiano Plaza de Nuestra Señora del Pino e la Calle Real de la Plaza. La visita di Teror, con i suoi ricchi balconi in pietra e in legno intagliato, è davvero un viaggio a ritroso nel tempo. Nei pressi della Basílica troviamo Plaza Teresa de Bolívar, intitolata alla memoria della moglie di Simón Bolívar, l’eroe dell'America Latina durante la lotta per l’indipendenza, il cui bisnonno era originario di questa città. A destra della chiesa giace la Casa Museo de los Patrones de la Virgen, un edificio affascinante situato intorno a un cortile e decorato in un pregiato stile del XVII, che presenta anche dipinti, armi, fotografie antiche e mobili antichi che testimoniano lo stile di vita della nobiltà di quel tempo. La visita di Teror la domenica mattina permette di gustare il vivace mercato locale domenicale, dove si possono degustare e acquistare specialità locali come il chorizo (morbida salsiccia di maiale) e dolci preparati dalle monache dell'Ordine Cistercense. L’autobus impiega 45 minuti e sale in montagna su curve molto strette: per fortuna siamo venuti in autobus perché la strada è brutta e in auto sarebbe stato impegnativo guidare tra precipizi e montagna friabile che, con la pioggia, cade giù. E’ una zona molto verde e sembra di stare in Irlanda. Al bar da Diego mangio un bocadillo con chorizo de Teror (pasta di salame spalmata), cerveca e cafè solo 4,50€. Compriamo al mercato queso de cabra y ovieja, pan de huevo e pan de patas molto buoni che mangeremo per tutta la settimana, frutta, verdura e olive. Teror ci piace molto. Compro anche un ombrello a 3,50€. Appena comprato, naturalmente, smette di piovere ed il sole fa capolino. Nel primo pomeriggio rientriamo in autobus a Sant Elmo e visitiamo i quartieri di Vegueta e Triana. Poi rientriamo in casa per pranzo e relax. Anche se la giornata è stata variabile con forti acquazzoni in montagna siamo comunque arrossati e ci tira la pelle

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